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mercoledì 25 giugno 2014

Cacciata giustamente la Nazionale meno repiciana possibile

#tuttoilcalcioblog
di Marco D'Alessandro - Tuttoilcalcioblog è arrivato al suo secondo Mondiale di calcio della sua "vita". Dall'ennesimo 24 Giugno nefasto del pallone nostrano, Tuttoilcalcioblog è un blog che ha assistito a più cambi di commissari tecnici rispetto alle partite vinte dai nostri in Coppa del Mondo. Ci hanno concesso il lusso di una sola vittoria e due allenatori: Lippi e Prandelli. No, non siamo stati particolarmente fortunati con la sorte. Dopo il Sudafrica credevamo che sarebbe stato un incidente che ci può anche stare a quattro anni da Berlino. Forse siamo riusciti perfino a finire peggio, considerando le attese tradite e tutto quel che di buono era stato costruito fino all'Europeo di due anni fa e al culmine della vittoria con la Germania: il ciclo di Prandelli lì toccò il punto più alto, ma è dalla partita seguente e quella sciagurata finale con la Spagna che ha cominciato a precipitare perdendo il controllo, fino allo schianto definitivo in Brasile, dove una squadra all'insegna dell'amore, del gruppo e del codice etico, scrive l'ultima pagina del suo Diario scoperchiando un vaso fin troppo colmo che non riusciva nemmeno più ad essere nascosto, ed è stato taciuto fin troppo, da tutti: spiace dirlo, ma anche da un Repice che, 48 ore prima della partita rispondeva che andava tutto bene ad una domanda del giornalista Enzo Bucchioni del QS, su come fosse il clima nello spogliatoio.
Aver scoperto dopo la partita, in una maniera del genere e con le parole di Buffon e De Rossi, che lo spogliatoio è una vera e propria polveriera, sconforta ancora di più delle due inguardabili prestazioni senza tiri in porta contro Costa Rica e Uruguay e degli sconsclusionati e caotici accorgimenti tattici di Prandelli che poco o nulla ci ha capito. Cambiare modulo di netto da una partita all'altra e proporre una coppia di attaccanti a furor di popolo ma senza alcuna intesa, è stato un segnale di disperazione e totale confusione, con il prevedibile trionfo degli assenti. Non ci si può attaccare ad un arbitraggio inadeguato e per nulla coerente quando già prima dei fattacci da moviola, non si è riusciti ad andare oltre ad un tiepido tiro su punizione di Pirlo. Fossimo riusciti a raccattare di riffa e di raffa il pareggino, la sensazione è che altri ci avrebbero fatto la festa, vedi alla voce: Colombia agli ottavi. Abbiamo giocato tanto male, abbiamo espresso un calcio totalmente contrario al concetto di emozione e quindi senza alcuno spazio al capitolo dei rimpianti e degli urli strozzati in gola. E' un ossimoro gigantesco che una Nazionale così arida sia stata la prima dell'infuocata voce di Francesco Repice, sul quale avremmo voluto scrivere e sviscerare: ma alla fine che si può scrivere di partite con totale encefalogramma piatto? A tratti commovente nel disperato tentativo di spingere una squadra che è solo uno scarabocchio, si alza il tono solo alle guantate di Buffoooon perchè il convento passa solo quelle oltre a Verratti, ci si scandalizza alle decisioni arbitrali non senza farsi condizionare dal cuore. Peggio del peggio, un paratone del numerounodeinumeriuno nel secondo tempo non va nemmeno in diretta, a causa della provvidenziale moviola in diretta di Filippo Grassia. Per il resto il tono repiciano è l'immagine dell'ansia e della "sofferenza inaudita", parole scandite velocissime ma con tono basso alla Barry White. Mai la sensazione che possa arrivare il crescendo rossiniano che culmina nei "parteiltiroooooo" col marchio di fabbrica: nemmeno mezzo. Che fiasco. 

 


Auspichiamo che il Mondiale di Francesco Repice non sia finito così e magari possa anche cominciare dopo questo aborto azzurro. Ci piacerebbe ascoltare un Repice che possa esaltarsi col calcio internazionale e con le imprese che ci saranno. Leo Messi sembra avere delle cartucce da spendere, ci sono nazionali sorprendenti che giocano molto bene e stanno impressionando, c'è un Brasile padrone di casa che insegue lo storico successo in patria e il resto del Mondo che sogna un sequel del Maracanazo. Questo è un campionato del Mondo che sta offrendo partite da leccarsi i baffi, mettendo da parte la nostra depressione. Un torneo che nonostante l'autoboicottaggio di mamma Rai, la Radio ci sta facendo godere lo stesso. Le emozioni della serata stessa, nelle ore appena successive al disastro, ci hanno asciugato per bene le lacrime. Emanuele Dotto e Ugo Russo ci hanno raccontato Giappone-Colombia e Grecia-Costa d'Avorio nella maniera più brillante e divertente possibile. Il brivido più forte di questa prima parte di manifestazione arriva dal rigore all'ultimo attimo che consente alla Grecia di vincere e passare il turno. La povera Grecia. Ma con testa molto più alta della nostra.

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