lunedì 12 maggio 2014

Formula Radio 2014 (05) - Robe da Matti... acci!

#tuttoilcalcioblog
di Marco D'Alessandro - "Tanti auguri agli appassionati di Tutto il Calcio, in particolare a voi che da un anno riempite il sito di passione e amore per la trasmissione piu' antica e popolare della Radio. Non posso che augurarvi di esserne un giorno protagonisti anche voi, con la vostra voce, oltre che con le vostre parole scritte. Un abbraccio, continuate ad esserci fedeli, e scrivete liberamente tutto cio' che pensate per migliorare il prodotto di un programma che vive soprattutto grazie a voi, che ci ascoltate.".
Nella piccola grande storia di tuttoilcalcioblog ci sono post che più o meno, al lettore, possono rimanere impressi. Quello citato tra virgolette è un messaggio di auguri di buon compleanno a noi dedicato, datato 14 dicembre 2009: festeggiammo il primo anno di vita di questo sito. L'autore di queste righe fu Giulio Delfino, proprio della voce della Formula 1 di cui trattiamo in questa rubrica. Le voglio citare perché racchiudono tutto il vero e autentico significato di tuttoilcalcioblog. Passione e amore. Fedeltà. Scrivere liberamente. Migliorare il prodotto.
Ed è così. Null'altro. Niente di più. Nessun secondo fine. Siamo solo un sito di appassionati "matti" per il calcio (e lo sport) raccontato alla radio e con un certo stile. Abbiamo voluto e abbiamo voglia, ancora, di condividere e far riemergere una passione che sembrava destinata ad una visibilità, e forse lo è ancora, crepuscolare. Vogliamo parlare, criticare e analizzare senza ipocrisie, con rispetto e amore, ma con lucidità e schiena dritta, senza la pretesa di dover piacere a tutti i costi. In questi anni crediamo di esserci riusciti: personalmente, chi vi sta scrivendo, ha ricevuto critiche dai diretti interessati per aver elogiato troppo (sic!) o criticato. Abbiamo anche avuto l'onore di poter avere risposte e confronti. Ci è successo di tutto. Una volta anche l'emozione di essere citati in diretta da Emanuele Dotto come fossimo una formazione di calcio.


Ma torniamo alla Formula Uno e alla Formula Radio, che riprendiamo dopo la pausa che abbiamo totalmente condiviso con la decisione di Massimo Verona, il nostro coordinatore. In casa Ferrari sono accadute parecchie cose, sono volati stracci, è arrivato Mattiacci, è volata via la testa di Stefano Domenicali. Ci eravamo lasciati in Bahrain, scrivendo di una Ferrari che stava toccando il fondo negli ultimi venti anni di gestione Montezemolo. Non ci eravamo sbagliati. A Maranello si sta tornando a vivere quei terribili anni che precedettero la gestione dell'attuale Presidente. Anni in cui le macchine non andavano, in cui ottenere un podio sarebbe stato un risultato da miracolo, in cui gli scossoni dirigenziali erano all'ordine del giorno, in cui la scuderia rischiò perfino di chiudere. Oggi paga per tutti e non per primo proprio Domenicali, di professione Team Principal, Non uno che disegna macchine, freni, gomme e pistoni, non un pilota, ma un caposquadra ed un gestore di uomini. Un personaggio di sangue ferrarista cresciuto al fianco del dream team di Schumacher, Todt e Brawn. Da Team Principal ha sfiorato tre titoli mondiali piloti con Massa e Alonso, sfuggiti per millimetri e accadimenti irripetibili. E' stato il faccione, che si è sempre visto e mai nascosto dietro una foglia di fico, nei momenti critici. Ha portato alla Ferrari piloti del valore di Alonso e Raikkonen. Chi vive l'ambiente, sa che se la Rossa viene regolarmente asfaltata, non è affatto colpa di Stefano Domenicali. Così come non lo era di Aldo Costa o Luca Baldisseri, altre teste tagliate di un team che fu e che ha perso potere e credibilità. Non è più certo che Fernando Alonso sarà al volante della Ferrari anche nella prossima stagione.
Nel giorno del ribaltone con l'insediamento di Marco Mattiacci, dirottato dal marketing americano alle corse e all'odore di benzina (!), in un servizio del Giornale Radio e nelle finestre di Zona Cesarini, Giulio Delfino ha posto subito l'accento (prima di tutti gli altri organi d'informazione) sul fatto che per convincere lo spagnolo, Mattiacci dovrà fare un miracolo. Anche all'estero cominciano a farsi interessanti le voci su un futuro di Fernando tra Mercedes e McLaren. C'è una cosa certa: in questi cinque campionati alla guida di questa Ferrari, un campione del suo talento e del suo temperamento, rischia di aver perso più tempo rispetto a quello ripagato e guadagnato. Non vorremmo immaginare un finale alla Alain Prost, quando nel 1991 definì un camion la sua monoposto e fu addirittura silurato prima che fosse terminato il campionato. Insomma, ferraristicamente parlando, siamo a toni catastrofici di fine stagione. Vogliamo citare un commento più che mai autorevole sull'addio di Domenicali di un mese fa, quello di Leo Turrini sulle onde di Radio24 alla trasmissione "Tutti Convocati". Non ci spiacerebbe poterlo riascoltare anche sulla nostra radio prediletta..


