giovedì 23 marzo 2017

La posta di Tonino Raffa - Puntata 18

#tuttoilcalcioblog
Torna per un'altra puntata la rubrica "La Posta di Tonino Raffa" che permette ai nostri lettori di interagire con una delle voci storiche di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Vi ricordiamo che per poter partecipare, basta inviare la propria domanda a info@tuttoilcalcioblog.it

Ha ascoltato l'arrivederci di Riccardo Cucchi? 
Secondo lei è un cambio epocale per lo sport di Radio 1?
L'ho ascoltato. E' stata una emozione anche per me. Con Riccardo (e con Emanuele Dotto) siamo stati compagni di corso all'inizio della nostra fortunata avventura in Rai. Un congedo all'insegna della sobrietà, nel rispetto del suo stile di vita. Cambio epocale? Forse si. Va sparendo, infatti, la seconda generazione dei radiocronisti, quella che, all'inizio degli anni ottanta, si era gradualmente integrata con la prima, formata da grandi maestri come Ameri, Ciotti, Ferretti, Provenzali, Luzzi, Pasini, Boscione, Arcella e Foglianese.

Come giudica la stagione della Juve? Secondo lei dove potrà arrivare?
In linea con le aspettative. La partenza di Pogba ha comportato qualche problema a centrocampo, ma la difesa è sempre un signor reparto e l'attacco ha un potenziale notevole (anche se fa trepidare il nuovo infortunio patito da Dybala a Genova con la Sampdoria).
Ai bianconeri basterà non perdere negli scontri diretti con Napoli e Roma (avversari già battuti all'andata) per mettersi in tasca il sesto scudetto consecutivo. La squadra, inoltre, è ancora in corsa per aggiudicarsi la Coppa Italia, mentre in Champions è arrivata ai quarti senza perdere una partita e subendo solo due reti. Nell'urna ha pescato i marziani del Barcellona. Potrà prendersi la rivincita rispetto alla finale di Berlino di due anni fa. Ma nelle due difficilissime sfide, allo Stadium e al Camp Nou, ci vorrà la migliore Juventus e forse questo non basterà. I catalani sono "animali da Champions" da diversi anni, la loro prima linea è una macchina da guerra. La "remuntada" compiuta contro il PSG resta una delle imprese più strabilianti. Comunque vada, la stagione dei bianconeri rimarrà più che positiva. La probabilità di toccare il record del sesto scudetto di seguito rimane alta, così come quella di portare a casa anche la Coppa Italia. Il cammino in Champions dice che la vecchia signora ha ridotto il gap con le grandi d'Europa, e, poi, c'è il risultato economico. Fino ad ora, tra premi Uefa, market pool, abbonamenti e vendita al botteghino la società ha introitato più di cento milioni di euro. La juve, in sostanza, ha già incassato più di quello che ha investito per Higuain (e un eventuale successo in Champions, farebbe salire la cifra a più di 130 milioni) A fare paura alle altre concorrenti, non è tanto il sesto titolo consecutivo, quanto la solidità del progetto di Agnelli e Marotta. Un progetto tutto italiano, senza capitali cinesi o americani, senza l'intervento di petrolieri arabi o di magnati russi.

Come valuta la storia relativa al closing Milan?
Volendo ironizzare si potrebbe dire che è una storia di ...scatole cinesi. Se ne apre una e, a sorpresa, ne sbuca fuori un'altra. Qualcuno ha paragonato questa telenovela al film nel quale Totò voleva vendere la fontana di Trevi. Ma c'è poco da scherzare di fronte a una vicenda che rimane nebulosa, anche perché la situazione sembra essere sfuggita di mano ai protagonisti. Tarda ad arrivare la terza caparra da cento milioni. L'unico interlocutore rimasto, Li Yonghong, sta incontrando difficoltà nel reperimento della somma pattuita. Ammesso che riesca a trovare i quattrini da versare come terza tranche, ci si chiede come farà a rastrellare gli altri 320 che mancheranno in vista del closing fissato per il sette aprile. Anche su questa nuova data, tuttavia, è meglio non avere certezze. E' probabile che per Li (un imprenditore poco conosciuto in patria) i problemi siano legati al fatto che i grossi movimenti di capitale in Cina, sono monitorati direttamente dal governo di Pechino. E se l'affare non andrà in porto c'è il rischio di fortissime penali da pagare.

