martedì 15 aprile 2014
10:34

La Radio-Pagella 2013-2014 Puntata 34

#tuttoilcalcioblog
di Francesco Furlan

Vincitore di giornata: Daniele Fortuna. Oramai lanciato definitivamente anche nel calcio (e speriamo che questo suo massiccio utilizzo sia propedeutico all’inserimento nella squadra per i Mondiali), Fortuna mette a segno un’altra prestazione convincente. Se la cava più che dignitosamente per ottantacinque minuti, quando la sua partita langue malinconicamente come ultimo campo, mentre dappertutto vi sono i fuochi d’artificio. L’incontro dell’Olimpico esplode però nel finale e lui si fa trovare prontissimo. Sfortunato nel rimpallo di linea con Cucchi, perché la descrizione del gol del 2-3 della Lazio (in diretta) arriva proprio sulla prodezza di Immobile. Splendida l’interruzione e splendida anche quella che arriva subito dopo sull’eurogol di Cerci: grande merito anche agli effetti che arrivano dall’impianto torinese, degni di una finale di Champions League. Applausi a Fortuna, che dopo qualche titubanza iniziale sta davvero dimostrando una bella affidabilità.

Top 
Massimiliano Graziani: pomeriggio da ricordare, visto che, in una non memorabile puntata di serie B, becca non solo la partita in collegamento con più gol, ma ne prende in diretta addirittura quattro su cinque. Anche per lui, dopo un comprensibile periodo di assestamento, il ruolo di prima voce sta iniziando ad essere pienamente giustificato. Unico neo, che a me personalmente dà non poco fastidio (ma non è l’unico ad avercelo): la smaccata cadenza romanesca che talvolta lo fa sembrare l’avventore di un’osteria della Capitale. Riuscisse a migliorare un pochino (basterebbe arrivare allo stesso livello di Barchiesi), si potrebbe tranquillamente passarlo anche alla serie A.

Massimo Zennaro: privato della possibilità di raccontare lo scontro salvezza dell’Euganeo (che tocca invece ad un Barchiesi vagamente intristito), il nostro si rifà con gli interessi nel pomeriggio del Bentegodi. Partita scoppiettante fin dall’inizio: lui ci mette un pochino a decollare (diciamo pure tutto il primo tempo, con tanto di leggera imprecisione all’annuncio del 2-1 viola), ma poi prende l’aire nella ripresa e racconta da par suo la goleada della squadra di Montella. Molto bene, sia nel racconto dei gol, sia nelle interruzioni. Per lui una stagione iniziata bene e che, dopo un periodo di “riposo” nella fase centrale, sta terminando ancor meglio.

Emanuele Dotto: reduce dalla conduzione monstre del Sabato Sport edizione extralarge (e nella prima parte deve faticare non poco per tenere a bada la sua partner musicale), il nostro si concede un’eccellente prestazione nella mattanza nerazzurra a Marassi. Intanto, va sottolineato come riesca a non cadere mai nel gossip riguardante il noto triangolo, cosa sulla quale marciavano invece tutte le trasmissioni e tutti i giornali sportivi da almeno un paio di settimane. Inoltre, racconta benissimo sia la super-partita di Handanovic (memorabili alcune licenze poetiche, come la descrizione del significato del cognome del portiere interista), sia la défaillance blucerchiata della ripresa. Presumo che le sue consuete perle vi verranno dettagliatamente descritte da Stefano Stradotto nel suo prossimo blob e quindi non mi dilungo ulteriormente. Prestazione extralusso.

Flop

Fabrizio Cappella: ultima parte di stagione vagamente crepuscolare per l’ottimo Cappella (peraltro, stante quanto raccontato da Verna nel recente “Dietro il microfono” è probabile possa diventare lui la prossima voce “pomeridiana” del Napoli), che sembra vada intristendosi di pari passo in maniera direttamente proporzionale alle prestazioni delle squadre campane. Assai dimesso nella cronaca di sabato, addirittura degno di un Lopez con sciarpa amaranto al collo l’interruzione sul gol decisivo di Corvia. Forza Fabrizio, tenga duro e si rianimi un po’, almeno per queste ultime partite.

Elisabetta Grande: pensavo di averle sentite tutte, invece…quando all’inizio dello spazio musicale parla di un “Maestro” della musica Italiana, mi rallegro del fatto che finalmente Radio Rai abbia deciso di intervistare Mina o il Maestro (lui sì) Bruno Canfora. Mi andrebbero bene, al limite, anche Paolo Conte o Francesco De Gregori. Invece, parte un agghiacciante canzone (???) con allitterazioni ed assonanze degne di un bambino di terza elementare e scopro che il maestro è Luca Carboni. Ho spento la radio spoetizzato, riaccendendola solo al momento dell’inizio di Sassuolo-Cagliari.

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