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Quel dolcissimo e bellissimo lapsus su Del Piero..
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sabato 30 giugno 2012
da Marco D'Alessandro (minutoxminuto), rubrica:
Euro 2012,
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di Marco D'Alessandro - 30 Giugno 2012. Non è solamente il giorno di vigilia di una delle più importanti partite della storia del nostro calcio: la finalissima europea di Kiev. Ma è anche l'ultimo giorno da juventino di chi è stato anche un grande azzurro. Da domani, infatti, Alessandro Del Piero sarà un ex bianconero, per via della scadenza del suo contratto che lo lega alla società torinese. Già nelle scorse settimane, sulle pagine di questo blog, abbiamo dedicato tanto spazio per celebrare la leggenda ed il mito.
Durante l'indimenticabile radiocronaca di Germania-Italia 1-2, chi ha ascoltato si è anche potuto godere un momento molto particolare dalle voci di Riccardo Cucchi e Francesco Repice. Un frangente tanto casuale, quanto significativo.
Siamo immersi nel concitato secondo tempo, gli Azzurri sono in attacco e Cucchi la sta raccontando. Di Natale sul pallone scambia con Diamanti. Il buon Totò che però verrà confuso con Del Piero, uno di quei nomi entrati nella storia di "Italiagermania", l'ultimo, prima della folgore Mario Balotelli.
Francesco Repice, pochi minuti dopo, ritorna sull'errore. Errore che però verrà fortificato, abbellito. Errore che diventa una perla, un capolavoro. C'è chi in televisione e nelle telecronache nei suoi errori grossolani ci casca dentro e non ci esce più. C'è chi, invece, dall'errore ne produce una forte emozione. Del tutto spontanea ed incoscia, ma per questo ancora più bella. Perchè è il segno di riconoscimento dell'Eternità di Alessandrodelpiero, perchè è la prova della grandezza di una figura che, come una divinità, può fare le sue apparizioni in qualunque momento. La prova che occuperà per sempre un posto di rilievo nei cuori di chi lo ha amato e di chi lo ha raccontato. E di chi, purtroppo, non potrà più raccontarlo. Ed è da questi piccoli episodi che si comincia a prendere coscienza che anche questa storia è arrivata ai suoi titoli di coda. Anche se ancora si ascolta un saluto "al giocatore della Juventus". Da domani anche con l'appellativo di "ex", ufficialmente, definitivamente.
Dolcissimo, bellissimo. Vale, forse, più di milioni di parole e di speciali televisivi.
Una lettera di Alessandro Del Piero, pubblicata oggi nel suo sito ufficiale.
Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.
Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare. Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.
Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a ringraziarvi, come voi avete fatto con me.
I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende. Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.
Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.
Convocazioni Euro 2012 - Giornata 05-06
Mercoledì 27 Giugno - SEMIFINALE
Spagna-Portogallo
Radiocronista: Giuseppe Bisantis
Giovedì 28 Giugno - SEMIFINALE
Italia - Germania
Radiocronista: Riccardo Cucchi
Seconda voce: Francesco Repice
Interviste: Antonio Monaco
Domenica 1 Luglio - FINALE
Italia - Spagna
Radiocronista: Riccardo Cucchi
Seconda voce: Francesco Repice
Interviste: Antonio Monaco
SuperSintesi Euro 2012: Semifinali
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da Redazione di TiCB, rubrica:
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Super Sintesi Europeo
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Toto-Cronista Euro 2012: Semifinali-finali
di Stefano Stradotto
Possiamo dare la notizia che avremmo voluto dare: si chiude il nostro gioco abbinato agli Europei, dopo che l'Italia ha raggiunto la finalissima di Kiev battendo per l'ennesima volta la Germania! Il pronostico per domenica sera è infatti scontato, ovviamente, con Riccardo Cucchi, Francesco Repice e Antonio Monaco già pronti a farci vivere le emozioni di Spagna-Italia.
E dunque, se il Titolo Europeo verrà assegnato domenica sera, noi per il nostro Toto-Cronista possiamo farlo già oggi: è Mario Aiello a potersene fregiare, dopo aver preso la testa alla prima giornata. Si è dimostrato il più costante e non ha lasciato possibilità agli avversari, pur vicinissimi nel punteggio. Complimenti a Mario! Applausi anche per Alessandro Atti, ottimo secondo ad appena due punti dalla vetta, peraltro alla sua prima partecipazione assoluta al Toto-Cronista; e a Minuto per Minuto, che completa il podio al terzo posto. Alle spalle di quest'ultimo Stefano S., mentre Rai Bobo e Simone Gentilix agguantano in quest'ultima giornata la quinta piazza superando Andrea P.
La classifica di giornata è rappresentata dal gruppone praticamente compatto a quota 10 punti, con il pronostico per Italia-Germania naturalmente già scritto e quello per Spagna-Porotgallo abbastanza scontato, con Giuseppe Bisantis quasi senza "concorrenza" dopo le partenze di Delfino e Scaramuzzino ed un Emanuele Dotto mai lontanto dalla Polonia e utilizzato in questi giorni in conduzione. A non permettere differenze anche il mancato utilizzo delle seconde voci, gare degli Azzurri a parte.
Ecco dunque le ultime classifiche di questo Toto-Europei, quella di giornata e sopratutto la Generale finale:
CLASSIFICA DI GIORNATA
1 Alessandro Atti 10 punti
2 Andrea Talami 10
3 Davide S. 10
4 Francesco Furlan 10
5 Mario Aiello 10
6 Minuto per Minuto 10
7 Rai Bobo 10
8 Simone Gentilix 10
9 Stefano S. 10
10 Andrea P. 3
CLASSIFICA GENERALE FINALE
1 MARIO AIELLO 95 punti
2 Alessandro Atti 93
3 Minuto per Minuto 90
4 Stefano S. 89
5 Rai Bobo 82
6 Simone Gentilix 82
7 Andrea P. 76
8 Davide S. 75
9 Francesco Furlan 73
10 Andrea Talami 63
Uno sguardo ai successi parziali. Spicca il vincitore del Torneo Mario Aiello con 3 successi davanti ad una coppia a quota 2, quindi il gruppone a quota 1 per frutto di quest'ultimo turno (Andrea P. aveva invece centrato il successo nella giornata dedicata ai quarti di finale)
Mario Aiello 3
Andrea Talami e Minuto per Minuto 2
Andrea P., Alessandro Atti, Davide S., Francesco Furlan, Rai Bobo, Simone Gentilix, Stefano S. 1
E con questo siamo arrivati alla conclusione. Chiudiamo il Toto-Europei ringraziando tutti i partecipanti che hanno avuto la voglia di divertirsi con i nostri pronostici anche in queste settimane dedicate alla rassegna continentale. Tutti a tifare domenica sera dunque, sperando di poter ancora emozionarci con le voci dei "nostri" Cucchi, Repice e Monaco, come accaduto fin qui..
Da parte mia è davvero tutto, il Toto-Cronista tornerà come di consueto a fine Agosto, con l'inizio dei campionati e della nuova stagione.
Un saluto a tutti gli amici di Tuttoilcalcioblog.it e per domenica ancora Forza Azzurri!!!
Accadde oggi all'Euro - 30 giugno 1996
A Wembley, si disputa la finale del X campionato europeo tra la Germania (alla sua seconda finale consecutiva) e la Repubblica Ceca, figla della defunta Cecoslovacchia (di fatto, quindi, una rivincita del '76) e già di fronte nel girone, quello C, lo stesso dell'Italia di Sacchi. La Cechia dell'astro nascente del pallone Nedved sogna, andando in vantaggio al 57' con un rigore di Berger, ma si vede rimontare da una doppietta di Bierhoff: il secondo gol, che arriva nel primo tempo supplementare, è il primo golden-gol della storia del calcio. Germania campione d'Europa per la terza volta nella sua storia, record della competizione.
Non possiamo far altro che rigoderceli..
