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lunedì 6 ottobre 2014

E intanto sul prato verde ... 02

#tuttoilcalcioblog di Alberto Castino

La sesta giornata di campionato non ha presentato molte sorprese, confermando molti dettagli che erano stati messi in luce nelle prime fasi del campionato.

Nei due anticipi del sabato si sono viste due splendide partite: alle 18 Verona-Cagliari ha offerto grande spettacolo agli amanti del calcio, essendo la solita espressione di calcio delle squadre di Zeman. Un primo tempo combattuto in cui il Cagliari ha avuto più volte la possibilità di passare in vantaggio sprecando però due grandi occasioni. Il secondo tempo ha visto però il ritorno della squadra di Mandorlini, che con aggressività e voglia ha raggiunto i tre punti. Un 1-0 corto viste le due traverse della squadra di casa, che però ha conquistato la vittoria con un gol fantastico dell'ex centrocampista di Zeman Tachtsidis.

Nella sera invece Milan-Chievo ha seguito i pronostici derivanti dalle partite precedenti. La compagine rossonera ha giocato la solita partita offensiva con due gol di Muntari e Honda, confermando però i problemi difensivi: molti i contropiedi mal sfruttati da un buon Chievo, che non ha però segnato per poco cinismo e un ottimo Abbiati.

Alle 12.30 di Domenica il terzo anticipo ha finalmente consacrato l'ottimo gioco espresso dall'Empoli di Sarri, che si è trovato di fronte un Palermo ancora ferito dallo 0-4 subito contro la Lazio. Il ritorno di Maccarone ha aiutato i toscani, vista la sua esperienza, ma il risultato è figlio della cattiva predisposizione dei siciliani alla fase difensiva, troppo disordinata e in confusione.

Alle 15 i risultati non sorprendono a pieno ad eccezione della battuta di sosta dell'Udinese in casa con il Cesena. Dopo aver controllato la partita per 80 minuti i bianconeri, che hanno comunque sprecato diverse occasioni per saldare la vittoria, vedono i giocatori di Bisoli pareggiare con un rigore non nettissimo. Partita che testimonia comunque l'ottimo gioco impostato da Stramaccioni e la carica agonistica tipica dell'allenatore dei romagnoli. A Genova la Sampdoria supera una difficile partita con una splendida azione finalizzata dal solito Gabbiadini. Partita intensa e divertente che ha comunque manifestato due squadre in salute e in ottima forma, vinta però dalla grande sorpresa di questo inizio di campionato. I due allenatori devono sicuramente essere soddisfatti e continuare con questo ruolino di marcia poiché pare che l'obbiettivo di quest'anno per le due compagini possa essere l'Europa.

A Parma Gasperini ha messo in campo una squadra perfetta che ha controllato la partita, andando pure in vantaggio, fino al gol di Coda, l'attaccante parmigiano al suo secondo gol nella prima stagione in Serie A (manifesto di italiani che meriterebbero di giocare in patria, la cui filosofia è però di puntare su giocatori esteri di dubbio livello, e che devono quindi cercare fortune all'estero); negli ultimi minuti di partita la squadra di Donadoni ha cercato di raggiungere i tre punti, tattica che però ha dimostrato innanzitutto che se la palla non passa per Cassano il gol non arriva ma soprattutto che la difesa continua a ballare, con un Lucarelli che sta iniziando a sentire il peso dell'età. Non bisogna far altro che aspettare e sperare nel veloce recupero di Paletta, che sembra l'unica via per tamponare i buchi difensivi. Per la squadra ligure si può credere nel ritorno del Matri visto a Cagliari, supportato da una squadra solida che sicuramente raggiungerà una salvezza in anticipo.

A Roma la Lazio sembra tentare di fare ogni cosa per non raggiungere i tre punti: dopo aver raggiunto un meritato 3-1 con una partita dominata, anche essendo rimasta in 10 uomini con l'espulsione di Cana, la squadra di Pioli smette di giocare e aiuta il Sassuolo a segnare il secondo gol e andare più volte vicino al terzo. La Lazio si conferma comunque una solida squadra in ogni reparto, e con un impiego più continuo del giovane Keita forse si potrà togliere grandi soddisfazioni. Il Sassuolo continua invece a navigare tra grandi giocate dei suoi talenti e poca convinzione tattica dei suoi giocatori meno illustri. Solo con il lavoro si arriverà ad una buona continuità di risultati.

Alle 18 si è giocata forse la partita dell'anno, Juventus-Roma. Grandi aspettative facevano da cornice per questo match, che invece è naufragato in errori e negatività. Forse è davvero questa partita il simbolo della decadenza del calcio italiano, visto che metteva di fronte le due regine del campionato. Una bella Roma aveva di fronte una Juventus matura e per quanto ritengo migliore rispetto all'anno scorso; il nervosismo che aleggiava si è rivoltato contro la terna arbitrale che ha sbagliato praticamente tutto. Tre gol irregolari ai bianconeri, un rigore negato agli stessi, cartellini mancati e una partita che probabilmente è l'inizio della rovina di questo campionato. Discutere ulteriormente delle decisioni arbitrali è inutile, quindi parlo solo del gioco: sinceramente la Roma ha giocato meglio, forse perché in condizioni fisiche migliori. Meritava dei punti, se non il bottino pieno, per il fatto che l'unico gol su azione è stato segnato proprio dai giallorossi. La sosta calmerà gli animi e quindi dalla prossima giornata vedremo sicuramente ricominciare la marcia verso il bottino pieno sia da parte della Juventus che per la Roma.

Nei due posticipi si sono affrontate le squadre impegnate in Europa League: la Fiorentina ha surclassato l'Inter, chiaramente in difficoltà e protagonista sicuro delle prossime due settimane, con Mazzarri in discussione e una squadra da rianimare pienamente. La Fiorentina invece si mostra in ripresa aiutata dal recuperato Cuadrado.

Il Napoli si mostra in miglioramento dopo aver dominato contro un Torino molle e svogliato. I primi 15 minuti la squadra di Ventura li gioca ottimamente, passando pure in vantaggio, poi man mano che passano i minuti si spegne e subisce tutta la forza offensiva dei partenopei. Il punteggio poteva essere molto più pesante per i granata, visto la traversa di Michu e il palo di Insigne. Benitez può essere quindi soddisfatto dei passi avanti della sua squadra, mentre Ventura vede il suo Toro fermarsi dopo tre ottime vittorie.


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