mercoledì 15 luglio 2015

I classici di TiCB: Juventus 1997-1998

Torna il best of, il mix di pillole pescate dal passato, di TiCB.

Questa rubrica propone infatti alcuni pezzi di storia di Tutto il calcio grazie alla collaborazione con il canale You Tube di Marco d'Alessandro MXMCLASSIC.

Riviviamo assieme le emozioni del 25° titolo bianconero, quello datato 1997-1998
Protagonista del mercato estivo fu l'Inter del patron Massimo Moratti, dalle rinnovate ambizioni, che per la cifra di cinquanta miliardi di lire acquistò dal Barcellona l'attaccante brasiliano Ronaldo, considerato tra i maggiori fuoriclasse dell'epoca; la società nerazzurra ingaggiò inoltre Luigi Simoni come nuovo allenatore e ampliò l'organico col difensore West, i centrocampisti Cauet, Moriero, Simeone e Zé Elias, e l'ancora sconosciuto fantasista Recoba. I campioni uscenti della Juventus inserirono Birindelli nella propria retroguardia mentre in attacco, ceduti Bokšić e Vieri, rivoluzionarono il reparto con Fonseca e il capocannoniere del precedente torneo Filippo Inzaghi, il quale andò a formare con Del Piero il nuovo tandem offensivo dei piemontesi; durante il mercato autunnale arriveranno alla corte di Marcello Lippi anche il centrocampista Davids e il giovane attaccante Zalayeta. Il Milan, tornato nelle mani di Fabio Capello, optò per rinforzi quali il portiere Taibi e Ziege in difesa, Ba e Leonardo in mezzo al campo, e le punte Kluivert e Ganz, quest'ultimo prelevato in dicembre dai cugini nerazzurri; tornò inoltre a Milano, dopo una stagione oltreoceano, Donadoni. Il Parma di Ancelotti, pronto a lanciare l'ennesimo assalto dell'era Tanzi allo scudetto, riaccolse in pianta stabile tra le sue file il jolly di centrocampo Fiore, mentre la Fiorentina del nuovo tecnico Alberto Malesani, esordiente in massima serie, offrì una chance al promettente trequartista Morfeo. La Roma allenata dall'ex biancoceleste Zdeněk Zeman si potenziò in ogni reparto, con Cafu, Candela e Zago in difesa, Di Francesco sulla fascia e Gautieri in avanti. I concittadini della Lazio, affidati a loro volta all'ex giallorosso Sven-Göran Eriksson, si rinnovarono in mediana con gli innesti di Almeyda e Jugovic, mentre in attacco si segnalarono l'approdo di Mancini e il ritorno di Bokšić. La Sampdoria accolse in mezzo al campo Boghossian e sopperì alla partenza della bandiera Mancini affiancando a Montella una vecchia conoscenza del calcio italiano come Klinsmann, che tuttavia a metà torneo farà le valigie per far posto al nuovo arrivato Signori. Novità in attacco anche per un Napoli ormai sempre più lontano dai fasti dell'epoca maradoniana, che chiamò sotto al Vesuvio Bellucci e Protti, e per un Bologna di contro deciso a rinverdire il suo blasone, che ingaggiò un Roberto Baggio in cerca di rilancio dopo due stagioni in chiaroscuro in maglia milanista.
In provincia, la rampante Udinese di Alberto Zaccheroni si rinforzò in mezzo al campo con nomi non altisonanti ma tecnicamente dotati quali Bachini, Jørgensen, Locatelli e Walem, continuando a puntare in avanti sulle reti del tridente Amoroso-Bierhoff-Poggi. Il Vicenza di Francesco Guidolin, rivelazione della passata stagione, affidò il reparto avanzato alla coppia Di Napoli-Luiso, rinforzandosi a centrocampo con Schenardi e Zauli oltreché con gli azzurrini Ambrosini e Baronio. Mentre il Piacenza degli italiani si appigliò a veterani del campionato quali Buso, Stroppa e Vierchowod, l'Atalanta sostituì Inzaghi e Lentini col nuovo tandem d'attacco Caccia-Lucarelli. Tra le neopromosse, il Bari inserì in squadra il giovane esterno offensivo Zambrotta e l'attaccante Masinga. Il Brescia investì definitivamente nelle giocate del suo astro nascente Pirlo nonché nei gol di Hübner. L'Empoli, di nuovo in Serie A dopo un decennio e allenato dall'emergente Luciano Spalletti, accolse Bisoli e Tonetto. Infine a Lecce arrivarono Conticchio, Cozza, l'esperto Sakić e, in gennaio, un Giannini avviato verso l'epilogo della sua ventennale carriera.
Il torneo antecedente al mondiale francese cominciò il 31 agosto 1997. L'Inter partì con quattro vittorie nelle prime quattro gare, prendendo subito la testa della classifica grazie alle reti del brasiliano Ronaldo e, quando necessario, attingendo alle invenzioni della giovane scoperta uruguaiana Recoba. La squadra di Simoni rimase in vetta per molte domeniche consecutive, controllando le inseguitrici della prima ora Juventus e Parma. Nel turno precedente la sosta natalizia maturò la prima sconfitta dei meneghini, in trasferta contro l'Udinese, proponendo nell'occasione i friulani di Zaccheroni quali possibili outsider nella lotta allo scudetto grazie anche ai gol del tedesco Bierhoff, a fine torneo capocannoniere con 27 gol.