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venerdì 29 giugno 2012
da Marco D'Alessandro (minutoxminuto), rubrica:
Euro 2012,
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di Marco D'Alessandro - Si è semplicemente fatta la Storia. Ancora una volta, ancora loro, senza che la cosa ci possa arrecare indigestione, nonostante sia ormai un vizio, nonostante il bis è già stato ampiamente superato a tavola. In attesa del dunque di Kiev, c'è però già abbastanza per decretare la memorabilità di questo cammino europeo. Di quel che si vede stropicciandosi gli occhi di fronte ad una Nazionale che gioca al calcio come raramente nella sua storia, di quel che si sente ascoltando la radio. Da adesso associare la carriera di Riccardo Cucchi ai trionfi di Italia-Germania è una cosa da fare al plurale. Come per Enrico Ameri. Sempre con gli eterni "re-teeee, re-teeee!" che tanto conciliano, per stile, per pulizia della voce, per classe, per emozione. Cucchi e Repice, Repice e Cucchi, la coppia più bella d'Europa, i gemelli del microfono del gol. Saranno le loro voci a spopolare, sarà il loro racconto quello che principalmente si ricorderanno tutti. E' anche la nostra prima volta, da tuttoilcalcioblog.it. Avevamo debuttato, con le grandi manifestazioni, con quell'obbrobrio di mondiale sudafricano.
Con un Cucchi-Repice così e con degli azzurri così (tutti, senza distinzioni), c'è solo da fare una cosa. Riascoltare, riascoltare, riascoltare, ringraziare ed applaudire, godendosela fin che si può, anche se il tempo è poco. Altro da dire, davvero, non c'è e non ci può essere. In origine, facevamo solo così.
Il pagellone europeo: TEDESCHI, VI SALUTA MARIO! ALLA PROSSIMA...
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da Davide S., rubrica:
Il pagellone
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di Davide Serusi - Gentili lettori ben ritrovati, ritorna il pagellone per commentare la splendida vittoria dell'ITALIA (9) sulla GERMANIA (5) per 2-1 che ci consente di accedere alla finalissima di Domenica contro i campionissimi della Spagna. Grande mattatore della serata supermario Balotelli.
Una gara così l'abbiamo sicuramente sognata perché forse non pensavamo che potesse essere così facile battere i tedeschi, a detta di molti favoriti, ma francamente un dominio così schiacciante ai punzer non era certamente pronosticabile. Una grandissima Italia, cattiva, concentrata e sempre sul "pezzo" che ha letteralmente tramortito il gioco e la nazionale di Loew reduce da un poker di vittorie.
Non c'è nulla da fare, per fortuna siamo la bestia nera dei tedeschi che hanno pagato anche questa volta un dazio psicologico, l'ossessione azzurra maturata ben presto e fin dal primo tempo si era capito che nulla e nessuno ci avrebbero tolto la finale.
Primo tempo splendido per la gestione della palla, per le occasioni create e le reti di Mario, una-due occasioni per loro ma sempre respinte con decisione. Ripresa più soft nella prima parte, finale di gara con rinforzi freschi e il costante rischio di dilagare sul 3-0. Poi il rigore e la mini sofferenza negli ultimi scampoli di partita, infine l'urlo liberatorio.
Entriamo nel dettaglio degli azzurri:
Buffon 7 - Bravo su Hummels, decisivo sulla punizione di Kroos. Un capitano esemplare, anche dalla rabbia nel finale si vede l'attenzione ai dettagli, la cattiveria impressa nel suo volto è lo specchio di tutta la nazionale. Merita di alzare quella coppa...
Balzaretti 7 - Gioca sulla fascia destra, una posizione che non è la sua, ma fa un figurone pazzesco. Affonda i piedi senza paura che si tratti di attaccare o di difendere. Prezioso nell'annullare Podolski (4,5)
Barzagli 7 - Ormai non ci sono più parole per descrivere l'Europeo del buon Andrea, comanda la difesa a memoria, lui quella sera di Dortmund era presente in panchina, ieri il palcoscenico era tutto suo. Gomez (5) non ci è mai arrivato.
Bonucci 7 - Anche lui tampona alla perfezione su Gomez, per fortuna Chiellini gioca a sinistra perché Leo non meriterebbe di finire in panchina.
Chiellini 7 - Recupera all'ultimo, si posiziona a sinistra, corre e difende in barba alla condizione non ottimale. Il Chiello è sempre una garanzia.
Pirlo 7,5 - Beh, il centrocampo è suo, ormai si sprecano i giudizi, è tutto l'anno che vediamo prestazioni e giudizi in fotocopia. Ripetiamo che il centrocampo e la palla sono suoi, Iniesta è avvisato.
De Rossi 7 - Nonostante il malanno fisico gioca per tutti i 90', un pò in difficoltà all'inizio, tanto lavoro oscuro per fermare Oezil. Ripresa impressionante con un finale da leader assoluto. Anche per lui tanta grinta da vendere. Europeo da incorniciare.
Marchisio 6,5 - Fa tanta legna in mezzo al campo, meriterebbe il gol ma è troppo sprecone sotto porta, sciupa un delizioso assist di Diamanti, in un'altra circostanza pecca di egoismo evitando di servire Di Natale, prima la squadra poi il singolo anche sul 2-0.
Montolivo 7,5 - Una prestazione monumentale, nel primo tempo spazia su tutto il fronte di centrocampo senza dare punti di riferimento ai dirimpettai, l'assist per il 2-0 non si finisce di vederlo e rivederlo. Tenta anche di segnare, davvero un grande partita. Cosa diranno i parenti tedeschi?
T. Motta 6,5 - Da buona sostanza al centrocampo, utile nel finale rovente, solito cartellino giallo perché altrimenti non sarebbe Motta!
Balotelli 9 - I voti alti non si tengono certo nel cassetto, come i sogni che Mario ha realizzato, doppietta che resterà nella storia azzurra e in quella personale di un ragazzo esploso, ci auguriamo definitivamente, sulla scena calcistica. Noi vogliamo vedere sempre il Mario Balotelli di ieri, quello che lascia Badstuber (4,5) inerme sull'imperioso colpo di testa, quello che capitalizza al meglio l'assist di Montolivo scagliando un tiro di una potenza, di una rabbia e di una gioia immensa. E gli perdoniamo anche il giallo per la maglietta, imparerà a non levarsela, ma la voglia di mostrare a tutti i muscoli, la voglia di urlare ecco chi è il vero Mario era troppo forte. A noi piace così, vederlo commosso con la mamma a fine partita e vincente in campo. La vittoria di Prandelli che ha creduto in lui e speriamo la vittoria di Mario affinché svolti definitivamente perché è e deve continuare a essere un patrimonio del nostro calcio.
Di Natale 6,5 - Potrebbe segnare ma paga l'egoismo di Marchisio e la poca precisione. Ma entra subito dentro al match.
Cassano 7 - L'assist per Balo gol è semplicemente geniale, del resto certi colpi spettano solo ai calciatori dotati del genio e della fantasia come Antonio. Ci basta questo, al resto ci ha pensato Mario.
Diamanti 6,5 - Anche lui entra subito nella logica della partita, prova anche a segnare. Pimpante.
Prandelli 8,5 - Comunque vada a finire il mister ha già vinto il suo europeo, le sue scommesse su Cassano e Balotelli sono state vinte contro tutti e bisogna dargliene atto, noi compresi. Il suo gioco ha raccolto consensi in tutta Europa, la Spagna ci teme, ha saputo cambiare la sua nazionale adattandola all'avversario e alle situazioni ma sempre con il pallino del gioco in mano e a testa alta. La bella Italia che voleva due anni fa al suo arrivo si è materializzata, un esempio per molti, umano e tecnico.
E adesso non ci resta che affrontare la Spagna, il principio e la fine del nostro e loro europeo. Ma quante cose sono cambiate dall'1-1 del 10 Giugno?
Allora gli spagnoli erano nettamente favoriti, oggi la situazione è 50 e 50 o forse siamo in leggero vantaggio noi che dopo aver fatto benissimo contro le furie rosse e tremato contro croati e irlandesi abbiamo abbattuto il muro della paura surclassando inglesi e tedeschi, pronti a far fuori anche gli spagnoli che invece hanno sofferto contro la Croazia, eliminato una brutta Francia e il Portogallo ma ai rigori dopo un brutto match, una Spagna che non riesce più a giocare al suo calcio veloce e bellissimo ma improvvisamente lento e noioso. Noi vogliamo divertirci, gli altri che si annoino pure.
