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martedì 6 ottobre 2015

I classici di TiCB: Juventus 2011-2012

Torna il best of, il mix di pillole pescate dal passato, di TiCB.

Questa rubrica propone infatti alcuni pezzi di storia di Tutto il calcio grazie alla collaborazione con il canale You Tube di Marco d'Alessandro MXMCLASSIC.

Riviviamo assieme le emozioni del 28° titolo bianconero, quello datato 2011-2012
Il torneo vede iniziare bene sia la nuova Juventus di Conte sia l'Udinese di Guidolin, che nelle prime giornate si contendono il primato in classifica: i torinesi, reduci dai deludenti settimi posti delle ultime due annate e pertanto non inseriti nel lotto delle pretendenti al titolo, sono quasi una sorpresa, mentre la "provinciale" friulana riconferma quanto mostrato nell'ottima stagione precedente. Stentano invece le milanesi: il Milan ha una partenza sottotono, come non accadeva alla squadra campione in carica dalla stagione 1990-91; non va meglio all'Inter che con appena quattro punti in sei partite batte il precedente record negativo del 1983-84, incappando nel suo peggior esordio da quando esiste il girone unico. È quindi un avvio di campionato sui generis rispetto alle previsioni, in cui al settimo turno si segnalano inoltre cinque partite terminate a reti inviolate, cosa che non accadeva dalla trentatreesima giornata della stagione 1988-1989. Il girone d'andata si chiude a fine gennaio con la Juventus, simbolicamente, campione d'inverno. I bianconeri, che arrivano al giro di boa imbattuti, legittimano le loro rinnovate ambizioni tricolori grazie soprattutto alle prestazioni di Pirlo, che col passare delle giornate si rivela sempre più un rimpianto per i colori rossoneri, nonché alla forte coesione di un gruppo che, mettendo in piedi una vera e propria cooperativa del gol, sopperisce all'unica pecca mostrata durante il campionato, l'assenza di un bomber nel reparto avanzato: sugli scudi in special modo i centrocampisti Marchisio, Pepe e la rivelazione Vidal, quest'ultimo arrivato in estate senza troppo clamore ma subito capace di spostare gli equilibri in mezzo al campo. La formazione torinese distanzia di un punto il Milan,che dopo l'inizio stentato ritorna a marciare a pieno ritmo grazie soprattutto alle marcature di Ibrahimović e a quelle decisamente più inaspettate di Nocerino, centrocampista che, sfruttando un'azzeccata intesa proprio coi movimenti dello svedese, riuscirà a chiudere l'annata in doppia cifra. Al giro di boa, insomma, inizia a delinearsi un duello sull'asse Milano-Torino per la conquista dello scudetto.
A tre lunghezze dalla vetta c'è invece l'Udinese, che rimane stabilmente ai primi posti della classifica, seguita a ridosso dalla coppia Inter-Lazio; in particolare i nerazzurri, dopo il disastroso inizio che li aveva relegati ai margini della zona retrocessione, a seguito del cambio in panchina tra Gasperini e Ranieri sono artefici di una rimonta, culminata in sette vittorie consecutive, che li riporta per il momento ai piani alti della classifica. Anche la Roma, dopo una partenza altalenante, sembra trovare in questa fase una certa continuità di risultati, mentre deludono il Napoli, tra le favorite della vigilia, che perde terreno dalle grandi a causa di continui alti e bassi nei risultati, e la Fiorentina, che staziona nella seconda parte della classifica.
La tornata conclusiva è suo malgrado segnata da alcuni fatti extrasportivi. In febbraio l'Italia è ostaggio di una pesante ondata di freddo che va a mutilare il normale svolgimento del torneo, con numerose gare rinviate, mentre in aprile un ulteriore rinvio, stavolta dell'intera trentatreesima giornata,è dato dalla sospensione tutti i campionati a causa della morte in campo, avvenuta il 14 aprile in Serie B, del calciatore livornese Piermario Morosini. È anche un girone che vede il calcio italiano testimone di fatti deprecabili, come la feroce protesta degli ultras rossoblù in Genoa-Siena, che porta alla momentanea sospensione della gara e costerà poi alla società ligure il divieto di pubblico per le seguenti due partite casalinghe, o il comportamento dell'allenatore gigliato Rossi che, in Fiorentina-Novara, aggredisce il suo giocatore Ljajić dopo che questi aveva preso male una sostituzione; un gesto che porterà all'esonero del tecnico e alla sua squalificata trimestrale da parte del giudice sportivo.
Tornando a parlare di calcio, il 25 febbraio è intanto di scena lo scontro diretto al Meazza tra Milan e Juve, terminato in parità ma tuttavia macchiato da vari errori arbitrali, tra cui un gol fantasma non assegnato ai rossoneri e una rete valida annullata ai bianconeri, che scatenano fitte polemiche. Dopo i recuperi delle partite precedentemente rinviate per maltempo, agli inizi di marzo il Milan trova per la prima volta in stagione la testa solitaria della classifica, con due punti di vantaggio su di una Juventus rallentata da una serie di pareggi. I rossoneri paiono arrivare a un punto di svolta della stagione al ventisettesimo turno quando, battendo in casa il Lecce, scavano un solco di quattro lunghezze sui bianconeri bloccati a Marassi dai genoani. L'inizio di aprile segna un nuovo ribaltamento nelle posizioni di vertice: tra la trentesima e trentunesima giornata la Juventus batte Napoli e Palermo riportandosi in testa di misura sul Milan che, in pochi giorni, viene dapprima fermato sul pari al Massimino dal Catania di Montella, formazione tra le più spettacolari di questo campionato e che, una volta ottenuta una facile salvezza, financo alle soglie della primavera si ritrova in lotta persino per obiettivi più prestigiosi,e poi superato in casa da una Fiorentina in cerca di punti-salvezza dopo essere scivolata, da un paio di mesi a questa parte, nel pieno della lotta per non retrocedere. Al trentaquattresimo turno i piemontesi portano a tre le lunghezze di vantaggio sul Milan, complice l'ampia vittoria a Torino sulla Roma e il nuovo passo falso dei meneghini in casa, stavolta contro un Bologna rivitalizzato dalla cura-Pioli. Col successo della trentacinquesima giornata sui novaresi, ancora la Juve mette a segno una striscia di otto vittorie consecutive, nuovo record stagionale.
Il mese di maggio si apre con quasi tutti i verdetti in palio, a poche giornate dal termine. A due turni dall'epilogo la capolista impatta sul pari allo Stadium col Lecce e vede ridursi a un punto il vantaggio su di un Milan vittorioso a San Siro contro l'Atalanta. La speranza di poter riaprire i giochi per il titolo è tuttavia di breve durata per i meneghini poiché appena quattro giorni dopo, il 6 maggio 2012, la Juventus conquista aritmeticamente lo scudetto con una giornata d'anticipo, in virtù della vittoria esterna contro il Cagliari (a Trieste) e della contemporanea sconfitta rossonera nel derby milanese. Il successo bianconero arriva senza mai aver perso una partita, e con 23 vittorie e 15 pareggi la squadra di Conte conclude poi l'intero campionato da imbattuta, eguagliando un risultato ottenuto nella storia del girone unico solo dal Perugia di Castagner del 1978-1979 e dal Milan di Capello del 1991-1992; la formazione piemontese è però la prima a conseguire tale primato in un torneo a 20 squadre. Il ventottesimo titolo nazionale dei bianconeri, a nove anni dal precedente, arriva grazie all'unione d'intenti di un collettivo – «questo è stato uno di segreti della Juve di Conte: tutti corrono, tutti difendono, tutti si aiutano, tutti attaccano e tutti segnano» – capace di mandare in rete, nel corso della stagione, ben venti diversi elementi della rosa. Di contro il Milan, secondo a quattro lunghezze, è più volte parso dipendere troppo dai 28 gol in 32 partite del suo fuoriclasse Ibrahimović,peraltro il primo in grado di bissare il titolo di capocannoniere della Serie A con due maglie differenti, quelle delle due milanesi.

