#TICBLIVE

lunedì 12 maggio 2014

La Radio-Pagella 2013-2014 Puntata 36

L'autore della rubrica e il coordinatore del sito stanno ragionando sulle caratteristiche di questa rubrica. Per questo motivo per alcune settimane siamo in work in progress!

#tuttoilcalcioblog
di Francesco Furlan

Tutto il calcio serie B: scelta abbastanza inconsulta quella di mettere la Favorita (non l’opera di Donizetti, bensì il campo di gioco del Palermo) come campo principale. Roberto Gueli non se la cava male, nonostante il ritmo da passeggiata sul lungomare della partita: molto bene su ambo i gol. Il vero protagonista della giornata è però Massimiliano Graziani, oramai voce ufficiale dal Francioni e sempre più a suo agio anche in cronaca: buono nel primo tempo , eccellente nel caldissimo finale sia prima del gol di Viviani, sia nel lungo recupero in cui racconta da par suo tutta la tensione che si percepisce in campo e sugli spalti, fino all’esplosione finale sul raddoppio nerazzurro. Baraonda sia al Partenio sia al San Nicola, dove se la cavano benissimo sia Fabrizio Cappella sia un Enzo Del Vecchio stile vecchi tempi…chissà cosa ci aspetta se i pugliesi dovessero qualificarsi clamorosamente per i play-off. Bene Ugo Russo da Modena (bravo a temporeggiare anche nel finale sul rigore per il Novara), l’unica nota non troppo positiva del pomeriggio è quella di Antonio Monaco: non tanto per aver sbagliato ad identificare il marcatore del Pescara (gli abruzzesi vanno praticamente in meta con la mischia), quanto per un tono spesso addirittura dimesso e soprattutto per la concitatissima azione finale del Siena in cui per almeno trenta secondi si resta col fiato sospeso in attesa di capire se il Siena abbia segnato oppure no.

Piccola nota anche sull’eccellente Antonello Brughini di venerdì sera: troppe chiacchiere dallo studio e poca cronaca, così l’ottimo Antonello non riesce a prendere in diretta nessuno dei tre gol dell’Empoli (uno arriva addirittura durante l’eterna pausa per il Gr delle 22): peccato, perché era davvero in forma.

Tutto il calcio serie A: puntata funestata dalla demenziale scelta di mettere Samp-Napoli come secondo campo e dalla solita riluttanza di Filippo Corsini a modificare le scalette in corsa (che senso ha, sul 4-1 per il Napoli, spostare Genova a terzo campo anziché in coda ?). Fatto sta che ai bei tempi in cui le ultime giornate si giocavano in contemporanea, Genova non sarebbe manco stata in scaletta. In questo contesto la radiocronaca di Tarcisio Mazzeo è stata esemplare, limitandosi al minimo indispensabile, come se stesse commentando un’amichevole di lusso. Dominatore della giornata, almeno nel primo tempo, un Riccardo Cucchi deluxe, che tiene vivo il ritmo del racconto per i primi quarantacinque minuti e va alla grande anche nella ripresa. Dove soccombe però al miglior Ugo Russo che io ricordi di aver mai sentito, davvero spettacolare nella tesissima partita del Dall’Ara: memorabili gli ultimi minuti in solitaria, quando il destino delle due squadre è oramai segnato. Quasi intimidito dal vuoto penumatico dello stadio sembra essere Daniele Fortuna (e, fortunatamente, questa sembra davvero la volta buona per lo stadio nuovo per i rossoblu), che comunque esce dalle secche di una partita disputata più con l’orecchio ad Ugo Russo che sul campo di gioco. Senza problemi Antonello Brughini nel derby toscano con meno pathos che la storia ricordi; Antonio Monaco non parte benissimo (come era successo sabato, ci mettiamo quasi mezzo minuto per capire che, dopo il rigore parato da Pegolo, il Genoa ha pareggiato), ma prende definitivamente l’aire nel secondo tempo, fino al boato del Mapei Stadium sul decisivo 3-2 di Sansone.

