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sabato 13 giugno 2015

Aleatti all'improvviso 35: L’ epoca di Riccardo Cucchi

#tuttoilcalcioblog

di Alessandro Atti

Stiamo avvicinandoci a grandi passi alla conclusione di questa stagione e anche per la squadra capitanata da Mr. Cucchi è tempo di bilanci.

Non voglio fare pagelle nè tantomeno da ammiratore salire in cattedra ma vorrei spendere due parole su alcune caratteristiche degli anni di Cucchi caporedattore.
In primo luogo il massiccio uso dei corrispondenti regionali che nell' epoca Martegani erano utilizzati solo sporadicamente (i vari Roberto Gueli da Palermo, Niki Pandolfini da Catania , Francesco Marino da Torino, Antonio Monaco da Pescara….Sara Meini da Firenze ecc..)

Ultimamente quando Cucchi si reca nei campi normalmente presidiati dai regionali li fa spesso intervenire in cronaca come vere e proprie seconde voci. Inoltre ha lanciato molti giovani e fatto emergere voci già presenti che in precedenza erano tra i tanti.

In un intervista a Repubblica del 2003 Alfredo Provenzali segnalava due giovani virgulti “ Francesco Repice e Giulio Delfino “ Delfino è di recente diventato papà e mi sembra scontato fargli i complimenti . Un altro nome importante è quello di Giovanni Scaramuzzino che dal 2009 è diventata voce calcistica e non più solo ciclistica. Sudafrica 2010 è stato il mondiale delel cosiddette seconde linee. A parte Bisantis Dotto e la coppia Cucchi-Repice( per le partite della Nazionale) gli altri colleghi non avevano alle spalle molte radiocronache integrali. Barchiesi ne aveva appena due alle spalle, Mazzeo fece la sua prima in quel mondiale e fu l’unico a raccontare una sconfitta delle furie rosse a quel mondiale.

Posso pensare che Cucchi abbia fatto un lavoro simile a quello che fece 20 anni fa Luigi Coppola. Coppola fu capo dei radiocronisti , quando le radiocronache erano competenza della TGS oggi Raisport diretta prima da Gilberto Evangelisti e poi da Marino Bartoletti.
Nell’ Estate 92 De Luca è tra i papabili alla conduzione della domenica sportiva su proposta di Tito Stagno, capo della redazione sportiva del TG1. Ciò non avviene per l' opposizione del direttore del Tg1 Bruno Vespa. De Luca passa a Mediaset ed Evangelisti vuole che Coppola conduca Tutto il Calcio ma questi gli consiglia di promuovere Provenzali al fine di accelerare il passaggio di consegne tra la generazione storica e quella delle giovani leve.
Ciotti per esigenze della DS non può allontanarsi troppo da Milano quindi parte la staffetta con Cucchi che alla 2^ giornata sarà campo principale con un pirotecnico Pescara Milan (4 -5) . In quel Pescara a centrocampo giocava l’ attuale allenatore delle Juve Massimiliano Allegri. Questa altenanza Cucchi-Ciotti dura anche ai mondiali dove Cucchi commenta la nazionale nel girone eliminatorio, mentre Ciotti prende le redini dagli ottavi in poi. Direi che c’è poco da aggiungere all’audio sottostante.
 
A fianco di entrambi c’era Bruno Gentili.
Cucchi-Gentili è stata la coppia azzurra di Radio Rai sino a quando nel Gennaio 2007, Gentili non lasciò Radio Rai per passare a Rai Sport.

Furono Cucchi e Repice le voci della finale mondiale 2006

Quando Ciotti andò ufficialmente in pensione continuò a collaborare con la Radio prima solo come prima voce del campionato. Nella stagione 1995-96 Ciotti è ancora in squadra ma da quarto campo e non ha più il “secondo” per cui effettua personalmente le interviste dopopartita. Pare che fosse il compromesso tra Coppola e il direttore del GR Claudio Angelini . Coppola vuole dare spazio ai giovani e in questo senso s’ inquadrava anche la designazione di Provenzali come conduttore di Tutto il calcio.

Leggiamo le sue parole tratte da un articolo del Guerin sportivo del 1995 firmato da Gianfranco Coppola, voce napoletana per eccellenza.
I mostri sacri sono ormai tutti in pensione, compreso Sandro Ciotti che Coppola ha sempre cercato di smitizzare, "per far sì che i Cucchi e i Gentili e i Forma non diventino come Provenzali, che ha raggiunto un'età veneranda aspettando che Ameri e Ciotti e prima ancora Ferretti decidessero di prendere altre strade. Così è diventato troppo grande per essere ancora numero tre e fortuna ha voluto che Roberto Bortoluzzi sia andato in pensione, altrimenti diventava mortificante... mortificare Alfredo. Ciotti ai Mondiali è andato come collaboratore, ma le prime partite dell'Italia le ha fatte Cucchi.



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