L'affollata lotta per il terzo posto, l'ultimo disponibile per la Champions League, vede spuntarla l'Udinese, qualificata al turno preliminare. Alla Lazio e al Napoli rimane l'Europa League cui i capitolini accedono tramite play-off, mentre i partenopei direttamente dalla fase a gironi dopo la vittoria raggiunta in Coppa Italia;l'Inter, sesta in graduatoria, va invece a disputare il terzo turno preliminare della competizione, sicché è la Roma a rimanere fuori dai giochi per le coppe. I giallorossi, tra le delusioni dell'annata, terminano a pari punti con quella che è invece una delle sorprese, quel Parma che Donadoni, arrivato in Emilia a gennaio, porta a chiudere il torneo con sette successi consecutivi, risultato che vale un'ottava piazza in classifica subito a ridosso delle big. Tra le formazioni di seconda fascia si segnalano positivamente anche il Bologna che termina nono, immediatamente dietro ai ducali, e l'Atalanta, dodicesima e capace di raggiungere la salvezza nonostante la penalizzazione inflittagli a inizio stagione, ottenendo peraltro il suo primato di punti nella massima serie. Tra felsinei e orobici, in undicesima posizione si issa un Catania in calo nelle giornate conclusive e, forse, in qualche misura già appagato da un torneo condotto, per larga parte, al di sopra delle aspettative. Altra delusione, in scia agli atalantini c'è la Fiorentina, tredicesima e scampata solo in dirittura d'arrivo alla bagarre della zona retrocessione. Sul fondo, dall'ottava giornata in poi gli ultimi tre posti della graduatoria non hanno mai cambiato padroni. Il Cesena fanalino di coda e il Novara, che saluta la Serie A dopo un solo anno,nonostante l'ingaggio in corsa di nuovi allenatori non hanno mai mostrano significativi cambi di marcia durante il campionato, abbandonando velleità di salvezza con varie partite d'anticipo. Ben più vivace si dimostra il Lecce, terza e ultima squadra ad abdicare: i salentini, dati quasi per spacciati alla fine del girone d'andata, con l'arrivo in panchina di Cosmi tornano competitivi e danno battaglia sino agli ultimi novanta giri di lancetta quando devono arrendersi a vantaggio del Genoa, salvo sul filo di lana e preda di tensioni, come accennato, anche fuori dal campo.[FONTE WIKIPEDIA].
Ma ecco il momento saliente
Campionato di Serie A 2011-2012
37a Giornata - Cagliari - Juventus 0-2
6 Maggio 2012
Radiocronaca di Riccardo Cucchi

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Noi torniamo prossimamente
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