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mercoledì 30 settembre 2015

I classici di TiCB: Inter 2006-2007

Torna il best of, il mix di pillole pescate dal passato, di TiCB.

Questa rubrica propone infatti alcuni pezzi di storia di Tutto il calcio grazie alla collaborazione con il canale You Tube di Marco d'Alessandro MXMCLASSIC.

Riviviamo assieme le emozioni del 15° titolo nerazzurro, quello datato 2006-2007
L'Inter allestì una rosa ricchissima sotto tutti i punti di vista: furono acquistati i terzini Maicon, Maxwell e Fabio Grosso, che aveva deciso il Mondiale 2006 in Germania con il rigore decisivo, poi l'ex centrocampista juventino Vieira, Crespo (che tornò così all'Inter dopo tre anni) e l'attaccante Ibrahimović per 26 milioni (proveniente anch'egli dalla Juventus). Il Milan lasciò partire Stam e Shevchenko per prendere Bonera e Ricardo Oliveira. La Lazio prese Mutarelli e Makinwa, la Roma puntò su Vučinić mentre la Fiorentina si assicurò Mutu.
In seguito allo scandalo di Calciopoli il campionato prese il via senza la Juventus, retrocessa d'ufficio in Serie B, e con quattro squadre penalizzate: Fiorentina (19 punti di penalizzazione, poi ridotti a 15 punti dall'arbitrato del CONI), Lazio (11 punti, poi ridotti a 3), Milan (8 punti) e Reggina (15 punti, poi ridotti a 11). Il torneo iniziò il 10 settembre: nelle prime giornate si dèttero battaglia per il vertice della classifica l'Inter, la Roma e il Palermo. In seguito la Roma, per via di alcuni risultati sfavorevoli (tra cui lo scontro diretto con i nerazzurri), si staccò di alcuni punti, mentre i siciliani si fermarono a causa di una sconfitta contro il Cagliari
La domenica successiva, il 26 novembre, alla Favorita la sconfitta dei rosanero lanciò i milanesi in fuga. L'Inter proseguì raggiungendo 17 vittorie consecutive, record tuttora imbattuto nella storia della massima serie del campionato italiano, che si conclusero il 28 febbraio 2007, allorché i nerazzurri pareggiarono a San Siro contro l'Udinese, quando avevano già 14 punti di vantaggio sui giallorossi; curiosamente, la striscia record era iniziata dopo un'altra X proprio contro i friuliani, lo 0-0 del 22 ottobre alla settima giornata. In precedenza, il 2 febbraio, una tragedia aveva sconvolto il campionato: durante l'incontro di ritorno Catania-Palermo, anticipato al venerdì per la festività catanese di Sant'Agata, si verificarono gravi episodi di violenza tra ultras e forze dell'ordine, che causano centinaia di feriti e l'uccisione di un poliziotto quarantenne, Filippo Raciti. Molte partite si disputarono a porte chiuse laddove gli stadi non rispettassero i requisiti anti-violenza richiesti da nuove norme, varate dal governo italiano appositamente per far fronte all'emergenza; il Cibali fu squalificato fino alla fine della stagione obbligando il Catania a giocare in campo neutro le restanti partite di campionato.
Alla ripresa dei tornei l'Inter incrementò il suo vantaggio sui capitolini, distanti 16 punti, riprendendo la sua corsa e portando a venti lunghezze il suo distacco. Domenica 4 febbraio si giocò la terza giornata di ritorno, che prevedeva lo scontro diretto: la vittoria dei giallorossi arrivò quando ormai il loro torneo era compromesso, sortendo l'unico effetto di impedire alla Beneamata di chiudere imbattuta la stagione. Il 22 aprile il successo a Siena permise all'Inter di festeggiare divenendo campione d'Italia per la quindicesima volta, per la prima volta sul campo dopo un'attesa di 18 anni: alla fine il distacco tra i nerazzurri e la Roma fu di 22 punti. Quella nerazzurra fu una vittoria segnata da numerosi record, come fu la conquista dello scudetto 1988-1989: oltre alle 17 vittorie consecutive, si segnalarono le 30 vittorie in 38 partite, il record di 97 punti per la Serie A a 20 squadre, l'imbattibilità in trasferta (15 successi di cui 11 consecutivi) e la vittoria aritmetica dello scudetto con 5 giornate d'anticipo (che permise di eguagliare il primato del Grande Torino 1947-1948 e della Fiorentina 1955-1956). L'assolo dell'Inter ridusse alla lotta per l'Europa e per la salvezza gli unici motivi d'interesse del torneo. La riduzione della penalizzazione ottenuta dalla Lazio nell'arbitrato col CONI permise alla formazione romana l'accesso in Champions League in compagnia del Milan che arrivò quarto ma che avrebbe avuto comunque modo di garantirsi un posto di diritto vincendo nella finale di Atene del 23 maggio. Non poté invece far molto la Fiorentina che, partita con un handicap di poco ridotto dall'arbitrato causa le pesanti imputazioni dei viola nel processo in corso, dovette accontentarsi della zona UEFA insieme ai cugini dell'Empoli i quali, guidati da Gigi Cagni, furono protagonisti di una stagione positiva. In coda, insieme a Messina e Ascoli, retrocesse il Chievo che, dopo aver combattuto fino all'ultimo per salvarsi, perse all'ultima giornata la partita decisiva contro il Catania venendo scavalcato da Parma, Siena e Reggina: per i calabresi fu un traguardo insperato data la penalizzazione di 11 lunghezze cui avevano dovuto fare fronte da inizio campionato. In Champions League si qualificarono Inter, Roma, Lazio e Milan; accedettero invece in Coppa UEFA Palermo, Fiorentina e, per la prima volta, l'Empoli.[FONTE WIKIPEDIA].
Ma ecco il momento saliente
Campionato di Serie A 2006-2007
36a Giornata - Siena - Inter 1-2
22 Aprile 2007
Radiocronaca di Riccardo Cucchi

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Noi torniamo prossimamente
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