giovedì 19 giugno 2014
16:28

La Radio-Pagella Mondiale 2014: Puntata 2

di Francesco Furlan per #tuttoilcalcioblog



Giovanni Scaramuzzino/Massimiliano Graziani/Riccardo Cucchi/Marco Tardelli (Olanda-Australia): merita di essere citato per intero il quartetto che ha seguito quella che è stata finora la più divertente partita della rassegna iridata. Scaramuzzino in gran forma fin dall’inizio (anche se, per un curioso accidente, non gli riesce di pronunciare il nome della Spagna: annuncia difatti per due volte la partita delle 21 prima come Cile-Argentina e poi come Cile-Australia…un presagio ?): molto bene sul racconto del bel primo tempo, benissimo supportato da un Graziani che sta davvero prendendo confidenza. Azzeccate anche le interruzioni di Cucchi nei momenti un poco meno vivaci della partita, così come le interessanti considerazioni di Tardelli, sicuramente la sorpresa più piacevole di questa prima parta del Mondiale. La cronaca decolla poi definitivamente nel secondo tempo, almeno fino al 3-2 dell’Olanda (sul quale, va onestamente detto, Scaramuzzino si fa cogliere con lo spritz in mano, più che altro per colpa della precedente azione dell’Australia). Notevole il “Nooooo” di disappunto di Tardelli (non il primo, in questo Mondiale) sulla clamorosa occasione sprecata dall’Australia, subito prima del definitivo vantaggio orange. Grande partita ed altrettanto grande radiocronaca, frenetica e tesa, ma senza esagerazioni.

Emanuele Dotto/Ugo Russo/Filippo Corsini/Marco Tardelli/Paolo Casarin (Spagna-Cile): da una perla all’altra. Dopo la splendida Olanda-Australia, tocca a Dotto e Russo raccontare la precoce eliminazione dei campioni uscenti. Eliminazione alla quale tutti si applicano con grande abnegazione fin da subito: fra la presentazione ed i primi dieci minuti partono almeno cinque-sei gufate terrificanti, con Russo e Tardelli sugli scudi. Il tono della cronaca è comunque scorrevole e divertente: Dotto gioca senza ritegno con il cognome del portiere cileno Bravo (scontato) e pure con il terzino Mena (un po’ meno scontato); da applausi anche le considerazioni sulla prestazione non memorabile dell’arbitro Americano. Bene sulle due reti sudamericane (anche se sul primo si perde un po’ l’azione). Grandissimo livello anche nel secondo tempo, quando la partita tende a scendere di tono e quindi è piuttosto facile scadere nel salotto. Rischio che invece i due veterani in cronaca riescono tutto sommato ad evitare, aiutati in questo anche dalle puntuali (e puntute) considerazioni di un Tardelli in grande spolvero e di un Casarin addirittura utile rispetto ai suoi standard. Dotto incorre in un incidente di percorso piuttosto clamoroso quando vede un gol della Spagna che non c’è (colpa sicuramente della cronaca “dal tubo”), ma si riscatta con immensa classe e grande autoironia (peraltro, Tardelli è l’unico ad accorgersi che il pallone in realtà non è entrato…sono proprio i suoi Mondiali). Una serata di grande radio, nulla da dire.

Massimiliano Graziani/Massimo Barchiesi (Russia-Corea del Sud): attendevo con una certa curiosità l’esordio da prima voce di Graziani, anche perché il buon Massimiliano arrivava ai Mondiali da quasi-esordiente. Nel complesso, se la cava bene: sorpreso ma non troppo sulla clamorosa papera di Akinfeev che regala il vantaggio agli asiatici, coglie invece benissimo il flipper nell’area piccola che porta al pareggio della Russia. Per il resto, discreto ritmo ed anche una buona capacità di non inciampare troppo sui nomi dei giocatori coreani (cosa non sempre scontata). Aiuta anche Massimo Barchiesi, nonostante una modalità “osteria trasteverina” che tende un poco ad accentuarsi mano a mano che si avanza verso la fine della partita. Applauso di incoraggiamento per entrambi.