Anticipazioni del 30 Giugno - 1 Luglio
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da RaiBobo, rubrica:
Anticipazioni
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Sabato Sport
Sabato sport del 30 giugno sarà presentato da Emanuele Dotto e Gabriele Brocani. In primo piano il calcio e il ciclismo, oltre all’atletica leggera e la MotoGp. Si comincia alle 14.00 con la presentazione della giornata sportiva. In apertura linea ad Assen all’inviato Nico Forletta per il Gran Premio d'Olanda di motomondiale, classe MotoGp. La gara è prevista fino alle ore 14.45 circa. Quindi, linea aperta anche con l’inviato Giovanni Scaramuzzino per il Tour de France 2012, che si apre con il cronoprologo di Liegi, di 6,4 km. Altro campo collegato è quello di Helsinki: saremo lì con Maurizio Ruggeri per seguire i Campionati Europei di atletica leggera. Dopo le 15 ci sarà il consueto spazio dedicato all’ospite del mondo della musica e dello spettacolo: questa settimana ci sarà Paolo Belli. Alle 15.30 passiamo a parlare dell’imminente Olimpiade di Londra. E lo facciamo attraverso un libro, dal titolo “Storia delle Olimpiadi. Gli ultimi immortali”: interverranno l’autore Paolo Viberti (inviato di “Tuttosport”) e Livio Berruti (medaglia d’oro nei 200 metri piani a Roma 1960). Alle 16.00 collegamento con l’avvocato Mattia Grassani, esperto in diritto sportivo, per un approfondimento sul calcio-scommesse. A seguire, il rugby: un punto a seguito della tournèe americana della nazionale italiana con Paolo Pacitti. Dopo le 16.30 le ultimissime dal calciomercato, commentate con il procuratore Claudio Vagheggi. Tra le 17.10 e le 17.30 seguiremo in diretta le ultime battute del prologo del Tour de France con il commento tecnico di Moreno Argentin. Dalle 17.30 parte “Europa in gol”, il lungo spazio dedicato ai Campionati Europei di Calcio, alla vigilia della finale di Kiev. Dalle 22 spazio alle telefonate degli ascoltatori. Chiusura alle 23.30.
Domenica Sport
Domenica sport dell’1 luglio sarà presentata da Filippo Corsini e Gabriele Brocani. Oltre all’atletica leggera e al Tour de France, è il giorno della finalissima dei Campionati Europei di calcio. Si comincia alle 13.30 con la presentazione della giornata sportiva. Per tutto il pomeriggio saremo collegati con Helsinki (inviato Maurizio Ruggeri) per seguire i Campionati Europei di atletica leggera. A partire dalle 14 poi, filo diretto anche con Giovanni Scaramuzzino per seguire la prima tappa del Tour de France, da Liegi a Seraing, di 198 km. Quindi il tennis: apriremo una finestra sui verdi campi di Wimbledon per commentare la prima settimana di incontri. Alle 14.30 le ultimissime dal calciomercato, commentate con il procuratore Moreno Roggi. Ancora calcio poi, ma per parlare dello scandalo scommesse: interverrà Ettore Intorcia del “Corriere dello Sport”. Dopo le 16 analizzeremo una delle squadre di Serie A che per la stagione 2012/2013 ha cambiato guida tecnica, ovvero il nuovo Palermo di Beppe Sannino. Intorno alle 17.00 seguiremo in diretta le ultime battute della tappa del Tour de France con il commento di Antonio Salutini, direttore tecnico. Dalle 17.30 parte “Europa in gol”, il lungo spazio dedicato ai Campionati Europei di Calcio che ci accompagnerà fino alla partita delle 20.45. In diretta dallo studio di Varsavia e dallo stadio di Kiev, tutte le ultime notizie sulla finale, collegamento con gli inviati Riccardo Cucchi e Emanuele Dotto e l’intervento in diretta dei nostri opinionisti. Dalle 20.45 la cronaca della finale. Dopo la fine della partita, spazio alle telefonate degli ascoltatori. Chiusura alle 23.30.
Accadde oggi all'Euro - 29 giugno 2000, 2008
Data importantissima della storia del campionato europeo, che merita un doppio “ricordo”. Innanzittutto, quello di Amsterdam 2000, quando Olanda e Italia si disputavano l'accesso alla finale di Rotterdam, mettendo in scena la partita più bella della storia degli Europei. Soprattutto per l'Italia, che uscì viva da un vero e proprio assalto dei padroni di casa, in superiorità numerica dal 31' per l'espulsione di Zambrotta, e capaci di conquistare (e di sbagliare) ben due calci di rigore, con De Boer che si fa parare il primo da Toldo, mentre Kluivert manda il secondo sul palo. Toldo, da 10 come tutta la difesa azzurra, tiene lo 0-0 fino al 120' (unica occasione azzurra, un assolo di Delvecchio nel primo supplementare), quando si va ai rigori e viene messa fine alla maledizione decennale, con Di Biagio, Pessotto e il genio di Totti (cucchiaio a Van Der Sar) a scacciare i fantasmi, e Toldo a ipnotizzare ancora De Boer e Bosvelt (Stam, invece, manda un souvenir poco gradito ai tifosi orange in tribuna, spedendo alto il pallone). Gli azzurri di Zoff vincono 3-1 (di Kluivert l'unico centro olandese dagli 11 metri), e vanno alla finale di Rotterdam, dove, però, la fortuna avuta in semifinale si ritorcerà contro. Otto anni dopo, il 29 giugno sarà la data del ritorno alla vittoria della Spagna, che batte in quel di Vienna la Germania per 1-0, 44 anni dopo il trionfo di Madrid. Il gol di Fernando Torres al 33' mette fine all'incubo spagnolo di essere “l'eterna incompiuta” del calcio europeo e, dal 2010, anche Mondiale, col titolo iridato conquistato in Sudafrica.
Euro 2012: semifinali - 2
Sarà Spagna-Italia
la finale di Euro 2012. Gli azzurri di Prandelli infatti si sono imposti a
Varsavia per 2-1 sulla Germania. L’Italia scende in campo con molta grinta e
già dai primi minuti del match si vede come la Germania fatichi a fare gioco. L’incontro
sembra bloccato per l’equilibrio a centrocampo con le due squadre attente a non
scoprirsi. Ma al 20’ è l’Italia ad affondare la stoccata dell’1-0 con Mario
Balotelli e a far urlare dolcemente a Riccardo Cucchi “LA RETE!!!! LA RETE!!!!”.
La Germania appare stordita e non riesce a creare grossi pericoli. L’Italia,
ben messa in campo ed ordinata grazie alle geometrie di Pirlo e al pressing
della coppia De Rossi-Marchisio, crede fortemente di poter raddoppiare e al 36’
ancora una volta Balotelli mette alle spalle di Neuer sfruttando un bellissimo
lancio in profondità su classico gioco di contropiede all’italiana. Si va così
alla pausa sul 2-0 e con una Germania incredula. Nella ripresa l’Italia
ovviamente si difende e prova a ripartire in contropiede, mentre i tedeschi
provano invano a superare la robusta difesa italiana. A metà del secondo tempo
poi c’è gloria anche per Buffon che alza sulla traversa una pericolsa punizione
di Kroos. Gli uomini di Low non riescono ad essere puliti nel far girare la
palla e le occasioni create sono nulle, anzi è proprio l’Italia in contropiede
a sfiorare per ben tre volte la terza rete. I minuti finali passano
tranquillamente per l’Italia che trema solo nei secondi finali. La Germania
infatti al 91’ accorcia le distanze su rigore con Ozil, ma il restante tempo di
gioco non produce nulla di preoccupante per i ragazzi di Prandelli. Al triplice
fischio la panchina italiana invade il campo e festeggia l’accesso alla finale
insieme ai compagni di squadra scesi sul terreno di gioco di Varsavia. L’Italia così centra la sua terza finale
nella manifestazione continentale per nazionali dopo quella del 1968 vinta
contro la Jugoslavia e quella del 2000 persa contro la Francia. Complimenti all’Italia
che ha messo in campo un’eccellente prova e giocando con la giusta grinta e
rabbia agonistica. Ma non si era stanchi? Non si avevano due giorni in meno di
riposo? Beh, forse ancora una volta si è persa l’occasione di tacere e di
pensare solo a giocare. Sembra la stessa storia del tanto temuto biscotto tra
Spagna e Croazia. Ma tant’è, l’Italia è in finale e tutto il resto non conta,
facile metterla così. In chiusura, credo che la rabbia di Buffon uscendo dal
campo sia molto comprensibile e non di certo un brutto gesto, come purtroppo un
telecronista ha fatto notare. Forse quel telecronista non sa o, peggio, fa
finta di non sapere cosa ha subito il portiere che difende i pali dell’Italia
alla vigilia della partenza per gli Europei. Il povero Gigi è stato accusato
ingiustamente nel caso calcioscommesse e dentro cova una rabbia che se tirerà
fuori potrebbe far tremare molte persone vili che si divertono a gettare fango
su altri. Ma tanto che importa, giorno 1° Luglio sarà Spagna-Italia e tutto
verrà dimenticato, forse.
