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mercoledì 28 gennaio 2015

I classici di TiCB: Inter 1988-1989

Torna il best of, il mix di pillole pescate dal passato, di TiCB.

Questa rubrica propone infatti alcuni pezzi di storia di Tutto il calcio grazie alla collaborazione con il canale You Tube di Marco d'Alessandro MXMCLASSIC.

Riviviamo assieme le emozioni del 13° scudetto nerazzurro, quello datato 1988-1989
Sul fronte dei trasferimenti, da questa stagione ogni squadra poté tesserare un terzo giocatore d'oltrefrontiera. Ne approfittò soprattutto il Milan che andò a riunire in rossonero il terzetto di fuoriclasse della nazionale olandese fresca campione continentale, affiancando a Gullit e van Basten il centrocampista Rijkaard ingaggiato dagli spagnoli del Saragozza. Anche il Napoli pescò nella Liga, prelevando il mediano carioca Alemão dall'Atletico Madrid; gli azzurri di Maradona attuarono un profondo rinnovamento della rosa culminato nell'allontanamento dei titolari Bagni, Garella e Giordano, di fatto capri espiatori per l'harakiri che, nelle giornate conclusive del precedente torneo, aveva negato ai campani uno scudetto che pareva ormai certo.  La Juventus voltò pagina: in panchina arrivarono Dino Zoff insieme all'amico Gaetano Scirea, ritiratosi dall'attività agonistica al termine della stagione precedente, una coppia di tecnici che piacque a critica e tifosi; rispedito il deludente Rush a Liverpool, la Vecchia Signora ridisegnò il proprio reparto avanzato con due mezzepunte, il portoghese Rui Barros e una delle maggiori novità dell'annata, Zavarov, il primo calciatore sovietico nella storia del campionato italiano. La Fiorentina si assicurò dal Como, via Milan, il prestito dell'emergente centravanti Borgonovo, che con Roberto Baggio andò a formare la cosiddetta B2, una ben assortita coppia d'attacco; dai corregionali del Pisa i gigliati prelevarono inoltre il giovane regista brasiliano Carlos Caetano Bledorn Verri, meglio noto come Dunga, giocatore di sicuro avvenire. Anche la Roma si rinforzò in avanti, acquistando dal Cesena l'acerba punta Rizzitelli. Cambiamenti abbastanza clamorosi si verificarono sul fronte "bandiere": Altobelli, dopo undici stagioni disputate con la maglia dell'Inter, passò alla Juventus per un replay dell'operazione-Boninsegna che tuttavia, stavolta, non diede i frutti sperati; il tre volte capocannoniere Pruzzo, dopo dieci campionati con la Roma, si avviò invece a chiudere la sua prolifica carriera alla Fiorentina. L'Inter, ceduti Passarella (tornato in Argentina al River Plate) e Scifo (ai francesi del Bordeaux), fece suoi i nazionali tedeschi Matthäus e Brehme, entrambi dal Bayern Monaco; a completare il terzetto straniero giunse dai viola la seconda punta Díaz, mentre dal bel paese arrivarono in nerazzurro il promettente Berti, centrocampista dallo spiccato senso del gol, e l'ala destra Bianchi. Tra i tanti stranieri che salparono alla volta dell'Italia, fra i più conosciuti ci furono l'uruguaiano Ruben Sosa accasatosi alla Lazio, l'argentino Claudio Caniggia al Verona e il brasiliano Renato Portaluppi alla Roma. Tra quelli di secondo piano si segnalarono invece Tita dal Bayer Leverkusen al Pescara, Milton al Como, Demol e Aaltonen al Bologna, Severeyns e Been al Pisa, Vincze dagli unghesesi del Tatabánya al Lecce, Skoro, dagli jugoslavi dello Željezničar, e Müller al Torino, e la coppia Cvetković-Arslanović dalla Stella Rossa di Belgrado all'Ascoli. 
« Questa Inter ci fa sembrare tutti quanti ridicoli. In realtà loro corrono troppo forte: noi andiamo normalmente. » (Giuseppe Dossena) È sufficiente questa frase, pronunciata dall'allora centrocampista doriano in un'intervista del dopo-partita, per sintetizzare l'intero campionato di Serie A del 1988-1989. A un anno dal trionfo del Milan, fece il suo ritorno al successo l'altra compagine meneghina, l'Inter. A nove anni dall'ultimo scudetto, la squadra nerazzurra disputò un campionato eccezionale, battendo record su record e andando a vincere agevolmente uno dei tornei più a senso unico della storia: l'Inter conquistò 58 dei 68 punti disponibili, infatti delle diciassette avversarie ben dieci furono sconfitte sia all'andata che al ritorno, solo quattro (Napoli, Milan, Verona e Atalanta) riuscirono a strappare un punto, solo due (Torino e