sabato 11 febbraio 2017

#GrazieRiccardo: Aleatti all'improvviso 76 - "Non ti garantisco sulla resa"

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di Alessandro Atti
Durante la settimana sanremese fino a qualche anno fa le frequenze in FM e AM di Radio 1 si suddividevano:  in FM andava la diretta festivaliera e in AM andava il calcio. Le onde medie, come si sa, non coprono tutta Italia per cui non tutti hanno potuto ascoltare la cronaca, ad esempio, del 2-2 tra Inter e juve segnato da Clarence Seedorf.
 

Ho deciso di aprire il post con questo particolare gol perché è ufficiale che la cronaca di Inter-Empoli di domenica sarà l’ultima di Riccardo Cucchi.
La sua carriera di radiocronista iniziò per puro caso nel 1982 a causa di un‘improvvisa influenza di Ezio Luzzi. Luzzi era stato designato per raccontare, all’interno di “Tutta la Coppa Italia minuto per minuto”, un Campobasso-Fiorentina. Dovendo sostituirlo alla svelta la soluzione più naturale fu quella di chiedere al responsabile della sede molisana (dove lavorava Cucchi) che suggerì questo ragazzo aggiungendo “Non ti garantisco sulla resa” (aneddoto raccolto in uno speciale dell’ufficio stampa Rai del 2010 per i 50 anni della trasmissione).
Direi che a distanza di anni la resa è stata oltremodo garantita.

Del Cucchi calcistico se ne è parlato e se ne parlerà tanto per cui cercherò di soffermarmi sul Cucchi degli altri sport a partire dalla scherma,  da sempre fucina di medaglie per la spedizione azzurra. Cucchi la segue dall'84 al 2004 (con l eccezione del 2000 in cui non fece parte della spedizione olimpica di Radio Rai, coordinata per quell’edizione da Bruno Gentili e Massimo Carboni).
L’ho già scritto diverse volte ma nel racconto di questa medaglia d’oro Cucchi e Carboni rasentano la perfezione.


Alle Olimpiadi Cucchi ha seguito anche il canottaggio e parlare di canottaggio significa parlare degli Abbagnale e di Seoul 88. Tutti ricordano la cronaca tv di Galeazzi,  che negli anni è stata riproposta diverse volte, ma nondimeno merita un ricordo anche la radiocronaca.

Queste cronache rischiarono di saltare a causa di uno sciopero dei giornalisti che fu per fortuna revocato.
Le dirette olimpiche erano ospitate da Radio 2 nella fascia dalle 6 alle 7 di mattina causando la riduzione del programma “Leggera ma bella“. Ricordo ancora il conduttore affermare che “questo programma va in onda in forma ridotta a causa del mancato sciopero dei giornalisti”.
La spedizione di Seoul 88 si chiude con l’oro di Gelindo Bordin nella maratona che Cucchi raccontò assieme a Ettore Frangipane.


Quattro anni dopo a Barcellona Cucchi si divide tra radio (primi turni di scherma) e tv dove eredita l’atletica da Paolo Rosi .
Rimane la voce televisiva dell’atletica per un paio di anni prima di tornare a pieno regime alla radio. Vediamo in questo video i Mondiali di Stoccarda 1993 con l’argento nella marcia di Giovanni de Benedictis (il commento è alternato a quello di Telemontecarlo il cui cronista è Giacomo Mazzocchi, padre di Marco vicedrettore di Raisport).


Con la nomina a caporedattore Cucchi diventa quindi anche il team leader di tre Olimpiadi e due Mondiali.
In occasione della presentazione della copertura di Radio Rai delle Olimpiadi di Pechino l’allora direttore del gr Antonio Caprarica lo definisce “l’hd della radio”.
Ascoltiamo ora il saluto di Cucchi, Dotto e Del Vecchio durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Rio.


Concludiamo questo post con una cronaca impossibile realizzata nel 2008 da Cucchi, la maratona di Dorando Pietri a Londra 1908.

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