Girone
A
8/6, Polonia-Grecia:
1-1
8/6, Russia-Repubblica
Ceca: 4-1
12/6, Grecia-Repubblica
Ceca: 1-2
12/6, Polonia-Russia:
1-1
16/6, Repubblica
Ceca-Polonia: 1-0
16/6, Grecia-Russia:
1-0
Classifica: Repubblica Ceca 6, Grecia e Russia 4, Polonia
2. (Repubblica Ceca e Grecia qualificate ai quarti di finale)
Girone
B
9/6, Olanda-Danimarca:
0-1
9/6, Germania-Portogallo:
1-0
13/6, Danimarca-Portogallo:
2-3
13/6, Olanda-Germania:
1-2
17/6, Portogallo-Olanda:
2-1
17/6, Danimarca-Germania:
1-2
Classifica: Germania 9, Portogallo 6, Danimarca 3, Olanda 0. (Germania e Portogallo
qualificate ai quarti di finale)
Girone
C
10/6, Spagna-Italia:
1-1
10/6, Irlanda-Croazia:
1-3
14/6, Italia-Croazia:
1-1
14/6, Spagna-Irlanda:
4-0
18/6, Croazia-Spagna:
0-1
18/6, Irlanda-Italia:
0-2
Classifica: Spagna 7, Italia 5, Croazia 4, Irlanda 0. (Spagna e Italia qualificate ai
quarti di finale)
Girone
D
11/6, Francia-Inghilterra:
1-1
11/6, Ucraina-Svezia:
2-1
15/6, Ucraina-Francia:
0-2
15/6, Svezia-Inghilterra:
2-3
19/6, Inghilterra-Ucraina:
1-0
19/6, Svezia-Francia:
2-0
Classifica: Inghilterra 7, Francia 4, Ucraina e Svezia 3. (Inghilterra e Francia qualificate
ai quarti di finale
In
caso di parità tra due o più squadre si considerano nell’ordine: 1) i punti negli
scontri diretti; 2) la differenza reti negli scontri diretti; 3) i gol
realizzati negli scontri diretti (quando c’è parità almeno tra tre squadre); 4)
la differenza reti generale; 5) i gol segnati nel gruppo; 6) la posizione nel
ranking Uefa; 7) la classifica fair-play; 8) il sorteggio.
Quarti
di finale
21/6, Repubblica
Ceca-Portogallo: 0-1
22/6, Germania-Grecia:
4-2
23/6, Spagna-Francia:
2-0
24/6, Inghilterra-Italia:
2-4 d.t.r. (0-0 d.t.s.)
Semifinali
27/6, Portogallo-Spagna:
4-2 d.t.r. (0-0 d.t.s.)
Germania-Italia:
1-2
marcatori: 20’ e 36’
Balotelli (I), 91’ rig. Ozil (G).
Finale
1/7, Kiev, ore
20.45: SPAGNA-ITALIA
Classifica
marcatori: Dzagoev
(Russia), Gomez (Germania), Mandzukic (Croazia), Ronaldo (Portogallo) e Balotelli
(Italia) 3, Shevchenko (Ucraina), Pilar (Repubblica Ceca), Bendtner (Danimarca),
Fabregas (Spagna), Torres (Spagna), Mellberg (Svezia), Jiracek (Repubblica Ceca),
Krohn Delhi (Danimarca), Ibrahimovic (Svezia), Salpingidis (Grecia) e Xavi
Alonso (Francia) 2, Lewandowski (Polonia), Shirokov (Russia), Pavlyuchenko
(Russia), Di Natale (Italia), St. Ledger (Irlanda), Jelavic (Croazia), Lescott
(Inghilterra), Nasri (Francia), Gekas (Grecia), Blaszczykowski (Polonia), Pepe
(Portogallo), Postiga (Portogallo), Varela (Portogallo), Van Persie (Olanda),
Pirlo (Italia), Silva (Spagna), Menez (Francia), Cabaye (Francia), Carroll
(Inghilterra), Walcott (Inghilterra), Welbeck (Inghilterra), Karagounis
(Grecia), Van der Vaart (Olanda), Podolski (Germania), Bender (Germania), Navas
(Spagna), Cassano (Italia), Rooney (Inghilterra), Larsson (Svezia), Lahm
(Germania), Samaras (Grecia), Khedira (Germania), Klose (Germania), Reus
(Germania) e Ozil (Germania) 1.
Appuntamento per
domenica dopo la finale che chiuderà la manifestazione calcistica europea per
nazionali.
Emanuele Pinto
Riflessioni Azzurre (12) - FAVOLOSA ITALIA!
Se ce lo avessero detto un mese esatto fa, non ci credevamo. Dallo choc di Coverciano, allo choc di Varsavia. Per i tedeschi. Sei anni fa si arrabbiarono perché andammo noi a Berlino al posto loro. Ora li ripaghiamo: tornate a Berlino! Varsavia, Polonia, 28 giugno 2012. Europeo o Mondiale la storia non cambia: Germania a casa, noi in finale. La terza per noi, nella storia del campionato europeo. Una finale che ci assicura già da oggi la presenza nella Confederations Cup 2013, torneo pre-Mondiale da disputare in Brasile (territorio che ospiterà il torneo iridato del 2014) e in cui debuttammo malissimo nel 2009. Alla rivincita del Mundialito ci penseremo poi, tra un anno. Per ora, godiamoci questa finale e, soprattutto, andiamo a vincere questi Europei, vinti da noi solo una volta, 44 anni fa. La stessa distanza temporale che occorse alla Spagna per vincere il titolo nel 2008. Quella stessa Spagna che ci ritroveremo di fronte domenica a Kiev, dopo il bell'1-1 di Danzica nell'esordio del 10 giugno.
Finale, dunque. Mondiali 1970, 1982, 2006; Europei 2012. Italia - Germania è un'altra pagina di storia azzurra. I tedeschi possono ufficialmente avere il complesso d'inferiorità nei nostri confronti. Sì, perché mai come questa volta, loro erano più forti di noi sulla carta. Mai come ora, loro erano stra-favoriti. Mai come ora, ci avevano affrontato in un torneo dove la Germania, al contrario dell'Italia, l'ha sempre fatta da padrone. Mai come ora, li abbiamo dominati. Stesi. Tramortiti. Con il solito vizio di non chiudere la partita, di non sfruttare le innumerevoli occasioni per fare un 3-0 che avrebbe inquadrato molto meglio la partita di questo striminzito 2-1. L'Italia e Prandelli, oggi, hanno insegnato calcio. Tanto di cappello, all'Italia, a Balotelli che ha insegnato a sfondare la porta come si deve, a Buffon, Pirlo e Prandelli. Maestosi, grandi.
La Germania, la grande Germania dei "nuovi tedeschi", questa specie di spauracchio che in Europa vuole fare la voce grossa nel calcio e nell'economia, dura dieci minuti in tutto. I primi cinque e gli ultimi cinque, col brivido finale del rigore. Poi, lo spread è altissimo, ed è tutto a favore dell'Italia. Che si difende con affanno su quel colpo di testa di Hummels al 4', respinto sulla linea da Pirlo. Uomo squadra anche in difesa. Poi torna a dettare calcio, e si torna a dare spettacolo. Bonucci-Barzagli insuperabili. Chiellini terzino è maestoso e Balzaretti sembra nato terzino destro. Insomma: la Germania, se non con un tiro di Khedira, non si vede più nel primo tempo. Di Pirlo abbiamo detto, ma c'è il solito sontuoso Daniele De Rossi e il solito spettacolare Marchisio che completano quella cortina di ferro in cui partecipa uno straordinario Montolivo. E quei due lì, Cassano-Balotelli, in avanti. Loro confezionano l'1-0 al 20': straordinaria giocata di Cassano sulla sinistra, cross e Balotelli non deve neanche forzare. Neuer fermo: 1-0. La Germania non c'è. Montolivo sfiora il 2-0 e poi lancia ancora SuperMario, una volta ancora, davanti alla porta. E la sfonda! Come non ha fatto con Spagna e Inghilterra. Neuer fa solo in tempo a sperare che Balo si incarti ancora, e poi vede (vede?) un missile terra-aria che si infila sotto l'incrocio. E' 2-0!!! La maggioranza tedesca di Varsavia è muta. Si sentono solo i 3.000 azzurri scarsi. Ma è tutto il popolo italiano ad essere letteralmente a bocca aperta.