Tavecchio riconfermato alla FIGC. Una vittoria o una sconfitta per il calcio italiano?
Rispetto ad Abodi, Tavecchio ha avuto in partenza il vantaggio di conoscere meglio la macchina elettorale. Il risultato è stato favorito dal cambio di opinione, in extremis, di qualche componente (vedi quella arbitrale). E' presto per dire se la rielezione costituisca una vittoria o una sconfitta per il movimento. Ma non è mai troppo tardi per varare le riforme delle quali si parla da anni : riduzione della serie A a 18 squadre, nuovi stadi di proprietà, investimenti massicci sui vivai con aumento dei centri federali territoriali, sviluppo del calcio femminile, creazione di una cultura sportiva per lottare meglio la violenza che ammorba il calcio. Tavecchio dovrà poi sciogliere il nodo legato alla presenza ingombrante di Lotito.

Cosa ne pensa del campionato cadetto in generale e in particolare modo di virtus entella e spezia? Pensa che possano fare un buon risultato nel corso della stagione regolare in corso?
La B è sempre un campionato che conserva il fascino dell'incertezza. L'exploit della Spal, splendida capolista, è l'ennesima conferma. Frosinone e Verona sono le altre formazioni più accreditate per il gran ritorno nella massima serie. Entella e Spezia sono più o meno nell'area play off e stanno offrendo buon calcio, così come Il Benevento, il Perugia e il Bari. Come al solito sarà il volatone di primavera a decidere tutto.

Nella sua carriera quale è il ricordo extra calcistico a cui è più legato?
Alle Olimpiadi di Atene, nel 2004, dopo la finale dell'otto, nel canottaggio, vinta dagli Stati Uniti, sugli schermi del centro stampa apparve il faccione di un componente dell'equipaggio, Giason Read. L'atleta era molto esagitato. Urlando a squarciagola davanti alle telecamere disse : " solo adesso, con una medaglia d'oro al collo sono rinato". E spiegò perché : "ero in forza al corpo dei vigili del fuoco di New York dopo l'attacco alle torri gemelle, l'undici settembre del 2001. Di fronte a quello strazio pensai che solo una medaglia olimpica avrebbe potuto aiutarmi a dimenticare le lacrime e a dare un senso alla mia vita. Quella medaglia è arrivata. Adesso la posso dedicare ai morti del mio Paese". Le parole di Read furono una lezione per tutti.

Riteniamo che tra le quasi retrocesse il Crotone abbia fatto la figura migliore. Cosa resta di questa esperienza in Serie A?
Il Crotone sta pagando lo scotto dell'inesperienza. Nella parte iniziale del campionato ha pesato molto la mancata disponibilità dello stadio a causa dei lavori di ampliamento e di messa a norma. Per mesi la squadra ha giocato sempre in trasferta. Un prezzo durissimo per una matricola. Ma una cosa penso si possa dire : se malauguratamente il Crotone dovesse tornare in B, retrocederà giocando al calcio. Non è poco con i tempi che corrono.

Trovo la storia dello Stadio della Roma per alcuni aspetti desolante. Le società italiane sembrano essere troppo indietro rispetto alla concorrenza. Secondo lei il gap con le altre squadre europee aumenterà?
Che l'Italia sia ancora indietro un Europa lo conferma un dato assai amaro : tranne la Juventus, nessun'altra squadra è approdata ai quarti. E questo dice che il gap non è stato ridotto.

Questione Nazionale: secondo lei la qualificazione mondiale alla luce della Spagna è in pericolo?
Tutti ci auguriamo di no. Ma proprio la presenza della Spagna nel nostro raggruppamento dice che la qualificazione è tutta da conquistare. Possono decidere confronti diretti e differenza reti. E allora è bene ricordare che, nel primo round con le furie rosse abbiamo pareggiato in casa e che gli spagnoli hanno rifilato ben otto reti al Liechtenstein, squadra materasso del girone con la quale noi abbiamo vinto solo .... per quattro a zero. Meglio battere subito l'Albania e fare dei calcoli più in là. Alla fase finale accederanno le prime dei nove gironi e le vincenti dei play off tra le otto migliori seconde.








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