venerdì 17 ottobre 2014

E intanto sul prato verde ... 03

#tuttoilcalcioblog di Alberto Castino
Prima di tornare al calcio giocato di Serie A, qualche riflessione....

Raggiungere il calcio professionistico significa poter ambire ad ambienti e situazioni degne dei vari sacrifici che si sono fatti nei primi vent'anni di vita. Il calcio professionistico promette quindi una accuratezza nei dettagli inerenti all'ambito sportivo che, almeno nei presupposti, dovrebbe curare ogni ambito sportivo. A tal fine sono stati creati organi a livello di club e federazione che lavorano esclusivamente per curare gli interessi del calcio. Il calcio che nacque come divertimento, diventando poi un vero e proprio spettacolo popolare, raggiungendo (sfortunatamente a mio giudizio) la qualita' di business. Permane comunque la passione e la voglia di seguire il calcio come fenomeno sociale che porta milioni di persone a seguire le tante partite, persone che in vari casi vivono anche grazie al tifo che regna dentro loro stessi. La volonta' di queste persone, che alla fine sono i veri interessati al calcio come sport, rimane costantemente quella di vedere uno spettacolo giusto e pulito.

I vari accadimenti che hanno riempito testate giornalistiche e soprattutto le bocche dei tanti appassionati mi hanno davvero sconvolto (ovviamente mi riferisco al calcio italiano).
Innanzitutto il calcio italiano si basa su strutture, regole e filosofie degli anni 90; stadi costruiti in occasione dei mondiali del 1990 che si sono rivelati inadatti, le varie tifoserie che inneggiavano alla guerra nelle curve, un regolamento troppo scarno ed inefficace. Mi sto riferendo ad una mancanza di sicurezza, dal punto di vista strutturale ed umano. Steward, poliziotti e semplici tifosi che si feriscono o addirittura muoiono per motivi che non esistono veramente. Prendendo come esempio la finale di Coppa Italia di quest'anno, e' inammissibile che una partita dai buoni presupposti sia contornata da risse, insulti e screzi che hanno poi portato a ritardarla. Ho visto poi gli scontri durante Roma-CSKA nel settore ospite che manifesta davvero quanto male possa fare la visione di certe situazioni. Credo nella radiazione, eliminare la possibilita' che tale squadra con tali "tifosi" non abbia pubblico durante le proprie partite. Ovviamente non viene messo in pratica per i discorsi economici che vivono sottostanti (il 73% dei guadagni dei club di medie livello deriva dai biglietti), pero' tra violenza e mancanza di fondi si deve pur scegliere.

Altro discorso: il supporto dei calciatori. In campo oltre ai 22 attori ci sta un regista, nel calcio professionistico ne sono presenti ben 6, che ha il dovere di applicare le regole che da sempre hanno definito lo sport del calcio. Pur essendo nel ventunesimo secolo, e con la possibile presenza di un arbitro tecnologico, si sceglie di avere un uomo, che garantisce una presenza morale e un controllo psicologico della partita. "Errare umanum est" diceva un autore latino quasi due mila anni fa, e il discorso prosegue. Che l'arbitro faccia un errore e' possibile e doveroso, ma avanzando di categoria il livello del suddetto cresce e quindi l'errore dovrebbe diminuire. In tutti gli sport a differenza del calcio, ben consci di quello appena scritto, si e' scelto di attivare pero' la tecnologia a servizio dell'umanita'. Il cosiddetto falco che aiuta soprattutto a capire se la palla risulta dentro o fuori da un qualsiasi rettangolo di gioco e il famoso replay, utilizzato da decenni nella televisione. Non concepisco la motivazione per cui questi due semplici aiuti non siano messi a disposizione degli arbitri per garantire una giustizia comune e totale. Siamo ad Ottobre e partite decisive non ce ne sono, pero' vedere che in una partita 3 dei 5 gol segnati non sono stati regolari, e i tali erano facilmente visibili con l'ausilio della tecnologia manifesta una grossa crepa nel sistema governativo calcistico.

La scelta dell'utilizzo o no spetta ad organi internazionali che sono anch'essi in grossa crisi per fenomeni burocratici, ma permane il fatto che un intervento in questo campo sia doveroso. Garantire lo spettacolo a seguito della giustizia rimane l'obbiettivo di tutti quelli che lavorano attorno al calcio, quindi bisognerebbe evitare critiche, derivanti da persone poco esperte di questo sport (comprendo anche famosi giornalisti) e fare tutto il possibile per rendere perfetto uno sport in se' meraviglioso, il NOSTRO benamato calcio.



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