Nel secondo tempo ti aspetti l'arrembaggio tedesco. Loew fa un paio di cambi, mettendo dentro un certo Klose e quel Reus che spettacolo ha dato contro la Grecia. Fuori l'impalpabile Gomez. A questo punto, si pensa che ora i famosi due giorni in meno possano pesare. E tremiamo con la traversa di Reus su punizione. Insomma, ti aspetti il catenaccio, e invece eccolo lì il capolavoro della serata. Dal 60' all'88', in campo si vede solo una squadra: l'Italia. Che ha il solito torto: quello di sprecare l'impossibile. Prandelli rinfresca la squadra, togliendo Balotelli (paura di un'espulsione?) per Di Natale, dopo aver messo Motta per Montolivo e Diamanti per Cassano. Se Thiago Motta come al solito non si vede, il trio Diamanti - Di Natale - Marchisio dà letteralmente spettacolo e umilia letteralmente una retroguardia tedesca ormai stanca, demotivata, frustrata. Come tutto il resto della squadra, che perde TUTTI i contrasti possibili (Pirlo a tratti sembra Gattuso...). Il torto, come dicevo, è sempre quello di sbagliare. Marchisio due o tre volte. Diamanti due volte. Di Natale una volta. Prima di uscire, anche Balotelli sbaglia la tripletta. Sto 3-0 non arrivava e alla fine è la Germania a segnare, su un rigore inesistente (Balzaretti subisce fallo da Klose, prima di toccarla con le mani) e creare mischie che creano solo paure inutili. Finisce 2-1, ma un 5-1 avrebbe reso meglio l'idea.
E ora la Spagna. Dopo aver scritto ancora la storia. Anche qui, la logica dice che siamo sfavoriti, giocando contro i campioni di tutto. In realtà, l'Italia contro gli spagnoli ha già fatto bella figura. E con la Spagna degli ultimi tempi, beh... Andiamo, ragazzi! Ave Cesare, mister di una grandissima nazionale: sei un grandissimo allenatore.
Euronumeri (19) - Semifinale, Germania - ITALIA
Pubblicato
giovedì 28 giugno 2012
da Mario Aiello, rubrica:
Euro 2012,
Euronumeri,
Il calcio dà i numeri
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Amici e amiche di tuttoilcalcioblog.it, eccoci al momento più atteso. Stasera tornano in campo gli Azzurri nella semifinale europea contro la Germania. E' la prima volta che le due nazionali si scontrano in turno ad eliminazione diretta dell'Europeo, dopo le tante leggende scritte nelle varie Coppe del Mondo. Una vera e propria classicissima in cui il cielo si è sempre colorato di azzurro, anche se va detto che mai, come quest'anno, la Germania ci è superiore sulla carta. Ma senza l'ansia di perdere (in fondo, abbiamo già raggiunto l'obiettivo minimo), l'Italia può scrivere un'altra pagina di storia. Chi vince, affronterà la Spagna, che ieri ha eliminato ai rigori il Portogallo. La poca brillantezza degli iberici "campioni di tutto" fa pensare che, chi esce vincitore stasera, possa affrontare la finale con i favori del pronostico. Tutte le sfaccettature numeriche della semifinale: La Germania, finora, ha fatto percorso netto: 4 vittorie su 4, con 9 gol fatti (migliore attacco del torneo) e 4 subiti (due dalla Grecia, nei quarti di finale). Il capocannoniere è Gomez con tre centri. E' alla settima semifinale europea della sua storia: finora, cinque vittorie e una sola sconfitta, in casa contro l'Olanda, nel 1988.
L'Italia ha avuto un percorso "particolare", finora: 1 solo successo sul campo (contro l'Irlanda) e tre pareggi (Spagna, Croazia, Inghilterra). Mai gli azzurri si erano presentati alla semifinale di un grande torneo con una sola vittoria all'attivo: il minimo era stato di due successi (Euro '88 in Germania). Manca anche un capocannoniere: i quattro gol azzurri (peggiore attacco delle semifinaliste) sono stati realizzati da quattro giocatori diversi. L'Italia è alla semifinale europea numero 4. Curioso come, nei tre precedenti, gli azzurri non abbiano mai vinto sul campo: la monetina nel 1968 e i rigori nel 2000 ci promossero alla finale, mentre nel 1988 finimmo fuori contro l'URSS. Beh: ma chi si lamenterebbe se anche stasera passassimo ai rigori?
Germania - Italia (Varsavia, ore 20.45) Le amichevoli (che l'Italia non perde comunque dal 1995) non contano: azzurri in netto vantaggio nei confronti diretti disputati nelle competizioni ufficiali. All'Europeo è il terzo confronto, dopo l'1-1 di Monaco di Baviera del 10 giugno 1988 (gara d'apertura dell'Euro tedesco-occidentale) e lo 0-0 di Manchester del 19 giugno 1996, che però ci costò l'eliminazione dal torneo inglese. C'è da dire che anche ai Mondiali, affrontare la Germania (Ovest) nella fase a gironi non ci ha portato fortuna, pur non perdendo mai contro di loro (due 0-0 nel 1962 e nel 1978: nel primo caso fuori al primo turno del torneo, nel secondo caso mancato successo nella seconda fase del mondiale argentino, in cui veniamo "relegati" alla finale del 3° posto). Questo qui è dunque il primo confronto europeo nei turni a eliminazione diretta, dove nei Mondiali siamo sempre passati noi scrivendo tre leggende della storia del calcio: la partita del secolo del 17 giugno 1970 a Città del Messico (4-3 azzurro ai supplementari, dopo l'1-1 dei regolamentari, e Italia in finale); la finale mondiale del 1982 (3-1 per noi a Madrid) e un'altra semifinale, quella del 2006 a Dortmund (altro successo azzurro nei tempi supplementari, per 2-0, coi gol di Grosso e Del Piero negli ultimi 2' di gioco). Speriamo che la tradizione continui, allora!
Arbitro: Lannoy (Francia). Precedenti ai Campionati Europei: vittorie Germania 0, vittorie Italia 0, pareggi 2. Ultima sfida agli Europei: Germania - Italia 0-0 (Inghilterra 1996).
Chi passa, come detto, affronterà la Spagna. E c'è una curiosità statistica: comunque vada stasera, quella di domenica sarà appena la seconda finale europea (su quattordici) tra due squadre che hanno vinto il Mondiale. Quanti titoli mondiali ci saranno in campo a Kiev? Quattro o cinque? Noi speriamo nell'ultima ipotesi... A domenica!
Riflessioni Azzurre (11) - Niente paura, niente ansia: giochiamocela!
La tradizione è dalla nostra parte, ma non la logica. E coi tedeschi è la prima volta. Varsavia, 28 giugno 2012, semifinale del Campionato Europeo. Ci siamo, nonostante tutto. Nonostante un ritiro dal clima addirittura peggiore a quello del 1982 e del 2006, con Prandelli che sembrava addirittura tutto tranne che in grado di tenere gli azzurri compatti. Con l'aiuto di Buffon e Pirlo, però, ci è riuscito alla grande. Ed eccoci qui. Con un percorso da far gridare vendetta alla bella Italia di Vicini di Italia '90 (1 vittoria e 3 pari sul campo, contro 6 vittorie e 1 pari che sono valsi solo il terzo posto a quel Mondiale), ma siamo qua. Soffrendo tanto nella prima fase, ma meritando tantissimo nel dominatissimo quarto contro l'Inghilterra, dove la partita doveva terminare 4-0 senza discussioni e non prolungarsi ai rigori.
Insomma, l'obiettivo minimo delle semifinali è stato raggiunto. E l'Italia c'è, e ci sarà anche stasera, nonostante i due giorni in meno di riposo (e i trenta e passa minuti in più) rispetto alla Germania. C'è ed è viva, è bella, è compatta. E' pronta per l'ennesima sfida contro i tedeschi, che affrontiamo per la prima volta in un turno ad eliminazione diretta dell'Europeo, dopo l'en-plein mondiale (la leggendaria semifinale del 1970, finale 1982, semifinale 2006). Anche all'Euro, nella fase a gironi, i tedeschi non ci hanno mai superato (1-1 nel 1988 in casa loro e 0-0 inglese nel 1996). Ma il precedente di sedici anni fa ci è costato l'eliminazione al primo turno, anche se a interferire direttamente fu un'altra partita e non certo quella stra-dominata di Manchester. I numeri, quindi, sono dalla nostra parte.
