sabato 14 giugno 2014

Un MaRIO di pensieri - Episodio 02

#tuttoilcalcioblog

In un Mondiale partito non proprio benissimo, con una partita inaugurale che ci ha fatto piombare indietro di dodici anni quanto a polemiche arbitrali, l'Italia oggi fa il suo esordio. Stasera, quando da noi sarà la mezzanotte, gli azzurri giocheranno il loro primo confronto ad eliminazione diretta del torneo. No, non avete letto male: può darsi che magari sono io che sto vaneggiando... Ma ritengo che il confronto con gli inglesi sia già un "sedicesimo di finale", in qualche modo: dando per scontata la vittoria con il Costa Rica (anche se, con l'Italia di Prandelli, di scontato c'è ben poco...), il match di Manaus vale praticamente la qualificazione: vincendo, siamo agli ottavi all'80%; pareggiando, saremmo obbligati a battere il Costa Rica e sperare di non dover puntare sulla differenza reti generale per la terza partita, quando però saremmo comunque obbligare a battere i forti uruguagi. La sconfitta è un elemento che non voglio nemmeno considerare, anche se, forse, vi sono addirittura più motivi di preoccupazione rispetto all'esordio con la Spagna di due anni fa a Euro2012 e, forse, anche a confronto con il 14 giugno 2010, quando debuttammo in Sudafrica col Paraguay.

Cosa preoccupa? Innanzitutto la condizione fisica. Che non era apparsa brillante, specie nei "titolari", anche nell'ultima amichevole con la Fluminense. L'infortunio di De Sciglio, come se non bastasse, complica le cose, per giunta in un reparto che non è la fortezza di tempo fa. De Sciglio non è né Maldini né Zambrotta, attenzione! Però è un titolare e la sua mancanza, che dovrebbe colmarsi comunque in tempo per la seconda gara, costringe Prandelli ad un cambio. Due le alternative: Darmian spostato a sinistra, centrali Chiellini - Barzagli e a destra Abate. Una possibilità che personalmente preferisco alla seconda, che prevede l'inserimento di Bonucci al centro della difesa con Barzagli, Chiellini spostato a sinistra e Abate a destra: per intenderci, lo stesso quartetto della finale europea del 2012 (anche se, ad onor del vero, dopo appena 20' Chiellini si arrese a favore di Balzaretti). Personalmente, una difesa con Bonucci al centro non mi è mai piaciuta, ma Prandelli, in queste settimane, ha provato una soluzione particolare: mettere De Rossi "schermo" come alla Roma, in un 4-1-4-1 che, teoricamente, dovrebbe garantire maggiore protezione alla nostra terza linea, qualunque siano gli uomini che la compongono. Una difesa a tre (quindi a cinque), mascherata. A centrocampo, fortunatamente, le nostre stelle stanno tutte bene: il citato De Rossi, ma anche la coppia Pirlo - Verratti e un Marchisio che, a mio avviso, è tornato quello che all'Europeo 2012 si rivelò come un autentico top player azzurro, dopo due anni abbastanza altalenanti. Candreva dovrebbe comprare il centrocampo, mentre davanti è tornato una sorta di dualismo: dopo Rivera - Mazzola e Baggio - Del Piero, ecco Balotelli - Immobile. A mio avviso, è giusto partire con il milanista, ma il neo-acquisto del Borussia potrebbe diventare, strada facendo, la variante impazzita degli azzurri, come Schillaci nel 1990. Chissà... incrociamo le dita.

Gli inglesi? Due anni fa furono l'unica squadra a subire per tutti i 90' (poi 120') dalla banda-Prandelli: l'atteggiamento catenacciaro di Hodgson, nel mentre, non è che è così cambiato. Ma attenzione perché quest'anno, rispetto ad altre occasioni, stanno partendo a fari spenti... Nessuno deve solo rischiarsi di sottovalutare la nazionale d'Oltremanica, nonostante i numeri ci sorridano. Ad ogni modo, le amichevoli dicono che non stanno meglio di noi, come dimostra lo 0-0 dei Leoni con l'Honduras nell'ultima amichevole disputata. Gli uomini di Hodgson possono essere la vera alternativa alle favoritissime del torneo, sicuramente più dello stesso, decantatissimo Belgio di Wilmots. A patto che vincano stasera contro di noi. Ma noi dobbiamo far valere i numeri, che dicono che, pur in un momento non brillantissimo per il nostro calcio, siamo una Nazionale a quattro stelle. E una Nazionale a quattro stelle non può accontentarsi di un semplice ottavo di finale. Ma qualcuno si accontenta di così poco tanto da promettere pellegrinaggi in caso di passaggi del turno. E qui vengo incontro all'amico Marco D'Alessandro, quando dice che nessun altro ct ha goduto della protezione mediatica che ha attorno Prandelli: l'avessero fatta Bearzot e Lippi, una promessa del genere, tutta Italia sarebbe in rivolta... Vabbé... Forza Azzurri, sempre e comunque! Stasera, sarà una notte di passione tutta azzurra. E speriamo, davvero, che sia solo l'inizio di un percorso fantastico. Al netto di qualsiasi polemica.

Mario Aiello
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