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lunedì 23 giugno 2014

Formula Radio 2014 (08) - Saxa Ring chiama il Brasile.. e Schumi

#tuttoilcalcioblog
di Marco D'Alessandro - Un Mondiale chiama l'altro. Prima di andare a tifare Azzurri tutti insieme, il Mondiale che si corre ogni anno e per gran parte dell'anno, è tornato dopo 11 anni a sgommare sulle strade di Zeltweg, in Austria. Siccome di casuale non c'è mai nulla nello sport e nella vita, laddove lui fu l'ultimo vincitore nel 2003, ecco che in settimana è arrivata una notizia che stavamo attendendo da oltre 150 giorni: Michael Schumacher non è più in coma ed è in riabilitazione a Losanna. Questo non significa assolutamente che non sia più in pericolo, anzi: dopo un pitstop decisamente lungo, ora si tratta di correre un Gran Premio lunghissimo sotto una pioggia battente che appanna la nitidezza della visiera nel casco. Schumi non è salvo e, come detto in radiocronaca anche da Giulio Delfino, è molto difficile che possa tornare alla vita normale. Ma la notizia è che c'è spazio per la speranza dopo 5 mesi e mezzo di buio totale infarcito solo di speculazioni. E' già qualcosa. In tempi di Mondiali di calcio, assorbiti dalla febbre pallonara, la metafora è dietro l'angolo. Può capitare di osservare una corsa e vedere una sovraimpressione di Button e pensare a Buffon. Può capitare di sentire Giulio Delfino nominare Gutierrez e immaginare che stia ancora effettuando la radiocronaca di Colombia-Costa D'Avorio e non il pilota messicano della Sauber. Può succedere che osservando un talento di pelle nera che si getta via a due passi dal centro, si possa avere l'allucinazione di vedere Balotelli guidare una Mercedes e non Hamilton. Può accadere che vedere due Williams occupare la prima fila in griglia possa far pensare a Costa Rica, vuoi perchè non erano passate nemmeno 24 ore dalla batosta, vuoi per il colore bianco della livrea e della maglia, vuoi perchè il poleman è stato nientepopodimenoche Felipe Massa do Brazil che proprio in patria aveva intascato l'ultima partenza al palo: Delfino, da inguaribile masochista, ricorda per primo che fu nel 2008, che eravamo ad Interlagos e che poi ci toccò andare a cercare Glock..


Il sogno di Massa è durato poco, giusto il tempo di saggiare la forza della Nationalmannschaft a quattroruote e metterci anche del proprio, assieme alla propria scuderia, con una strategia al primo pistop che ha ricordato il cambio tattico di Prandelli nel secondo tempo con la Costarica: dal primo posto al quarto in un cambio gomme, dal comando al podio di legno, scavalcato anche dal proprio compagno di squadra Bottas. Tiratina d'orecchie al radiocronista che durante il balletto del primo pit stop, ha sonnecchiato come Chiellini. Unica macchia di una radiocronaca molto esaustiva, condotta in coppia con Paolo Zauli che conduceva Domenica Sport: speriamo possa essere così anche per le prossime gare in cui non ci sarà la diretta televisiva in chiaro. Hamilton era già lì, dove contava, alla prima curva, a rimediare la sciocchezza del sabato. Rosberg guidava con l'aria sorniona di chi sapeva che sarebbe bastato solo attendere metà gara, per il cambio della guardia. Ed è ancora il biondino in formato Thomas Muller ad arrivare prima di tutti al traguardo e a rafforzare ulteriormente la leadership a 29 punti di vantaggio: una vittoria ne vale 25 e considerando che il figlio di Keke vive un momento di grazia, c'è la sensazione che stia passando il treno della carriera e ci stia salendo alla grande.

11 anni fa questo autodromo austriaco si chiama "A1 Ring", ora è il "Red Bull Ring". Nelle intenzioni di Mateschitz, grande capo bibitaro, doveva essere un suggello al dominio delle due vetture austro-inglesi. Ed invece il weekend è stato fin troppo negativo (addittura "penoso", l'ha toccata piano Delfino) e Sebastian Vettel è incappato in un periodo degno del tramonto della Spagna di Del Bosque, dopo anni di vittorie col marchio di fabbrica. Vettel vive una stagione sfortunata, una macchina che non è più la migliore e ci può stare un anno di transizione dopo quattro titoli consecutivi. Nelle difficoltà della Red Bull e delle Furie c'erano dei rivali che da anni non aspettavano altro per gustarsi la propria vendetta: le Furie Rosse dello spagnolo Fernando Alonso con la Nazionale Rossa, l'Italia della Ferrari. Ed invece non siamo noi i giustizieri del tiki-taka, così come Alonso e la Ferrari vivono un periodo talmente di magra che se si chiude una gara al quinto posto è da assorbire come un risultato positivo. E se Raikkonen lento come Thiago Motta manda a quel paese in diretta mondiale il proprio muretto, inizialmente verrebbe da sorridere come ha fatto Delfino, ripensandoci a freddo ci sarebbe solo da piangere. Consolatevi amici del Cavallino: nella notte in cui l'Italia batteva l'Inghilterra, la Ferrari regalava una gioia a Le Mans vincendo la mitica 24 ore per la categoria GT, con Giancarlo Fisichella e Gianmaria Bruni al volante, assieme al finlanese Vilander. 


Ma se vedendo una corsa sorgono i paragoni al calcio, accade anche viceversa guardando una partita del Mondiale accade di guardare i preliminari di una partita della Germania, di ascoltare quel meraviglioso inno e di ricondurlo immediatamente all'immagine del pilota che faceva un saltino sul gradino più alto del podio. L'inno tedesco è la melodia delle vittorie di Michael Schumacher: ci pensano tutti gli appassionati di corse, ci hanno pensato anche dei tifosi brasiliani prima del calcio d'inizio di Germania-Ghana esponendo un piccolo cartellone con la scritta: "Forca Schumi". E noi vogliamo chiudere questo post con un bel sorriso, quelli di cui Fiorello è lo specialista. Anno 2006, Viva Radio 2, stanno per cominciare i Mondiali di Germania e Fiorello fa sorridere Schumacher sulla durissima e difficilissima avversaria che la Germania avrebbe affrontato all'esordio: Costa Rica...




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