giovedì 24 marzo 2016

La posta di Tonino Raffa - Puntata 16

#tuttoilcalcioblog
Torna per un'altra puntata la rubrica "La Posta di Tonino Raffa" che permette ai nostri lettori di interagire con una delle voci storiche di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Vi ricordiamo che per poter partecipare, basta inviare la propria domanda a info@tuttoilcalcioblog.it

Il campionato più equilibrato degli ultimi anni. Secondo lei come mai?
E' stato più equilibrato nel girone d'andata, poi la Juventus ha innestato la marcia giusta. La sua rimonta è stata sbalorditiva. Al momento, per l'assegnazione del titolo, tutto lascia prevedere una volata a due tra i bianconeri ed il Napoli. Ma il prepotente ritorno della Roma potrebbe aggiungere sale e pepe al piatto del finale di stagione. Fiorentina, Inter e (un po' meno) Milan faranno a sportellate per i posti in Europa League. Attribuisco l'equilibrio dei primi mesi al massiccio rinnovamento (e ringiovanimento) varato dalla Juve dopo le partenze di Pirlo, Tevez e Vidal. Tutto questo (insieme con gl'infortuni di Khedira e Marchisio) ha creato inizialmente problemi d'intesa e d'impostazione, che Allegri ha saputo gestire con pazienza e saggezza. Non è mai facile cambiare e continuare a vincere. In più il tecnico toscano è riuscito a dare alla squadra una mentalità europea. Con il Bayern, in Champions, la Juventus ha giocato alla pari e solo per sfortuna (e per qualche errore arbitrale) non è riuscita a passare il turno.

Come giudica i fatti avvenuti a Roma con le dimissioni di Garcia e la sfida Spalletti-Totti?
Premessa : considero Garcia un tecnico di fascia medio-alta. Quello che è accaduto lascia ipotizzare che qualcosa si fosse incrinata nello spogliatoio. Quello spogliatoio, guarda caso, Spalletti lo conosce da anni. Mi spiego così la sterzata nel rendimento della squadra. Quella tra Spalletti e Totti non la considero una sfida. E stato un ping-pong piuttosto aspro che un vertice societario più attento avrebbe potuto evitare. Siamo di fronte al classico caso che può essere visto da destra o da sinistra. E' comprensibile il desiderio di Totti di continuare ad essere protagonista senza fare la bella statuina in panca. Lui per la Roma, negli ultimi anni, ha anche rinunciato ad indossare la maglia della nazionale. Ma è altresì scontato che l'allenatore debba sempre mandare in campo la squadra che ritiene più adatta. Il responsabile è lui. Decide sulla scorta delle indicazioni che arrivano dal lavoro di tutta una settimana. E sa che, se sbaglia, sarà il primo a pagare. La società avrebbe dovuto sciogliere il rebus in anticipo : o il rinnovo o un contratto da dirigente le cui mansioni avrebbe potuto sceglierle lo stesso Totti. Ma quando la testa è in America e la squadra è in Italia, le percezioni esatte non sempre arrivano per tempo. La Juventus, per esempio, ha gestito con più accortezza (e anche con un pizzico di decisionismo) l'addio di Del Piero. Anche Alex avrebbe voluto giocare ancora un altro anno. Ha incassato a malincuore, ma, con eleganza, ha evitato di far scoppiare un caso.

Chi è la squadra che più ha deluso in questo campionato?
Potrei dire il Verona, protagonista di una stagione eccellente un anno fa ed oggi ad un passo dalla B. Ma devo aggiungere che stanno deludendo anche Milan, Sampdoria, Udinese e Torino. Per il Milan c'è pure l'aggravante di una campagna acquisti più dispendiosa, rispetto a quelle fatte dai doriani, dai friulani e dai granata. Ha ammassato tanti uomini in attacco (era proprio necessario riprovare con Balotelli?), mentre avrebbe dovuto potenziare la difesa.

Cosa pensa del comportamento di Zamparini, vero mangia allenatori?
Zamparini è come Saturno : divora i suoi figli. Dopo aver osannato Iachini lo ha licenziato. Poi lo ha richiamato e, dopo due settimane, lo ha giudicato un deficiente. A tutto c'è un limite. Anche agl'insulti. Risultato : la squadra è sempre un zona retrocessione. E i nervi a fior di pelle non aiutano.

Che idea si è fatto intorno alla gara dei diritti tv della Serie A? E' un mondo marcio?
Dice un proverbio che i quattrini fanno venire la vista ai ciechi. Nel caso in esame dobbiamo registrare il contrario : i troppi soldi accecano. Si è visto fin dall'inizio che quell'accordo conteneva forti anomalie. La registrazione di quella famigerata conversazione tra Lotito e Iodice ha confermato i dubbi.