Intermezzo: per questa puntata ho pensato di inserire un Carosello del 1970, anno in cui si disputò una delle edizioni del Mondiale più memorabili per la nostra Nazionale. Dopo aver apprezzato Alighiero Noschese solo in audio, stavolta lo possiamo apprezzare anche in video. Per pubblicizzare un noto prodotto per la casa, il grande Alighiero si esibisce in una delle sue più riuscite imitazioni canore, ironizzando sulle misure non proprio da pin-up di una nota cantante dell’epoca:



Filippo Grassia (Brasile-Messico): mi spiace inserire qui quello che reputo il migliore degli opinionisti radiofonici della Rai, ma una serata storta può capitare a tutti. Nella fattispecie, sono parsi assolutamente dimenticabili i suoi interventi durante la partita di Fortaleza. E’ stato anche un po’ sfortunato, dato che un paio di volte le sue ovvietà hanno finito per togliere spazio a momenti di gioco in cui sarebbe stato opportuno avere in cronaca un Bisantis che, finora, se la sta cavando alla grande da unico inviato sul posto esterno alla Nazionale, oltretutto privo del supporto della seconda voce. Andrà meglio la prossima volta, speriamo.

Giulio Delfino/Massimiliano Graziani/Marco Tardelli (Germania-Portogallo): va ora in onda la seconda puntata de “Il salotto della Contessa Maffei”. Personaggi ed interpreti: Giulio Delfino (la Contessa Clarina Maffei); Massimiliano Graziani (Andrea Maffei, suo marito); Marco Tardelli (Franz Liszt); Manuela Arcuri e Gabriel Garko (i due maggiordomi muti di casa Maffei).

Milano, 1838
-Cara moglie, si è svegliata bene, stamani ? La vedo un poco corrucciata…
-No, pensavo a quel torneo di canasta che abbiamo organizzato per stasera…non è che abbiamo invitato un po’ troppi foresti ? Tedeschi, Veneziani…perfino Portoghesi…
-Guardi, sono tutti care persone… a parte quel Marchese do Pepao Cardoso y Zarabanda…quello quando perde va fuori di testa…
-C’ha proprio il pepe nel cervello…ohohohoh…Manuela, per cortesia, la smetta di controllare se le si è avvizzito il silicone…hanno suonato alla porta che diamine…
-Sta serva oltre che non parlare mai, mi chiedo perché ci ostiniamo a tenerla…
-Permesso ?
-Oh, caro il nostro Francesco Liszt…ci fa subito una bella suonatina al pianoforte o preferisce un po’ di thè?
-Preferisco il the…
-Gabriele, provveda e si tolga quella faccia perennemente imbronciata…
-Finché aspettiamo il the, caro Liszt, volevo raccontarle la storia di quella romanzetta che i nostri amici Romani intonano spesso quando mi vedono arrivare…
-Quella che fa “Ollelè Ollalà, faccela ved…”
-Chiarissimo, Liszt, chiarissimo il Suo concetto. No, non quella…io dicevo dell’altra, che hanno imparato quella volta che sono andati a Genk, in trasferta dai nostri amici fiamminghi.
-Ah dica dica…(sottovoce): Maledizione, Maffei…è la dodicesima volta che la Clarina mi racconta ‘sto aneddoto…oramai potrei raccontarglielo io partendo dalla fine…se è così adesso che ha ventidue anni, proprio non la invidio, caro amico…
-Suvvia Liszt, ci suoni qualcosa dei suoi formidabili Études d’exécution transcendante.
-Se è per farla felice…
La sera stessa :
-Ah, cari amici Portoghesi, stasera vi vedo proprio a mal partito…il Marchese Pepao, come temevo, dopo aver perso una paio di mani, se n’è andato prendendo a testate il mio maggiordomo, non sa proprio perdere…il Duca de Ronaldel sta tentando di toccare il sedere della mia serva e non ne indovina una…
-Certo che i nostri amici Tedeschi sanno giocare però, eh…secondo me potrebbero tenere loro il gioco in mano fino alla fine della serata…
-Eh beh, cari Lusitani, se vi state a lamentare perché avete perso tre mani, poi…sapete che c’è ? Che perdete pure la quarta…che serata triste.
-Va beh va, stasera dò libera uscita alla serva…
Ecco, parlando seriamente (si fa per dire..), va detto che Delfino, dopo il bell’esordio in Spagna-Olanda, è stata davvero sfortunato, dato che gli sono toccate prima un non memorabile Svizzera-Ecuador e poi una partita che in teoria era una delle più interessanti di tutto il girone di qualificazione e che invece è finita dopo poco più di mezz’ora. In queste condizioni, evitare il salotto sarebbe stata impresa proibitiva per chiunque…

Alla prossima puntata !

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Per lo spazio dedicato alle orchestre Rai, torniamo al 1962, con un’altra esecuzione “verista”. Dopo “Pagliacci”, “Cavalleria Rusticana”: l’aria di sortita di Compare Alfio nell’interpretazione del baritono Ettore Bastianini, uno dei grandi nomi della lirica Italiana ed internazionale negli anni ’50 e ’60. L’Orchestra Sinfonica ed il Coro della Rai di Roma sono diretti da Luciano Bettarini:





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