mercoledì 8 ottobre 2014

La posta di Tonino Raffa - Puntata 10

Torna per la decima puntata puntata la rubrica "La Posta di Tonino Raffa" che permette ai nostri lettori di interagire con una delle voci storiche di "Tutto il calcio minuto per minuto"

Vi ricordiamo che per poter partecipare, basta inviare la propria domanda a info@tuttoilcalcioblog.it

Che ne pensa del caso dell' estate, l'elezione di Tavecchio? Un altro pasticcio all'italiana? 
E' stato un caso paradossale. Il calcio italiano, dopo il tracollo ai mondiali in Brasile, doveva cercare vie nuove. Ha puntato invece sullo ... Stra-Vecchio. Intendiamoci : il presidente ha detto una cosa vera ma l'ha espressa in maniera sciagurata e quella frase ha rappresentato uno "scivolone" monumentale. Ad una certa età bisogna rendersi conto che parlare a braccio può essere un rischio. Si può cioè mettere il piede sulla ...buccia di banana. Adesso gli è arrivata tra capo e collo la squalifica di sei mesi decretata dall'Uefa. Immagino, finita la sospensione, con quale imbarazzo nei vari contesti internazionali, dove Tavecchio rappresenterà la Federazione Italiana, lui potrà andare a parlare di lotta al razzismo. Secondo un'opinione diffusa, la sua elezione è stata il frutto di accordi destinati a consolidare certi equilibri di potere. Accordi che hanno spaccato la Lega di serie A. Chi ha appoggiato Tavecchio (vedi Galliani e Lotito), ha puntato a garantirsi spazi importanti a discapito, per esempio, di qualche altro club, come la Juventus. Perché quegli accordi hanno pesato? Semplice : controllare la Federazione significa avere voce in capitolo su questioni importanti : arbitri, Covisoc, immagine personale. Il bello è che alle grosse società della Nazionale non importa un bel niente. L'hanno sempre osteggiata guardando quasi con fastidio alle convocazioni dei loro giocatori in azzurro. Adesso toccherà a Tavecchio smentire tutti, promuovendo le riforme che il calcio attende da almeno venti anni (vivai, riduzione della A a 18 squadre e della B a 20 per riportare la Nazionale al centro del progetto, legge sugli stadi, lotta alla violenza , affermazione di una nuova cultura sportiva per riportare le famiglie sugli spalti etc...). Sarà una scommessa dura da vincere perché la strada è lastricata di trappole.

Come valuta l'estate di Conte? La sorprende di più le dimissioni dalla Juve o la nomina a CT?
Molto movimentata. Hanno sorpreso di più le sue dimissioni (forse avrebbe fatto meglio a lasciare dopo la festa-scudetto). La nomina a CT ha rappresentato una naturale conseguenza. Essendo libero, Conte rappresentava il meglio a portata di mano, anche se il contratto per portarlo sulla panchina azzurra ha scatenato diverse polemiche.

Iniziata la Serie A la musica non sembra cambiata. Si è allargato il gap tra Juve-Roma e le altre?
Forse si è allargato. C'è da dire che la Roma, dopo l'ultima campagna acquisti (azzeccatissimo l'innesto di Iturbe), si è avvicinata molto ai bianconeri. Nello scontro diretto, caratterizzato da nervosismo, risse e veleni (c'è da scommettere che dureranno fino al termine della stagione), ha dimostrato anzi di poter giocare alla pari ed ha messo paura ai rivali. Quanto alle altre, direi che la Fiorentina continua a giocare un calcio molto propositivo e che il Napoli potrà ambire massimo al terzo-quarto posto. De Laurentiis contava di portare Mascherano all'ombra del Vesuvio, poi le cose sono andate diversamente. Insomma non è arrivato il top-player e non è arrivato nemmeno un grande difensore. Il rendimento potrà migliorare se Benitez riuscirà a riportare Hamisik ai livelli di tre anni fa e se Callejon continuerà a dare il suo robusto contributo come è avvenuto nella stagione scorsa.

Un suo parere sull'inizio travagliato delle milanesi
Il ...travaglio delle milanesi ha origini storiche. Il Milan non può più investire massicciamente sul mercato. La divisione dei poteri tra i due amministratori delegati forse non ha giovato. Ceduto (giustamente) Balotelli si cercano i campioni a prezzi last-minute e non sempre il colpo riesce. Torres è un bel giocatore, ma nelle ultime quattro stagioni ha viaggiato alla media di appena 5 reti a campionato, anche perché impiegato raramente a tempo pieno. Su El Sharawy continua il mistero, la difesa non sempre è impeccabile. Con Inzaghi è cambiata la filosofia di gioco : non aspettiamoci, come predicavano Sacchi e Berlusconi, un Milan sempre propositivo pronto ad attaccare in ogni fase della partita. La scelta di Menez fa pensare ad un Milan offensivo sì, ma organizzato per le ripartenze in velocità, dunque più propenso ad aspettare l'avversario per poi colpire. Ritengo che i rossoneri non avranno mai un assetto definito in partenza. Superpippo in queste settimane è passato spesso dal 4-3-3 al 4-2-3-1. E a qualcuno verrà sempre chiesto di rientrare e di sacrificarsi in copertura. Come sempre più del modulo conta l'interpretazione. Quanto all'Inter è ritornata la vecchia Torre di Babele. La bella parentesi di Mourinho è ormai lontana. Ritengo ingenerose le critiche nei confronti di Mazzarri, il quale è un tecnico che lavora con un'applicazione maniacale. Certo, gli umori dello spogliatoio e della piazza, le cadute di concentrazione e la carente tenuta atletica , hanno condizionato il suo lavoro. Quando ha cercato di correre ai ripari è incappato in qualche equivoco tattico. La difesa a 4 non è mai stata nella didattica delle sue squadre, sempre schierate con una linea a 3. Aggiungiamo che il suo sistema di lavoro si è sempre basato sulla preparazione di una partita a settimana. Oggi si gioca alla media di tre incontri incontri nell'arco di sette giorni. La società dovrebbe dargli una mano per ripristinare un clima di serenità. Dalla crisi si esce tenendo i nervi saldi.

Se dovesse indicare la sorpresa di questo campionato?
Senza dubbio la Sampdoria. L'Udinese dell'eterno Di Natale non si può considerare una sorpresa. Mentre per il Verona parlerei di assestamento sui livelli della stagione scorsa.

In Serie B è tornata una grande squadra come il Perugia. Lei ha ricordi dell' Era Gaucci? Che periodo del calcio era quello secondo lei?
Fa piacere rivedere lassù il Perugia. La piazza, forte delle sue tradizioni, ha fame di grande calcio. Dell'era Gaucci tutti ricordiamo le chiassate e certe ... furbate che hanno fatto discutere. Era un calcio diverso.

Iniziate discretamente le competizioni europee per le squadre italiane. Possiamo sperare in qualcosa o il livello internazionale è nettamente migliore?
Forse il gap, rispetto alle grandi d'Europa si è leggermente ridotto, ma le distanze restano. Quelle si colmano solo attuando riforme e cambiando la mentalità. Fa sperare molto la Roma vista a Manchester e direi che la Juve ha i mezzi per arrivare almeno ai quarti di finale. Il resto è nel grembo di Giove e bisognerà aspettare.

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