venerdì 4 maggio 2018

Manuel Codignoni, è nata una stella

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di Stefano Stradotto

La redazione sportiva del Giornale Radio ha ormai ufficialmente il suo nuovo jolly, che risponde al nome e cognome di Manuel Codignoni. Quella in corso è stata infatti la stagione del lancio definitivo del giovane cronista umbro, che ha mostrato sempre più col passare del tempo le stimmate del predestinato in fatto di radiocronaca sportiva.
Classe 1981, di Gualdo Tadino, è però dal Trentino che parte la sua parabola in Rai attorno al 2010, quando entra in forza alla Tgr. E' da questo trampolino di lancio che lo abbiamo iniziato ad ascoltare sporadicamente da Trento nel volley e poi nel basket, occasioni nelle quali si è da subito fatto apprezzare per padronanza del microfono. Le sue qualità non sono evidentemente sfuggite a Roma ed in particolare all'allora caporedattore Riccardo Cucchi che lo inserisce nella redazione sportiva a partire da agosto 2016.
Un autentico jolly, si diceva. Sì perchè Codignoni si è ritagliato un posto al sole negli ultimi mesi soprattutto all'insegna dell'eccezionale eclettismo. Volley, basket, e poi calcio, ciclismo, motori, il buon Manuel si sta via via cimentando con sport sempre diversi. Se le sue prime esperienze in radio, come scrivevamo, sono state legate a pallavolo e pallacanestro, ecco che in questa annata c'è stato il suo definitivo inserimento nei ranghi calcistici, ambito nel quale ha scalato posizioni in tempi brevissimi tanto da essere già diventato una voce da cronache integrali.
Il ciclismo ne ha rivelato le capacità nella cronaca di uno sport complesso da raccontare, anche in questo caso con una rapida escalation; dopo aver affiancato Emanuele Dotto in occasione dei Mondiali dello scorso anno lo abbiamo poi ritrovato in solitaria per la Tirenno-Adriatico e per una classica monumento come la Parigi-Roubaix. Tra poche ore arriverà dunque quasi inevitabile l'esordio al Giro d'Italia, che seguirà un po' dalla motocronaca (alternandosi con il corregionale Antonello Brughini) un po' dal traguardo assieme a Dotto.
Nei motori ecco la chicca della radiocronaca del primo Gran Premio di Formula E disputato a Roma, ma ha già fatto capolino in MotoGP nella scorsa edizione, a Valencia, e c'è da scommettere che se a Forletta o Delfino dovesse venire un raffreddore, motomondiale e automobilismo non resterebbero privi di una valida radiocronaca..
Ma tutto è soprattutto caratterizzato da qualità come competenza, padronanza della cronaca diretta ed una innata passione per qualsiasi tipo di sport. Codignoni dà sempre la sensazione di conoscere nei dettagli, da esperto, lo sport che sta raccontando, ed anche al suo primo approccio con una nuova disciplina sfoggia preparazione e disinvoltura, caratteristiche che ovviamente non sfuggono all'ascoltatore che non ha certo l'impressione di ascoltare il più giovane della redazione sportiva impegnato nelle prime radiocronache della carriera.
Oltretutto sono senz'altro destinati ad aggiungersi altri sport nel suo "repertorio", lo sappiamo ad esempio appassionato di tennis e chi ha avuto modo di buttare un occhio sui suoi profili social non avrà potuto non notare la sua grande passione e competenza per gli sport invernali, emersa in special modo durante le recenti Olimpiadi, tanto che da queste pagine abbiamo già caldeggiato un suo lancio anche nello sci, con la sensazione che sia davvero solo questione di tempo perchè accada. E a proposito di Olimpiadi, banale sottolineare come Codignoni non potrà che diventare una delle voci di punta delle prossime edizioni estive.
Ed inoltre: stile asciuttto, gergo pulito, giusta misura corredata però da altrettanta passione, ritmo. E' anche per queste peculiarità che Codignoni ci sembra inserito nel solco dei grandi radiocronisti del passato. Uno stile asciutto, uno stile tipico di Radio Rai, che ci sembra di individuare peraltro anche in un'altra voce lanciata ultimamente nel calcio come quella di Diego Carmignani, e perchè no anche in chi ha già più esperienza ma può essere in ogni caso considerato una "nuova leva" come Massimiliano Graziani o Daniele Fortuna, a testimonianza che la cifra nel racconto dello sport di Radio Rai sia doverosamente destinata a queste caratteristiche, al netto delle evoluzioni imposte dai cambiamenti di sport e comunicazione moderna.
Manuel Codignoni, a differenza degli altri nomi appena citati, ha dalla sua come detto l'impiego in numerosi sport ed è proprio questa fusione tra stile e versatilità che ci spinge a sbilanciarci (come da titolo), consapevoli di come, data la giovane età e la poca esperienza, i margini di miglioramento e di crescita siano comunque ancora tantissimi. Buon lavoro!


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