Ma mai come ora, per sperare di agganciare una finale, dobbiamo agganciarci alle statistiche. Perché mai come ora, nemmeno nel 2006 quando loro giocavano in casa, i tedeschi ci erano stati tanto superiori sulla carta. Sei anni fa, parliamoci chiaro, dalla loro parte avevano solo il fattore campo: solo quattro mesi prima, a Firenze, si era visto chi fosse la più forte tra le due (fragoroso 4-1 azzurro in amichevole). I tempi sono leggermente cambiati: la Germania, dal 2006 in poi, ha continuato quel progetto di crescita che l'ha riportata, dopo la crisi dei primi anni 2000, ai vertici del calcio europeo e mondiale, grazie anche all'apporto dei "nuovi tedeschi" (tra cui il "turco" Ozil, vera stella di questa nazionale). Noi, dal 2006 in avanti, abbiamo conosciuto un sostanziale limbo, che ha raggiunto il culmine con l'umiliazione di Johannesburg. Il tutto, mentre i tedeschi conquistavano una finale europea e un altro terzo posto al Mondiale, perdendo sempre e comunque (come nel 2006) coi futuri vincitori del torneo in questione. Insomma: mai come ora, i più forti sono loro. E anche accendendo la tv lo capisci: mai come ora mi era capitato di sentire i media attaccarsi alle statistiche. Si è sostanzialmente ribaltata la situazione di Dortmund, dove i media teutonici sono addirittura andati oltre sfottendoci allegramente nei titoli dei giornali. Qui non si sta prendendo in giro nessuno, ma rievocare continuamente la tradizione è sintomo di riconoscenza che, ad ora, l'avversario è più forte.
Che poi, parliamoci chiaro: se la Germania passasse il turno, sarebbe sta grande notizia? I tedeschi all'Europeo hanno fatto meglio di noi: 6 finali di cui 3 vinte. Delle 7 semifinali giocate, hanno perso solo nel 1988 contro l'Olanda. Noi siamo appena alla nostra terza semifinale europea... Quindi, mai come ora stiamo giocando in territorio tedesco. Nemmeno nel 2006 a Dortmund. Detto questo, è chiaro: l'Italia deve giocare come sa. Come ha fatto con l'Inghilterra, anche se i teutonici non staranno certo a guardare come i "leoni" inglesi. Con la consapevolezza, anche, di aver già fatto quello che ci si aspettava dalla gente. Di aver già raggiunto l'obiettivo: tutto quello che arriva da ora in poi, è tanto di guadagnato. Gli azzurri non torneranno a casa a pomodorate in faccia se stasera dovessero uscire a testa alta, anche se ci sarà qualche anti-italiano (o italiota, se preferite) che continuerà a dirne tante a questa bella Nazionale, che ha già dimostrato di essere tornata grande dopo le ceneri sudafricane, e che tra due anni sarà lì a giocarsi ancora un altro Mondiale, senza dover temere Danimarca e Repubblica Ceca nel girone eliminatorio. Quindi, l'Italia stasera dovrà giocare libera da ansie. Non abbiamo più nulla da perdere. La Germania ha tutto da perdere, e se non ci dovesse battere neanche oggi allora è ufficiale che non ci batteranno mai. Noi siamo qui, sperando di scrivere un'altra pagina di storia. Ce la giocheremo. Ricordando che siamo un popolo attaccato alle tradizioni... E allora: forza Azzurri! Gigi e Andrea, siamo nelle vostre mani (e piedi).
Post Scriptum: Quella di stasera è una vera e propria finale anticipata. Chi vince, vincerà l'Europeo. Chi ha visto ieri la Spagna, lo sa.
8 anni fa ... Semifinale - Finale
di Stefano Stradotto
Amici di Tuttoilcalcioblog.it eccoci arrivati all'ultimo appuntamento con l'amarcord di Euro 2004, che ci ha accompagnato in parallelo agli Europei di quest'anno attraverso le partite di 8 anni fa, i risultati delle stesse e sopratutto, per noi, i radiocronisiti che le hanno raccontate su Radio 1 Rai.
Innanzitutto integriamo la puntata precedentemente pubblicata, dedicata ai quarti di finale: vi avevamo offerto i quattro radiocronisti di quei quarti, aggiungiamo che Riccardo Cucchi ebbe come seconda voce per Portogallo-Inghilterra Livio Forma, mentre Emanuele Dotto per Repubblia Ceca-Danimarca ebbe al suo fianco Filippo Corsini, strappato in quella circostanza alla conduzione. Troverete queste integrazioni ovviamente anche nel post relativo.
Ed eccoci dunque alle ultime tre gare dell'Europeo portoghese. La marcia dei padroni di casa sembra incanalarsi nel solco della "favola", 2 a 1 sull'Olanda e finalissima raggiunta. Dall'altra parte è a sorpresa la Grecia ad imporsi sulla Repubblica Ceca con l'unico Silver Gol della storia dei Campionati Europei, siglato da Traianos Dellas. Si ripropone così, curiosamente, quella che era stata la gara inaugurale; Portogallo-Grecia è la finale di Euro 2004, tutto pronto per la festa lusitana, ma come ricordiamo l'incredibile si materializzò con la rete di Charisteas che fece impazzire una Nazione intera e gettò nella disperazione sportiva il Portogallo, che vide infrangersi il suo sogno proprio a un passo dal traguardo.
Su Radio 1 la semifinale fra Grecia e Repubblica Ceca fu l'occasione per ascoltare in cronaca da prima voce Bruno Gentili, per l'unica volta in quell'Europeo, dopo che l'attuale telecronista della Nazionale aveva come di consueto seguito lo sfortunato cammino degli Azzurri, affiancando Riccardo Cucchi. Proprio Cucchi raccontò le due sfide che videro protagonisti i portoghesi, la semifinale con l'Olanda e la finale con la Grecia, affiancato in entrambe le occasioni da Livio Forma.
Semifinali
mercoledì 30 giugno 2004 a Lisbona (Stadio Josè Alvalade) ore 20.45 Portogallo - Olanda 2 - 1
radiocronista : Riccardo Cucchi
seconda voce: Livio Forma
giovedì 1 luglio 2004 a Oporto (Estadio do Dragao) ore 20.45 Grecia - Repubblica Ceca 1 - 0 d.t.s. (silver gol)
radiocronista: Bruno Gentili
Finale domenica 4 luglio 2004 a Lisbona (Estàdio da Luz) ore 20.45 Portogallo - Grecia 0 - 1
radicronista: Riccardo Cucchi
seconda voce: Livio Forma
Chiudiamo il nostro tuffo nel passato con la classifica presenze (relativa unicamente alle presenze al microfono da prima voce):
Riccardo Cucchi 10
Livio Forma 6
Emanuele Dotto 5
Antonello Orlando 5
Tonino Raffa 4
Bruno Gentili 1
Si chiude qui "8 anni fa...". Un ringraziamento a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggerci in queste settimane per questo amarcord! Un caro saluto a tutti
Accadde oggi all'Euro - 28 giugno 2000
A Bruxelles si disputa la prima semifinale dell'XI campionato europeo della storia. Protagonisti, come a Marsiglia nel 1984, la Francia e il Portogallo. Anche qui, finale ai supplementari, ma con poco spettacolo e tante liti. Soprattutto, la rissa (ingiustificata) scatenata dai portoghesi per l'assegnazione del rigore (trasformato in golden-gol) alla Francia, nettissimo. Il 2-1 finale è siglato da Nuno Gomes, Henry e il rigore, appunto, di Zidane. Unico vero rimpianto portoghese, il colpo di testa di Abel Xavier preso “nonsisacome” da Barthez al 90'. Il 2 luglio successivo, poi, i francesi conquisteranno il secondo alloro europeo, due anni dopo la vittoria mondiale. Purtroppo a nostre spese...
Euro 2012: semifinali - 1
Pubblicato
mercoledì 27 giugno 2012
da Emanuele Pinto, rubrica:
Euro 2012,
Highlights Euro 2012
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E’ la Spagna la
prima finalista di Euro 2012. Le giubbe rosse infatti hanno raggiunto l’atto
conclusivo della manifestazione dopo un lungo duello contro il Portogallo.
Partita molto equilibrata con pochissime occasioni da ambo le parti ma con un
ritmo gara piacevole. Lusitani decisamente ben messi in campo ed infatti il
gioco degli spagnoli non è stato brillante nella consueta trama di passaggi.