Integrali: week-end tutto sommato positivo per Giuseppe Bisantis. Solo un piccolo appunto nella partita del Bentegodi, quando lo strepitoso gol di Di Natale (che avrebbe meritato ben altro racconto) lo coglie con lo spritz in mano; per il resto la sua cronaca resta un po’ sempre impelagata nel ritmo cantilenante che talvolta lo contraddistingue, ma senza eccessivo nocumento per la scorrevolezza del tutto. Positivo l’apporto di Massimo Zennaro. Cantilena che si coglie ancora meglio nella cronaca di Atalanta-Milan: in questo caso è però colpa della noiosissima partita di tamburello che si vede fino al quarto d’ora della ripresa. Dall’autorete di Bellini in poi, la partita si accende ed anche Bisantis decolla, entusiasmandosi fino alla fine (al limite del belluino l’urlo sul gol di Brienza, ma visto il contesto ci stava alla grande). Incassa la sconfitta con grande signorilità il cuore rossonero Mauro Carafa che, a mio avviso, dopo Tarcisio Mazzeo ed Antonello Brughini si conferma la migliore seconda voce del lotto.

Per l’addio di Zanetti, RadioRai aveva invece scelto un laziale ed un interista: se la cavano bene (anche se Umberto Avallone, nel dopo gara, stenta a farsi sentire, sommerso dai boati di S. Siro). Massimo Barchiesi fila liscio in cronaca e nel dopo-partita, riesce a lasciare trasparire tutto l’entusiasmo dello stadio (peccato che la linea gli venga lasciata a singhiozzo e venga puntualmente interrotto dall’imprescindibile Gr delle 23), senza abbandonarsi ad eccessi retorici, che, temiamo, avrebbero potuto magari essere la cifra del racconto di altri colleghi. Apprezzabile, anzi, il suo omaggio per l’addio di un personaggio amato da tutto (o quasi) il mondo calcistico Italiano. Diciamo che dopo le tossine della scorsa settimana ce n’era bisogno.

Singolare la radiocronaca dell’oramai inutile Roma-Juventus. Francesco Repice si conferma ancora una volta impeccabile nel ritmo partita ed, una volta di più, nella capacità di “tenere viva” una partita anche quando va pian piano spegnendosi: peccato per i panegirici ogni volta che tocca il pallone il Pallone d’oro morale. Tutto fila liscio fino alla fine, grazie anche al discreto apporto di Emilio Mancuso, che pian piano sta crescendo come seconda voce. L’unico, enorme appunto arriva proprio sul finale, al gol di Osvaldo: penso di non aver mai sentito raccontare una rete da Repice in modo tanto dimesso. Sono assai sgradevoli gli eccessi caressiani, ma stavolta siamo caduti nell’eccesso opposto. Faccio una battuta senza alcuna malizia: chissà cosa sarebbe successo se questo gol fosse stato decisivo per lo scudetto… J (ma in tal caso, l’avrebbe raccontato Cucchi).

Altri sport: il Giro d’Italia parte dalla Mauritania (anzi no…dall’Irlanda, magari della Mauritania se ne parlerà l’anno prossimo) e Radio Rai lascia nella terra di San Patrizio solo Emanuele Dotto e Giovanni Scaramuzzino. L’infelice orario di partenza della cronometro a squadra penalizza non poco i nostri, che poi, tuttavia, si rifanno con un bel commento alla tappa. Molto buone, invece, le cronache degli arrivi delle tappe di sabato e domenica, nonostante (causa solito imperdibile Gr delle 17) nella prima di queste i nostri riescano a recuperare la linea solo in extremis. Adesso finalmente si ritorna nel Bel Paese ed il quartetto con Mazzeo e Ghirotto verrà definitivamente ricomposto.

Giulio Delfino finalmente racconta un Gran Premio dal posto: peccato che il monologo della Mercedes finisca per togliere pathos alle sue cronache di sabato e domenica: visto il dominio della scuderia Tedesca, non è che ci sia molto da raccontare. Fortunatamente, il salotto è una prerogativa del Delfino calcistico, che nei suoi commenti alla Formula Uno si percepisce assai più raramente.

Infine, plauso anche a Simonetta Martellini ed al terzetto degli inviati di Palasport (Massimo Barchiesi, Pierpaolo Rivalta ed Umberto Avallone), costretti ad andare a passo di carica nei pochi interventi durante Roma-Juventus: Barchiesi si prende poi la scena per il finale di Pistoia-Caserta e, come sempre quando si parla di basket, è la solita cronaca di grande livello.

Chiudiamo con un pensiero alla conferenza stampa di stasera (ore 17.30) in cui verrà svelato il massacro della spedizione Mondiale: speriamo almeno sia stato trovato un compromesso. Pensare che RadioRai riesca a mandare in Brasile solo due inviati è cosa che, francamente, fa male al cuore. Ed induce anche a proposito affatto bellicosi nei confronti del pagamento del canone, almeno per quanto mi riguarda.

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