Lei ha vissuto molta parte dei 30 anni dell'era Berlusconi a Milano? E' stato un innovatore del calcio?
Giudico Berlusconi in base ai risultati. E' stato il miglior presidente dei rossoneri : ha trasformato il Milan da povero diavolo a squadra più forte del mondo. Detto questo bisogna ricordare che, rispetto ad altri club, lui ha avuto la possibilità di mettere a disposizione ingenti risorse per dare una impronta manageriale all'azienda Milan. Obiettivo centrato in pieno. Per onestà bisogna aggiungere che dei suoi 30 anni di Milan non tutto si può condividere : la sua presenza a capo di un network, per esempio, ha drogato il mercato dei diritti televisivi. La lega vende oggi il campionato italiano alle Tv ed alla radio a prezzi che sono fuori mercato. Resto dell'idea che Berlusconi abbia dato il meglio di sé al Milan, perché animato da una passione autentica. Quando ha fatto irruzione sulla scena politica aveva invece obiettivi meno nobili : doveva difendersi dai processi e doveva difendere le sue aziende. Risultato? Tanti episodi di corruzione e una trentina di leggi ad personam e ad ... aziendam. Del suo populismo ne ha fatto le spese l'Italia : non sono arrivati né i posti di lavoro promessi (un milione!), né il taglio delle tasse, né il rilancio dell'economia.

Secondo lei perchè eravamo il campionato dominante 15 anni fa e ora siamo la quarta lega del continente?
Perché siamo stati incapaci di varare le riforme che hanno fatto da tempo gli altri Paesi : Vivai, argine agli stranieri, lotta alla violenza, fiscalità più equa, legge sugli stadi, nuova cultura sportiva, mentalità vincente. Ci siamo incartati sulla questione dei diritti TV. I presidenti non si occupano di altro e spesso si parlano addosso. Siamo come sul Titanic : l'orchestra suonava mentre la nave affondava. L'uscita di tutte le italiane dalle coppe europee dovrebbe insegnare qualcosa.

A chi darebbe la palma del miglior giocatore di questa stagione?
Sarebbe facile dire Higuain. La sua media-gol è stratosferica. Ma come si fa a dimenticare Buffon e Barzagli? Semplicemente straordinari.

Secondo molti osservatori le premesse per l'esperienza azzurra a Euro 2016 non sono positive (vedi stage saltato). Lei cosa si aspetta?
E' vero. Alla vigilia ormai dell'Europeo, le sensazioni non sono buone. Nella scelta di Conte di lasciare a fine giugno la panchina azzurra, ha pesato l'ostruzionismo strisciante dei grandi club ai quali della nazionale non importa più niente. La vicenda degli stage che sono saltati (e della finale di Coppa Italia che non è stato possibile anticipare di una settimana) è emblematica. Non mi aspetto cose strabilianti. De resto basta dare un'occhiata alle convocazioni. Conte è stato costretto a chiamare giocatori che spesso fanno panchina nelle rispettive squadre.

Roma 2024 potrebbe essere un opportunità per il nostro movimento sportivo?
Una grossa opportunità. Comporterà investimenti massicci e rappresenterà una occasione di crescita per il Paese perché lo sport è una componente vitale della società, della cultura e dell'economia. E' vero, le armate dei corrotti e dei "mazzettisti" sono pronte a contendersi la torta, ma oggi la società civile è più vigile su questi fenomeni ed è in grado di opporre i suoi anticorpi. Ci sono state in passato città che hanno utilizzato l'Olimpiade per rifarsi il look (Barcellona nel 1992, Torino nel 2006). E poi un Paese che non spera di uscire dalla crisi da qui al 2024 è un Paese che non ha fiducia in se stesso. Non ce lo possiamo consentire.

PS - Mi permetto con un pizzico di orgoglio di brindare anche io, nel mio piccolo, all'elezione di Gianni Infantino a presidente del calcio mondiale. Se la Fifa cercava un uomo in grado rimettere in sesto una macchina seriamente danneggiata dagli sprechi e dalla corruzione, lo ha trovato. E' il presidente giusto, è la persona che ha scalato gradualmente tutti i gradini dell'organizzazione, ha grandi competenze nel campo giuridico-finanziario, ha buone capacità diplomatiche, parla correttamente sei lingue e non gli sono mai mancate le intuizioni. La sua è una storia che sarebbe piaciuta ai grandi romanzieri del passato che si occupavano di emigrazione. Il papà, Vincenzo Infantino, partì da Reggio Calabria nel dopoguerra, con una piccola valigia piena di speranze. Trovò occupazione in ferrovia, a Domodossola, nella compagnia delle vetture letto. Gianni, da ragazzino, per vedere il padre andava spesso in deposito e lo aiutava nella pulizia delle carrozze. Un giorno, nei primi anni novanta, su uno dei tanti treni che facevano la spola tra la Svizzera e l'Italia del nord, Vincenzo Infantino, serve una tazza di caffè ad un viaggiatore speciale che si chiama Joseph Blatter: "buongiorno, ho un figlio che studia giurisprudenza e adora il calcio. Lo può mettere alla prova senza alcun impegno?" Gianni viene messo alla prova ed inizia a lavorare come consulente per conto di alcuni club del campionato elvetico. Mai avrebbe immaginato di diventare il successore di Blatter! Non ha dimenticato le sue origini : torna quando può in Calabria dove ha riscattato un piccolo alloggio popolare che apparteneva ai nonni. Lo fa senza dare alcuna pubblicità, limitandosi a stare in compagnia di parenti e amici, gustando il mare dello stretto.

Infine mi associo al dolore del mondo dell'informazione per le vittime dei barbari attentati Bruxelles. Lo sport, nello svolgimento della sua missione, celebra la giovinezza e la vita. Da giorni non sentiamo altro che notizie di morte e di terrore. Siamo distrutti.

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