Gli uomini di Del Bosque infatti hanno faticato a mettere in atto la propria
tattica perché i portoghesi hanno giocato molto corti provando a ripartire in
contropiede. L’equilibrio così ha dominato il match per novanta minuti e per
buona parte dei tempi supplementari. Solo alla fine del primo tempo aggiuntivo
e per buona parte della seconda mini frazione gli spagnoli sono riusciti ad
avere un leggero predominio che però non ha permesso di sbloccare il punteggio.
I portoghesi infatti stanchi per il ritmo tenuto per circa 100 minuti hanno
lasciato campo agli avversari senza rischiare molto, in due occasioni però l’intervento
di Rui Patricio, estremo giocatore lusitano, ha permesso di salvare la porta
degli uomini di Paulo Bento. La lotteria dei rigori si è aperta con una parata
per parte dei due portieri, Rui Patricio ha neutralizzato la conclusione di
Xavi Alonso, mentre Casillas ha parato il tiro di Moutinho. Poi tutti a segno,
ma l’errore di Bruno Alves, per lui palla sulla traversa, ed il seguente rigore
trasformato da Fabregas hanno permesso alla Roja di raggiungere la finale. Per
gli spagnoli si tratta della quarta finale nel campionato europeo (1964, 1984,
2008 e 2012), la seconda di fila. Il Portogallo invece manca l’opportunità di
tornare in finale in questa manifestazione per la seconda volta dopo l’europeo
perso in casa nel 2004 contro la Grecia. Gli spagnoli adesso aspetteranno la
vincente dell’altra semifinale, quella tra Germania e Italia.
Girone
A
8/6, Polonia-Grecia:
1-1
8/6, Russia-Repubblica
Ceca: 4-1
12/6, Grecia-Repubblica
Ceca: 1-2
12/6, Polonia-Russia:
1-1
16/6, Repubblica
Ceca-Polonia: 1-0
16/6, Grecia-Russia:
1-0
Classifica: Repubblica Ceca 6, Grecia e Russia 4, Polonia
2. (Repubblica Ceca e Grecia qualificate ai quarti di finale)
Girone
B
9/6, Olanda-Danimarca:
0-1
9/6, Germania-Portogallo:
1-0
13/6, Danimarca-Portogallo:
2-3
13/6, Olanda-Germania:
1-2
17/6, Portogallo-Olanda:
2-1
17/6, Danimarca-Germania:
1-2
Classifica: Germania 9, Portogallo 6, Danimarca 3, Olanda 0. (Germania e Portogallo
qualificate ai quarti di finale)
Girone
C
10/6, Spagna-Italia:
1-1
10/6, Irlanda-Croazia:
1-3
14/6, Italia-Croazia:
1-1
14/6, Spagna-Irlanda:
4-0
18/6, Croazia-Spagna:
0-1
18/6, Irlanda-Italia:
0-2
Classifica: Spagna 7, Italia 5, Croazia 4, Irlanda 0. (Spagna e Italia qualificate ai
quarti di finale)
Girone
D
11/6, Francia-Inghilterra:
1-1
11/6, Ucraina-Svezia:
2-1
15/6, Ucraina-Francia:
0-2
15/6, Svezia-Inghilterra:
2-3
19/6, Inghilterra-Ucraina:
1-0
19/6, Svezia-Francia:
2-0
Classifica: Inghilterra 7, Francia 4, Ucraina e Svezia 3. (Inghilterra e Francia qualificate
ai quarti di finale
In
caso di parità tra due o più squadre si considerano nell’ordine: 1) i punti negli
scontri diretti; 2) la differenza reti negli scontri diretti; 3) i gol
realizzati negli scontri diretti (quando c’è parità almeno tra tre squadre); 4)
la differenza reti generale; 5) i gol segnati nel gruppo; 6) la posizione nel
ranking Uefa; 7) la classifica fair-play; 8) il sorteggio.
Quarti
di finale
21/6, Repubblica
Ceca-Portogallo: 0-1
22/6, Germania-Grecia:
4-2
23/6, Spagna-Francia:
2-0
24/6, Inghilterra-Italia:
2-4 d.t.r. (0-0 d.t.s.)
Semifinali
Portogallo-Spagna:
4-2 d.t.r. (0-0 d.t.s.)
marcatori: Iniesta (S), Pepe (P), Pique (S), Nani (P), Ramos (S),
Fabregas (S).
errori: Xavi Alonso
(parato), Moutinho (parato), Alves (traversa).
28/6, Varsavia, ore
20.45: Germania-Italia
Finale
1/7, Kiev, ore
20.45: SPAGNA-vinc. Germania/Italia
Classifica
marcatori: Dzagoev
(Russia), Gomez (Germania), Mandzukic (Croazia) e Ronaldo (Portogallo) 3, Shevchenko
(Ucraina), Pilar (Repubblica Ceca), Bendtner (Danimarca), Fabregas (Spagna),
Torres (Spagna), Mellberg (Svezia), Jiracek (Repubblica Ceca), Krohn Delhi
(Danimarca), Ibrahimovic (Svezia), Salpingidis (Grecia) e Xavi Alonso (Francia)
2, Lewandowski (Polonia), Shirokov (Russia), Pavlyuchenko (Russia), Di Natale
(Italia), St. Ledger (Irlanda), Jelavic (Croazia), Lescott (Inghilterra), Nasri
(Francia), Gekas (Grecia), Blaszczykowski (Polonia), Pepe (Portogallo), Postiga
(Portogallo), Varela (Portogallo), Van Persie (Olanda), Pirlo (Italia), Silva
(Spagna), Menez (Francia), Cabaye (Francia), Carroll (Inghilterra), Walcott
(Inghilterra), Welbeck (Inghilterra), Karagounis (Grecia), Van der Vaart
(Olanda), Podolski (Germania), Bender (Germania), Navas (Spagna), Cassano
(Italia), Balotelli (Italia), Rooney (Inghilterra), Larsson (Svezia), Lahm
(Germania), Samaras (Grecia), Khedira (Germania), Klose (Germania) e Reus
(Germania) 1.
Appuntamento a
domani dopo la seconda semifinale.
Emanuele Pinto
Mai dire Tutto il calcio 5
Pubblicato
da RaiBobo, rubrica:
Mai dire Tutto il Calcio
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Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della comicità legata a Tutto il calcio e al mondo delle radio-telecronache.
Torna la voce di Giafranco Butinar in un ideale e pazza puntata di Tutto il calcio
Euronumeri (18) - Semifinale, Portogallo - Spagna
Amici e amiche di tuttoilcalcioblog.it, siamo giunti ormai ad un passo dalla finale di Euro 2012. Oggi Spagna e Portogallo scendono in campo per effettuare la prima semifinale. Il derby iberico, sentitissimo, oggi scriverà la pagina più importante della sua storia. Come fatto in occasione delle semifinali (e finali) di Sudafrica 2010, andiamo ad analizzare numericamente le squadre singole, per poi presentarvi le statistiche della partita.
Il Portogallo è alla quarta semifinale europea, la terza nelle ultime quattro edizioni: solo nel 2008 non ha centrato l'obiettivo, battuta dalla Germania ai quarti. Solo una volta, però, i lusitani hanno poi raggiunto la finale, nell'edizione casalinga del 2004. I portoghesi tornano tra le prime quattro di un grande torneo sei anni dopo il Mondiale di Germania. Il percorso europeo di Cristiano Ronaldo & C. parla di tre vittorie consecutive (3-2 alla Danimarca e 2-1 all'Olanda nel gruppo B; 1-0 alla Repubblica Ceca nei quarti) che hanno riscattato l'esordio con l'handicap (1-0 dalla Germania).
La Spagna è alla terza semifinale nelle ultime tre competizioni internazionali. Che diventano quattro aggiungendo, oltre a Euro 2008 e 2012 e Mondiale 2010, la Confederations Cup 2009. Numeri che testimoniano la crescita straordinaria di questa Nazionale, campione d'Europa e del Mondo in carica. Le Furie Rosse hanno sempre vinto la loro semifinale europea: è successo nel 2008, ma anche nel 1984 e nel 1964. In questo europeo, dopo il pari con l'Italia all'esordio, iberici sempre vincenti e senza mai subire gol: 4-0 all'Irlanda e 1-0 alla Croazia nel girone; 2-0 alla Francia nei quarti.
