martedì 16 dicembre 2014
19:54

La Radio-Pagella 2014-2015 Puntata 18

#tuttoilcalcioblog
di Francesco Furlan

Vincitore di giornata: Giovanni Scaramuzzino. Dopo qualche prestazione non particolarmente memorabile (mi riferisco in particolar modo al Napoli-Empoli della scorsa settimana), due cronache invece davvero azzeccate da parte di Scaramuzzino. Ottimo il racconto dal “Barbera”, coadiuvato dal solito, puntualissimo Roberto Gueli. Sembra aver finalmente perso l’abitudine ad enfatizzare anche momenti in realtà non degni di nota, cosa che lo porta anche ad un vago “understatement” anche in occasione dei gol (come accaduto sull’immediato vantaggio del Palermo): da parte mia, preferisco sicuramente questa sua modalità, rispetto a quella fin troppo caricata. Bene su tutti gli episodi chiave della partita (gli sfugge anche una divertente “parata inopinata” di Sorrentino), esplode giustamente sul gol decisivo di Belotti. Solo un’annotazione: a me personalmente dà un poco di fastidio quel suo “anotador, scorer” quando ripete il nome del marcatore (è da qualche settimana che lo sentiamo sempre). Ma qui mi rendo conto si tratta di gusti personali: magari ad altri piacerà moltissimo. Molto riuscita anche la cronaca di Empoli-Torino, partita comunque di buon livello nonostante lo zero a zero finale. Divertenti in particolar modo alcuni siparietti con una Sara Meini oramai sempre più a suo agio come seconda voce “ufficiale” della Toscana: simpatico soprattutto quello sull’”intuito femminile” dell’ottima Sara su un fuorigioco fischiato ad un attaccante Empolese (“più che intuito, non disponendo di altri mezzi, ci affidiamo alla reazione dei giocatori”). In generale, una prima parte di lunedì davvero piacevole.

Top
Riccardo Cucchi: ancora una radiocronaca da antologia di Riccardo Cucchi. Personalmente, mi proporrei davvero come primo firmatario per una mozione che lo richiamasse a furor di popolo anche come cronista delle Coppe Europee (per la Nazionale oramai il suo addio pare irrimediabile). Fatto sta che dopo un inizio di stagione a mio avviso non eccezionale, nelle ultime settimane (complici anche alcune partite davvero divertenti e ricche di episodi) ha più volte dato prova della sua bravura. Anche domenica: sempre limpido, scorrevole, mai in difficoltà nella descrizione di tutti gli episodi chiave. E peccato (radiocronisticamente parlando) che sia stato annullato il gol di Rincon (che era addirittura riuscito ad individuare subito), davvero riuscitissimo come racconto di un episodio decisivo. Diciamo che nelle ultime due settimane, grazie ai vari protagonisti della puntata, ed a Cucchi in particolare, ci siamo accorti un poco di meno dell’indigesto spezzatino proposto dalla Lega Calcio.

Emanuele Dotto (Udinese-H. Verona): e nel brandello di giornata pomeridiana di domenica, si è inserita ad alto livello anche la cronaca di Dotto. Non ho sentito purtroppo l’introduzione della partita, dove mi si dice si sia lanciato in dotte disquisizioni musicali (sono assolutamente certo che lui mai avrebbe commesso uno strafalcione come quello in cui era incappato Bisantis la scorsa settimana). Ho sentito invece tutta la cronaca, dove ha rivaleggiato in bravura con Cucchi, riuscendo perfino a strappare un sorriso al solitamente arcigno Corsini quando gli è scappato un “qui ha segnato Di Natale…almeno diciamolo”, dopo che il rigorosissimo Filippo gli aveva chiesto solo minuto e punteggio, nell’intervento susseguente al rigore di Lijiaic magistralmente raccontato da Cucchi. Diciamo che se la sua fine settimana calcistica fosse terminata domenica, sarebbe stata sicuramente una delle sue migliori.

Massimiliano Graziani: dopo due prestazioni “curvaiole” in altrettante cronache della Roma, pronto riscatto per un Graziani che, a mio avviso, meriterebbe qualche integrale con un poca più di frequenza. Intanto, lo applaudo per la sua eccellente giornata in conduzione integrale di Domenica Sport, dove è apparso a suo agio in tutte le fasi: nel post-partita pomeridiano, come nella conduzione di Palasport (che bello sentire finalmente riepilogare i risultati con chiarezza, comme il faut), come nel post-partita di Milan-Napoli e nel duetto conclusivo con Stefano Bizzotto. Pochi ma buoni anche i suoi interventi dal Francioni per Latina-Varese, quando ha anche la fortuna di prendere in diretta il gol decisivo durante l’intervallo di Verona. Un Graziani così fa anche (quasi) dimenticare le sue prestazioni da borgataro (con tutto il rispetto) quando gioca la Roma (e spero che sabato sera non voglia concedere il tris).

Flop
Emanuele Dotto (ChievoVerona-Inter): assai infelice la prestazione di Dotto, impegnato per la terza settimana di fila nel posticipo del lunedì sera. Fin dall’inizio ho avuto la sensazione che fosse davvero molto stanco (evidentemente si è fatta sentire anche la trasferta infrasettimanale in terra Azera); sensazione che è andata rafforzandosi nel corso della serata, quando ha infilato una serie di imprecisioni davvero non degne di lui, culminate nel racconto del gol del raddoppio dell’Inter, seguito… da alcuni secondi di agghiacciato silenzio (penso nell’ansia di capire chi avesse segnato). Nota di demerito anche per Zennaro, che non è parso assolutamente in grado di aiutare un collega palesemente in difficoltà. Peccato per entrambi.

Antonio Monaco: sfortunatissimo il malcapitato Antonio che a Pescara e Parma becca le due partite meno spettacolari della giornata, sia in serie B, sia in serie A. A Pescara riesce a cavarsela in qualche modo, forse aiutato dal fatto di raccontare comunque la squadra della “sua” regione. Non si salva invece nella partita del Tardini, una delle peggiori viste quest’anno in serie A. Gli scappa anche un “contropiede del Pescara di Zeman”, ma, onestamente, penso fosse un errore che, come osservava l’amico Stefano Stradotto, le agenzie di scommesse manco quotavano.

Maurizio Ruggeri: può piacere o meno il modo di condurre di Paolo Zauli; non si può negare comunque che una sua conduzione sia sempre riconoscibilissima. Ecco, uno dei lati che a me danno più fastidio è che quando si tratta di togliere la linea ad un collega che sta parlando, Zauli interviene sempre come un elefante in una cristalleria (spesso e volentieri nel mezzo di una frase). Detto fatto, lunedì sera Ruggeri ha deciso di copiare proprio questo lato del buon Zauli, brutalizzando (in senso figurato, naturalmente) i colleghi da Empoli e da Verona quando doveva far fare i flash di aggiornamento da Latina. Diciamo che una maggiore tempestività (e magari anche un pochina di buona grazia) nella scelta dei tempi di intervento non sarebbe per nulla sgradita. Né da parte di Zauli, né da parte di Ruggeri.

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