mercoledì 2 aprile 2014

Un passo nella storia - Episodio 101

#tuttoilcalcioblog
di Roberto Pelucchi

La radio compie quest'anno 90 anni, Guglielmo Moretti va verso i 94 portati in modo splendido. Moretti non è soltanto il papà di Tutto il calcio minuto per minuto, ma dal 1950 al 1984 è stato una colonna di Radio Rai, prima come radiocronista, poi come coordinatore dei radiocronisti sportivi e curatore delle principali trasmissioni, compresi i grandi eventi, dai Mondiali di calcio alle Olimpiadi. Quella che segue è uno stralcio dell'intervista realizzata da Augusto Frasca del Tempo il 25 novembre.

Ameri o Ciotti?
«Cos'è, una pagella?».

Si. Se vuoi, esprimila in voti.
«10 ad entrambi, quindi 0 a 0, tuttavia...».

Tuttavia?
«Tuttavia ad Enrico Ameri aggiungerei la lode. Ameri era la sicurezza. Sandro Ciotti era un grande solista, eccezionale raccontatore, ma come radiocronista puro di livello inferiore, sicuramente in difficoltà in un'intera partita. Ameri si era fatto le ossa in decine di giri d'Italia e di Francia, dotato inoltre di un intuito giornalistico di prim'ordine, inviato in Indocina, India, Vietnam e sulle nevi del Terminillo nella ricerca e nel ritrovamento del corpo di Marcella Mariani, miss Italia due anni prima, deceduta nel 1955 in un incidente aereo».

Completiamo il quintetto classico di «Tutto il calcio...».
«Alfredo Provenzali: onesto, esemplare. Claudio Ferretti: gran voce e mestiere, anche in atletica, ciclismo, pugilato, capace di evocare la figura professionale del grande padre. Ezio Luzzi, padre padrone della serie B. Dallo studio, la puntualità, nulla più, di Roberto Bortoluzzi. Migliore, avanti negli anni, Massimo De Luca».

Furono in molti a rimpiangere, ed a lungo, il Nicolò Carosio della radiofonia.
«Mi chiedi di una figura epica, in poche parole, di un idolo: linguaggio ricercato, pause di grande effetto, popolarità ineguagliata. Sua morte professionale, l'arrivo delle radio a transistor, quando al pubblico presente negli stadi divenne possibile verificare in diretta l'affidabilità delle sue radiocronache».

Veltroni?
«Vittorio Veltroni fu abile a passare dalla radiocronaca d'anteguerra dell'EIAR, in occasione della visita a Roma di Hitler, alla responsabilità della redazione radiocronache nell'immediato dopoguerra, avendo al fianco personaggi storici del microfono, il mio fratello d'una vita Aldo Salvo, primo fra tutti, grande documentarista con Sergio Zavoli. Fu il vero inventore delle radiocronache, Veltroni. Grande capacità organizzativa, e il merito di aver recuperato alla professione e al successo un epurato Mario Ferretti».



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