Fiorentina) riuscirono a battere i nerazzurri e soltanto la Juventus riuscì a rimanere imbattuta pareggiando entrambe le gare di campionato. Il torneo, ritornato da 16 a 18 squadre dopo ventun anni e con quattro retrocessioni, partì il giorno 9 ottobre, a causa dei Giochi Olimpici di Seul svoltisi nel mese di settembre. All'avvio si presentarono da grandi favorite il rinnovato Napoli di Ottavio Bianchi e il Milan campione uscente, ma si capì ben presto che quello sarebbe stato l'anno dell'Inter di Giovanni Trapattoni. I nerazzurri, infatti, volarono già in testa solitari alla quinta giornata, distanziando il Milan di un punto e la Sampdoria di due. Nelle giornate successive il Milan, impegnato anche in un favorevole cammino verso la Coppa dei Campioni, accusò un brusco rallentamento: l'11 dicembre, la sconfitta nel derby infranse il sogno dei rossoneri di bissare il titolo. L'Inter mantenne un ritmo impressionante e soltanto il Napoli, traghettato da Maradona, riuscì a seguirne la scia, a tre punti di distacco. La situazione non cambiò dopo lo scontro diretto del San Paolo, il 15 gennaio; il 5 febbraio l'Inter diventò campione d'inverno ma, la domenica successiva, la rocambolesca sconfitta di Firenze permise al Napoli di ridurre il distacco a un punto. In realtà fu questo l'unico brivido stagionale per l'Inter, che vinse tutte le prime otto gare del girone di ritorno e allungò nettamente sui partenopei; il 9 aprile i punti di vantaggio tra prima e seconda classificata furono sette. Nelle successive giornate l'Inter si limitò a gestire la situazione e, vincendo lo scontro diretto del 28 maggio grazie a una punizione della stella della Nazionale tedesca Lothar Matthaus, i milanesi conquistarono matematicamente il loro tredicesimo scudetto, il più agevole, incoronando il bomber Aldo Serena tiratore scelto con 22 gol. Fu lo scudetto dei record: mai nessuna squadra sarebbe riuscita a toccare quota 58 con i due punti a vittoria. Buon campionato quello della neopromossa Atalanta che concluse in zona UEFA, settore della classifica particolarmente ampliato in questa stagione per il successo del Milan in Coppa Campioni e per la, da tempo programmata, finale di Coppa Italia fra Napoli e Sampdoria, eventi che individuarono nel settimo gradino della graduatoria il termine ultimo per l'accesso in Europa. In tale contesto la Roma agganciò all'ultima giornata la Fiorentina sconfitta a San Siro, ma le speranze dei capitolini furono spazzate via nello spareggio disputato a Perugia il 30 giugno, quando i toscani li respinsero all'ottavo posto finale; ironia della sorte, il gol fu segnato dal grande ex e idolo giallorosso Roberto Pruzzo, trasferitosi sulle rive dell'Arno nella stagione conclusiva della propria carriera. In coda, oltre al Como e al Pisa condannati da tempo, retrocessero il Pescara e, clamorosamente, il Torino, al ritorno tra i cadetti dopo trent'anni. A condannare i granata fu la sconfitta del 25 giugno, ultima giornata di campionato, contro il neopromosso Lecce, che così ottenne la salvezza e il nono posto, miglior piazzamento di ogni epoca del club salentino. Anche Bologna (alla prima stagione in massima serie dopo sei anni d'assenza), Cesena e Verona ottennero la salvezza all'ultimo turno. A invischiare i veneti nella parte bassa della classifica fu una lunghissima serie di pareggi, sufficienti, comunque, per evitare il declassamento. Il campionato fu altresì segnato da un evento luttuoso. Il 9 ottobre 1988, nel dopopartita di Ascoli-Inter il pullman di un gruppo di skinhead nerazzurri fu fatto transitare sotto la curva casalinga dello stadio Del Duca. Ne scaturì una grave colluttazione in cui il supporter bianconero Nazzareno Filippini venne violentemente percosso, spirando dopo tre settimane. Il fatto destò scalpore e la Lega Calcio fu indotta, d'accordo con le forze dell'ordine, a predisporre una serie di accorgimenti per limitare il rischio di scontri tra le tifoserie, inasprendo i controlli all'ingresso ed eliminando i settori misti da tutti gli stadi [FONTE WIKIPEDIA]
Ma ecco il momento saliente
Campionato di Serie A 1988-1989
30a Giornata - Inter - Napoli 2-1
28 Maggio 1989
Radiocronaca di Enrico Ameri

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Noi torniamo prossimamente
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