Ma il campionato sarebbe in realtà, solamente, alla quinta tappa. Il destino è più che mai nelle mani di un unico grande protagonista, vale a dire la Mercedes che sta vincendo le gare con la semplicità di bere un bicchiere d'acqua. Anche in Spagna, il discorso per i primi due posti è stata una faccenda riservata ai soli Hamilton e Rosberg, con l'inglese che ha vinto il quarto Gran Premio consecutivo su quattro completati. Ricordiamo come nella prima gara in Australia dovette ritirarsi dopo pochi chilometri. Da ieri è tornato in testa alla classifica ed è il più autorevole candidato all'iride, perché trattasi di un pilota superiore, per cifra di talento, al suo compagno di squadra. In queste quattro gare lo ha dimostrato, nel suo miglior momento di forma della carriera, per sua ammissione. Proprio i giornali esteri, pensando al mercato, non si sono lasciati sfuggire l'idea di spingere Alonso verso la Mercedes, per riproporre un duello in famiglia che tutti noi ricordiamo ai tempi McLaren e dal quale la Ferrari partorì il titolo di Raikkonen, anno 2007 (chissà per quanto tempo rimarrà l'ultimo..).
L'unico modo di vedere vicini i due, in Spagna, è stato nell'inquietante rischio di doppiaggio proprio nelle battute finali di una corsa che lo spagnolo ha dovuto affrontare in difesa, dovendosi preoccupare di non finire dietro al compagno di squadra Raikkonen, sorpassato nel finale. Mentre le due Ferrari lottavano per il sesto posto che nel calcio varrebbe i preliminari di Europa League (quelli che il Torino in quel momento aveva agguantato con un gol di Immobile e l'interruzione cucchiana) lì vicino, le due Mercedes bussavano per il doppiaggio e lottavano tra di loro per il primo posto. Un altro punto basso della collezione di disastri made in Ferrari. Robe da matti, così come il fatto che nonostante tutto, Alonso sia terzo in classifica.
C'è invece chi molto probabilmente quest'anno non vincerà, ma scende dal piedistallo con onore. La Red Bull piazza Ricciardo al primo meritatissimo podio stagionale e Vettel riagguanta con classe, unghie e denti un quarto posto di rimonta, lottando contro le avversità durante le prove che lo hanno costretto a partire quindicesimo.
Andiamo a riascoltare il racconto della corsa di Domenica nella voce di Giulio Delfino, per la prima volta in questa stagione inviato sul posto. Faccenda su cui a proposito di un altro Mondiale, quello calcistico, temiamo di dover tornare a parlare nel futuro prossimo e non proprio con notizie felicissime. Robe da matti.



Per alleviare le ferite dei tifosi depressi rimane l'amarcord, come l'abbraccio di un proprio caro o la voglia di mangiare dolci quando si è di cattivo umore. La Ferrari non dimentica lo Schumacher ormai in coma da cinque interminabili mesi. Il presidente Montezemolo, in una delle rare uscite felici delle ultime settimane, ha voluto ricordare che a Montmelò risale la prima memorabile vittoria del tedesco sotto le insegne del Cavallino. Era il 2 Giugno del 1996, pioveva che Dio la mandava e noi tutti eravamo a stropicciarci gli occhi nell'ammirare l'ascesa di un nuovo fenomeno che sotto la pioggia e su pista bagnata, rifilava la bellezza di quattro secondi al giro a tutti gli inseguitori. In Ferrari si cominciò a pensare che la notte stesse per lasciare spazio all'alba. 18 anni dopo lo scenario volge all'esatto contrario. L'ultima vittoria ferrarista risale proprio ad un anno fa, all'edizione 2013 del Gran Premio di Spagna. Sembrava potesse essere l'origine di un campionato trionfale. Macchè.



Sempre #ForzaMichael

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