Sul finire dell'anno solare la Juventus si avvicinò, complice un Del Piero fin lì mai così prolifico sottorete nonché l'apporto, a torneo iniziato, dell'olandese Davids apparso completamente rigenerato, rispetto alla scialba esperienza milanista, dalla nuova maglia bianconera; tuttavia il 4 gennaio 1998 l'Inter rimarcò le distanze, facendo suo di misura lo scontro diretto del Meazza grazie al francese Djorkaeff. I nerazzurri non seppero però gestire il vantaggio accumulato: verso la fine del mese una sconfitta interna contro il Bari e un pareggio a Empoli, entrambe neopromosse, frenarono la corsa dei meneghini e rilanciarono le ambizioni dei torinesi che il 25 gennaio, al giro di boa, guadagnarono il primo posto laureandosi, simbolicamente, campioni d'inverno.
All'inizio del girone di ritorno i bianconeri allungarono ancora sull'Inter, guardandosi anche dal ritorno della Lazio di Eriksson; i capitolini, battendo il 22 febbraio proprio i milanesi all'Olimpico, li raggiunsero al secondo posto, a quattro punti dalla vetta. I biancocelesti ressero fino al 5 aprile, allorché una Juventus corsara a Roma li superò con un gol di Inzaghi, mentre i nerazzurri, che avevano nel frattempo tratto vantaggio di una serie di pareggi raccolti dalla capolista, si presentarono allo scontro diretto di Torino del 26 aprile, quart'ultima di campionato, con una sola lunghezza di ritardo sui bianconeri: la gara fu decisa da una rete di Del Piero, ma venne segnata soprattutto da un presunto rigore reclamato dall'Inter, ma non assegnato, dopo uno scontro in area tra Iuliano e Ronaldo: questo episodio fece montare il malcontento della società meneghina, scatenando accese discussioni sui media in Italia e finanche in parlamento, sfiorando una crisi istituzionale ai vertici della Federcalcio. Il turno seguente la squadra di Lippi non andò oltre un pareggio a reti bianche a Vicenza, ma l'Inter non ne approfittò facendosi bloccare in casa sul medesimo risultato dal Piacenza. La giornata successiva, il 10 maggio, i nerazzurri caddero ancora coi baresi; grazie al contemporaneo successo al Delle Alpi sul Bologna per 3-2, la Juventus conquistò così il venticinquesimo scudetto della sua storia. Dietro all'Inter, la terza piazza fu appannaggio dell'Udinese, che colse il suo miglior risultato in Serie A da oltre quarant'anni a quella parte.  Il Milan seguì l'anonimo andamento della stagione precedente totalizzando appena un punto in più di un anno prima, classificandosi decimo e rimanendo fuori dall'Europa per la seconda volta consecutiva (dopo aver perso la finale di Coppa Italia contro la Lazio), pur a fronte delle continue riforme volute dall'UEFA che qualificarono, in questa stagione, ben otto società del bel paese alle nuove manifestazioni continentali – e nonostante la società rossonera avesse tentato, invano, la strada di una wild card. Oltre alle dirette concorrenti, davanti ai rossoneri si piazzarono anche Bologna e Sampdoria: i felsinei giovarono dell'apporto di un Baggio che, rivitalizzato dall'ambiente rossoblù, concluse il torneo con uno score personale di 22 reti, emergendo quale miglior goleador italiano della stagione e riconquistando la maglia azzurra per i successivi mondiali transalpini, mentre tra i blucerchiati spiccò ancora Montella che per la terza volta consecutiva chiuse un campionato sopra le 20 marcature. In coda, oltre alle due lombarde Atalanta e Brescia, quest'ultimo neopromosso, caddero in Serie B l'altra neopromossa Lecce e un Napoli alla deriva: i partenopei conclusero all'ultimo posto un campionato in cui conquistarono solamente quattordici punti, lasciando la massima serie per la prima volta dopo trentatré anni e chiudendo di fatto un capitolo della storia del club, dopo aver cambiato quattro tecnici nel corso del torneo (prima Mutti, poi Mazzone, Galeone e infine Montefusco). Si salvarono il neopromosso Empoli, il Piacenza e un Vicenza in calo rispetto all'anno precedente ma giustificato dall'impegno, nel corso della stagione, in una Coppa delle Coppe dove raggiunse le semifinali.[FONTE WIKIPEDIA].
Ma ecco il momento saliente
Campionato di Serie A 1997-1998
33a Giornata - Juventus - Bologna
10 Maggio 1998
Radiocronaca di Riccardo Cucchi 

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