domenica 29 giugno 2014

La Radio-Pagella Mondiale 2014: Puntata 5

di Francesco Furlan per #tuttoilcalcioblog

Riccardo Cucchi: terminata la prima fase dei Mondiali (la più “succosa”, almeno a livello di numero delle partite) si può tentare un primo bilancio. Il nome di Cucchi l’ho messo in rappresentanza di tutta la squadra di Radio Rai, che si sta impegnando al massimo. Ma non c’è dubbio che il principale artefice dello splendido lavoro fatto finora dall’emittente di stato non possa che essere merito suo. In due-tre settimane si è trovato a dover sconvolgere quello che era il programma iniziale, avendo oltretutto il pesantissimo handicap delle radiocronache da studio come regola, anziché come eccezione. Ebbene, i risultati sono andati ogni oltre più rosea previsione: l’effetto “Maracanà di Saxa Rubra” non si è affatto sentito (se non in qualche circostanza) ed anzi, tutti si sono prodigati al massimo per rendere al meglio tutto quello che gli incontri potevano offrire. Applausi anche ai tecnici del suono che, nei limiti del possibile, sono riusciti a riprodurre gli effetti dello stadio nel modo migliore. Eccellenti anche le trasmissioni di approfondimento, tipo il Diario Mondiale delle 8.25. Risultati splendidi con mezzi (relativamente) limitati: altri dovrebbero prendere esempio…

Massimo Barchiesi (gara 6 e gara 7 della finale di pallacanestro Milano-Siena): sarebbe stato davvero delittuoso che, dopo aver coperto tutta la stagione fino alle semifinali, Radio Rai avesse mancato l’appuntamento con la più emozionante finale scudetto degli ultimi anni. E così Barchiesi è riuscito ad insinuarsi nel contenitore “mondiale” almeno per le ultime due partite (grazie, anche in questo caso, a Cucchi). Memorabile la cronaca di gara 6, quando ha dato l’impressione di “sfogarsi” dopo il silenzio a cui era stato costretto dall’incombere del calcio. Addirittura da annali gli ultimi minuti di cronaca, con il susseguirsi delle emozioni raccontati in crescendo fino al conto alla rovescia culminato nel canestro decisivo di Jerrels.

Per gara 7 deve fare ancora una volta i conti (immagino) con gli sponsor che pretendono si parli di calcio anche in una sera in cui non vi sono partite. Spazi limitati fino, anche in questo caso, allo strepitoso finale, quando grazie a Cucchi ed a Barchiesi si materializza un miracolo degno del miglior Padre Pio: lo slittamento del Gr delle 23 per un evento non calcistico (cose quasi mai sentite…). Leggermente (ma solo leggermente) più controllato rispetto a gara 6, Barchiesi chiude alla grande la cronaca della vittoria di Milano (dando giustamente della “immortale” alla squadra sconfitta e scomparendo squadra senese). Speriamo adesso che le sue tonsille non abbiano risentito in modo determinante dello sforzo e riesca a portare a termine senza problemi anche la sua avventura calcistica in questo mondiale.

Giulio Delfino/Emanuele Dotto (Usa-Germania/Portogallo-Ghana): rischio salotto incombente per le ultime partite del gruppo F. I nostri eroi se la cavano invece molto bene grazie anche all’apporto di uno scintillante Tardelli, ripresosi dopo lo svarione “matematico” di lunedì sera. Bene Delfino, più asciutto del solito nella cronaca, mentre Dotto infila una serie di trovate che l’amico Stefano Stradotto ha già ampiamente sviscerato nel suo blob, culminate nel riferimento all’arbitro Baralla di “Audace colpo dei soliti ignoti” di Nanni Loy.

Piccolo appuntino polemico: posso ? Tardelli ha affermato di non aver mai morso nessuno e di non essere mai stato morso da nessuno. Giusto. Però diciamo che gli avversari riusciva comunque ad intimidirli anche senza usare i canini:

Intermezzo: il cupo Mondiale Argentino del 1978 segna il ritorno ad alti livelli della Nazionale Italiana dopo il disastro del 1974: solo due clamorose papere di Zoff nella decisiva partita contro l’Olanda impediranno agli uomini di Bearzot di giocarsi il titolo. Nel 1978 Carosello aveva chiuso i battenti da un anno: gli spot iniziavano ad avvicinarsi alla forma ed alla durata di quelli attuali. Parte proprio in quest’anno una campagna pubblicitaria fra le più lunghe nella storia della TV, destinata anche a diventare una sorta di antonomasia per definire una situazione familiare falsamente idilliaca (ed il grado di saccarina era già sufficientemente elevato anche in questo primo storico spot):



Daniele Fortuna/Massimiliano Graziani (Francia-Ecuador/Svizzera-Honduras): serata non brillantissima per due degli esordienti Mondiali della spedizione di Saxa Rubra. Colpa per buona parte delle due partite, fra le meno avvincenti viste finora in questa rassegna. Ne soffre a mio avviso soprattutto Fortuna, piuttosto timido nel primo tempo e non precisissimo neanche nella ripresa. Leggermente migliore (ma non entusiasmante) anche la cronaca di Graziani, che invece viene sedato quasi subito dall’andamento della partita. Perdonabilissimo l’errore sul marcatore della prima rete Elvetica (dalla TV l’identificazione deve essere quasi impossibile), il livello della partita e del suo racconto sale di poco nella ripresa, quando si concede una definizione vagamente macabra (“una pallottola umana”) per definire Shaquiri.

Giuseppe Bisantis/Massimo Barchiesi (Belgio-Corea del Sud/Russia-Algeria): chiusura senza botti anche per il girone H. Sfortunatissimo Bisantis, che rischia di incappare nel suo terzo 0-0 consecutivo. Poco da dire per una partita sostanzialmente inutile (e qui c’è forse l’unica piccolissima pecca dell’organizzazione di Radio Rai: risulta evidente che le designazioni fatte con anticipo rischiano di costringere voci “importanti” come Delfino e Bisantis a partite senza storia come quella in oggetto o Spagna-Australia. Però è anche logico che, almeno per gli inviati sul posto, sia impossibile cambiare decisione dopo aver designato qualcuno dei cronisti presenti in Brasile). Barchiesi dà invece, in tutta onestà, l’impressione di avere la testa già allo spareggio del basket che si terrà la sera successiva. Non commette errori gravi, ma sembra un pochino svagato per tutta la serata. Perdonato ampiamente.br />

E adesso vediamo se finalmente (dopo la palese macumba dei Negramaro nella scorsa puntata) ci riesce di vedere Del Monaco e Capecchi diretti da Serafin che cantano il finale secondo dell’”Otello” di Verdi televisivo del 1958:


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