mercoledì 24 giugno 2015

I classici di TiCB: Juventus 1981-1982

Torna il best of, il mix di pillole pescate dal passato, di TiCB.

Questa rubrica propone infatti alcuni pezzi di storia di Tutto il calcio grazie alla collaborazione con il canale You Tube di Marco d'Alessandro MXMCLASSIC.

Riviviamo assieme le emozioni del 20° titolo bianconero, quello datato 1981-1982
Con la comparsa degli sponsor sulle maglie, nuovi gruppi imprenditoriali si avvicinarono al calcio e il mercato si movimentò: anche realtà non di primo piano come l'Udinese e il Cesena potevano ora permettersi rinforzi del calibro di Causio e Muraro, o l'ingaggio di affermati giocatori stranieri come l'austriaco Schachner.
La Juventus campione uscente acquistò il sammarinese Bonini e il momentaneamente squalificato Rossi, richiamando in sua vece Virdis. Sull'altra sponda cittadina, fecero ritorno a Torino diversi ex quali Ferri, Dossena e Beruatto: nel difficile tramonto dell'era Pianelli le ristrettezze economiche costrinsero infatti a ripensare le geometrie della squadra granata. Fu così una rinnovata Fiorentina ad assicurarsi Pecci e Graziani, oltre allo juventino Cuccureddu: questi esperti elementi facevano parte di una corposa campagna acquisti che annoverava anche giovani promettenti come Vierchowod, Massaro e Monelli. Meno numerosi gli innesti delle altre candidate al titolo: l'Inter si aggiudicò Bagni, la Roma puntò su Nela per la difesa, il Napoli scelse Palanca e Benedetti; infine il neopromosso Milan, non nascondendo ambizioni d'alta classifica, chiamò al timone Radice mentre in attacco, fallita una trattativa per Zico, ingaggiò lo scozzese Jordan dal Manchester United.

La Juventus partì decisa inanellando sei vittorie di fila, tra cui un 6-1 al neopromosso Cesena al debutto, ma gli equilibri nel girone d'andata furono modificati da defezioni importanti. A Rossi fu negato uno sconto di pena, e rinviò il rientro in campo alla successiva primavera; il milanista Franco Baresi fu costretto allo stop dopo quattro turni poiché affetto da un raro virus; due settimane dopo la Roma capolista perse per infortunio Ancelotti, elemento cardine del suo centrocampo, e abbandonò la vetta per poi presto declinare; pochi giorni dopo lo juventino Bettega si lesionò il ginocchio durante un match di Coppa dei Campioni, chiudendo precocemente la stagione e la carriera in Nazionale; infine alla nona, il 22 novembre, il capitano della Fiorentina Antognoni ebbe un violento contrasto col portiere del Genoa Martina, subendo due fratture al cranio che fecero temere il peggio.
Bianconeri e viola si assestarono comunque in testa, e mantennero la vetta senza troppi patemi. Furono i fiorentini a concludere il girone d'andata al primo posto con un punto di vantaggio, mentre la zona salvezza annoverava illustri compagini: incontravano infatti difficoltà il Torino, un Milan troppo sterile in attacco e il Bologna, sorretto solo dalla qualità espressa dal giovane Mancini, uno dei nomi nuovi che stavano mettendosi in mostra in questo torneo assieme a Galderisi, fantasista chiamato da Trapattoni a sopperire alla sventura degli attaccanti piemontesi.

Nel girone di ritorno Fiorentina e Juventus allungarono il passo sulle inseguitrici, mantenendo una marcia sostanzialmente uniforme: i bianconeri riuscirono a portarsi in vetta il 14 marzo grazie a una nuova striscia di sei successi consecutivi, ma i viola in serie positiva li riagganciarono dopo poche giornate. In una volata finale non priva di polemiche, le due squadre si presentarono dunque al turno conclusivo alla pari, con 44 punti e due trasferte da affrontare: la Fiorentina, che recriminò con veemenza per un gol annullato a Graziani, non riuscì a scardinare la retroguardia di un pericolante Cagliari ancora in lotta per la salvezza, mentre la Juventus nei minuti finali siglò con Brady, alla sua ultima gara in bianconero, il rigore decisivo per battere un pugnace Catanzaro.

I bianconeri esorcizzarono così la prospettiva di uno spareggio e si aggiudicarono il loro ventesimo titolo, quello della "seconda stella"; di contro, a Firenze, l'epilogo del campionato portò lo storico livore anti-juventino dei viola a uno dei suoi apici. Al di fuori delle polemiche tra le due tifoserie, gli addetti ai lavori individuarono nella prolungata assenza di Antognoni, di fatto leader insostituibile della Fiorentina, l'episodio che precluse alla squadra di De Sisti le ambizioni tricolori; dall'altra parte, una Juventus pur privata del bomber Bettega per quasi tutta la stagione, trovò invece nell'unione del collettivo la forza per rimanere ai vertici, aiutata anche dai gol della giovane scoperta Galderisi.

Anche per conoscere gli esiti di una zona retrocessione, oltremodo affollata e col solo Como già rassegnato al declassamento, fu decisiva l'ultima giornata, con quattro squadre in bilico. I risultati furono fatali per il Bologna, sconfitto nel finale ad Ascoli Piceno e retrocesso in Serie B per la prima volta nella sua storia, e per il blasonato Milan, vittorioso sì a Cesena, ma condannato dai concomitanti pareggi del Cagliari contro i gigliati e del Genoa sul campo del Napoli, quest'ultimo giunto a cinque minuti dalla fine.

Furono i partenopei ad aggiungersi al novero delle squadre qualificate alle coppe europee per l'anno successivo: grazie alla rinuncia degli albanesi del Flamurtari, gli azzurri occuparono un terzo slot e raggiunsero in Coppa UEFA Fiorentina e Roma.

La forza e lo spirito di gruppo dei campioni d'Italia convinsero il commissario tecnico Enzo Bearzot ad affidarsi al "blocco" juventino per i fortunati mondiali spagnoli alle porte, preferendo Rossi, con sole tre presenze all'attivo in campionato, al romanista Pruzzo, capocannoniere per il secondo anno consecutivo.[FONTE WIKIPEDIA]
Ma ecco il momento saliente
Campionato di Serie A 1981-1982
30a Giornata - Catanzaro - Juventus 0-1
16 Maggio 1982
Radiocronaca di Enrico Ameri

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Noi torniamo prossimamente
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