La partita: Portogallo - Spagna (Donetsk, ore 20.45) Il 17 novembre 2010, pochi mesi dopo la vittoria mondiale delle Furie Rosse, clamoroso successo portoghese per 4-0. E' questo il precedente più recente tra queste due formazioni, la cui sfida è naturalmente sentitissima e vede gli spagnoli in vantaggio per 34 vittorie a 7, con 15 pari. Agli Europei manca solo la vittoria dei Campioni del Mondo attuali: infatti è arrivato un pari (prima fase Francia 84, 1-1) e un successo lusitano (1-0 nella prima fase di Portogallo 2004, con la Spagna che pagò la sconfitta con l'eliminazione). L'ultima sfida in una competizione ufficiale è però più recente e risale al 29 giugno 2010: a Cape Town, in Sudafrica, successo per 1-0 della squadra di Del Bosque negli ottavi di finale del Mondiale, con gol di Villa al 63'.
Arbitro: Cakir (Turchia). Precedenti ai Campionati Europei: vittorie Portogallo 1, vittorie Spagna 0, pareggi 1. Ultima sfida agli Europei: Portogallo - Spagna 1-0 (Portogallo 2004).
Finiscono qui gli Euronumeri di oggi. Domani penultima puntata, di quelle pazzesche: c'è la seconda semifinale, c'è Germania - Italia.
Accadde oggi all'Euro - 27 giugno 1984
La Francia vince il torneo di casa, battendo per 2-0 in finale la Spagna (di nuovo in finale vent'anni dopo Madrid '64), grazie ai gol di Platini e Bellone. L'unica soddisfazione di una generazione di campioni che, forse, meritava almeno quanto la successiva generazione d'oro di Zinedine Zidane.
Serie D 2011-12: fine stagione
Pubblicato
da Emanuele Pinto, rubrica:
L'angolo della D
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Ultimo
appuntamento della nostra stagione di resoconti e notizie. I campionati sono
arrivati alla conclusione, si sono disputati tutti gli spareggi, si sono
completati i quadri. Sono 168 le società che hanno acquisito il diritto ad
iscriversi al prossimo campionato di Serie D, ma da oggi alla definizione degli
organici, agli eventuali, ma in verità improbabili, ripescaggi,
all’accoglimento di eventuali istanze di iscrizione derivanti da assai
probabili fallimenti nelle serie superiori, ancora ci vuole del tempo. Anche il
format del torneo è indefinibile, può ricalcare quello dello scorso anno, nel
caso in cui rimanga inalterato il numero dei partecipanti, può aumentare il
numero dei gironi nel caso in cui dovessero aumentare le squadre, o rimanere il
numero di nove gironi aumentando il numero delle squadre. Rimaniamo in attesa
delle decisioni e per il momento ci limitiamo a darvi l’elenco delle 168
società che si presentano ai nastri di partenza. Abbiamo evidenziato in rosso
le neopromosse fra le quali abbiamo nomi di rilievo (Potenza, Bisceglie, Città
di Messina, Lucca, Maceratese, Massese, Trento) assolute novità (Casacastalda,
Città de la Cava, Ribera, Castenaso). In verde abbiamo invece le retrocesse
dalla Seconda Divisione.
1-Acireale, 2-Acqui,
3-Adrano, 4-Agropoli, 5-Alzano Cene, 6-Amiternina, 7-Ancona (-8), 8-Anziolavinio, 9-Arezzo,
10-Ars Labor Grottaglie, 11-Arzachena, 12-Asti, 13-Astrea, 14-Atessa V.d.S., 15-Atl.Pro
Piacenza, 16-Atletico Potenza, 17-Atletico
Trivento, 18-Aurora Seriate, 19-Bagnolese, 20-Bastia,
21-Battipagliese, 22-Belluno, 23-Bisceglie, 24-Bogliasco,
25-Borgosesia, 26-Bra, 27-Budoni, 28-Camaiore, 29-Campania
Piscinola, 30-Caratese, 31-Caravaggio, 32-Caronnese,
33-Carpenedolo, 34-Casacastalda, 35-Casertana, 36-Castel Rigone, 37-Castellana, 38-Castenaso, 39-Celano Olimpia,
40-Cerea, 41-Chiavari Caperana, 42-Chieri, 43-Città de
la Cava, 44-Città di Brindisi, 45-Città di Marino, 46-Città di Messina, 47-Civitanovese, 48-Civitavecchia,
49-Clodiense, 50-Delta Porto Tolle, 51-Derthona,
52-Deruta, 53-Ebolitana, 54-Este, 55-Fersina Perginese, 56-Fidene, 57-Fidenza, 58-Fiesole Caldine, 59-Flaminia Civita Castellana, 60-Forcoli,
61-Formigine, 62-Fortis Trani, 63-Francavilla Sinni
(PZ), 64-Giorgione, 65-Gozzano, 66-Internapoli, 67-Irsinese, 68-Ischia, 69-Isernia,
70-Isola Liri, 71-Jesina,
72-Kras Repen, 73-Lanciotto, 74-Lavagnese, 75-Lecco, 76-Legnago, 77-Liberty
Monopoli, 78-Licata, 79-Lucca, 80-Lupa Frascati, 81-Maceratese,
82-Mapello, 83-Massese, 84-Messina, 85-Mezzocorona,
86-Mezzolara, 87-Montalto Uffugo, 88-Montebelluna,
89-Montichiari, 90-Nardò, 91-Naviglio
Trezzano, 92-Neapolis, 93-Nissa, 94-Noto, 95-Novese,
96-Nuova Cosenza, 97-Nuova Pro Sesto, 98-Nuvla
Felice, 99-Olginatese, 100-Olympia Agnonese, 101-Ostia
Mare, 102-Palazzolo, 103-Palestrina, 104-Pianese, 105- Pierantonio, 106-Pistoiese, 107-Pizzighettone,
108-Pomigliano, 109-Ponte San Pietro, 110-Pontevecchio, 111-Pordenone, 112- Porto Torres, 113-Pro Imperia, 114-Progetto
S.Elia CA, 115-Ragusa, 116-Real
Vicenza, 117-Recanatese, 118-Renato Curi Angolana, 119-Ribera, 120-Riccione, 121-Rosignano, 122-Rudianese,
123-S.Angelo Lodigiano, 124-S.Antonio Abate, 125-Sacilese,
126-Sambenedettese, 127-Sambiase, 128-Sambonifacese,
129-San Cesario, 130-San Donà Jesolo, 131-San Giorgio, 132-San Miniato Tuttocuoio, 133-San
Nicolò, 134-San Paolo Padova, 135-Sansepolcro, 136-Santhià, 137-Sanvitese, 138-Sarnese,
139-Savoia, 140-Scandicci, 141-Selargius, 142-Seregno,
143-Serre, 144-Sestri Levante, 145-Sora, 146-Sporting
Terni, 147-Sporting Trestina, 148-Tamai, 149-Termoli,
150-Todi, 151-Torres, 152-Trento,
153-Trissino, 154-Turris, 155-Union Quinto, 156-Valenzana, 157-Verbania,
158-Verbano, 159-Vibonese, 160-Villavernia, 161-Virtus
Casarano, 162-Virtus Castelfranco, 163-Virtus Pavullese, 164-Virtus Vecomp, 165-Vis
Pesaro, 166-Viterbese, 167-Voghera, 168-Voluntas Spoleto.
Qualche notizia intanto sulle panchine della
nuova Serie D: Sergio Porrini sarà il nuovo allenatore del Ponte San Pietro;
alla Sanvitese arriva Giovanni Esposito; la Bagnolese prende come tecnico il
nigeriano Olorunleke. Stefano Calderini dopo avere portato in D il
Fiesolecaldine va allo Scandicci. Angelo Galfano approda al Noto dopo aver
diretto con buon profitto il Palazzolo. Gianluca Luppi allenerà il Mezzolara,
mentre il neopromosso Lucca si affida a Luciano Bruni. Il Bisceglie,
neopromosso conferma Nicola Ragno. Conferme alla Civitanovese del DG Cabrini e
del mister Cornacchi; conferme anche per Cortellazzi del neo promosso S.Angelo.
Gentilini allenerà l’Ancona, mentre il Fidenza conferma Baratta. Alla
Recanatese va Baldarelli, mentre all’Olginatese Delpiano. Balbo allenerà
l’Arezzo. Ritorno di Mezzanotti al Sansepolcro, mentre al Castel Rigone va
Bocchini. Il Todi ingaggia Massimo Carli. Il neo promosso Ragusa prende
Anastasi, che al Palazzolo viene sostituito da Cacciola. Il Nuovo Potenza
ingaggia Pirone, mentre il San Nicolò prende De Amicis.
Per il momento è tutto, adesso la nostra
rubrica va in vacanza assieme al suo redattore che vi ringrazia per l’affetto
con il quale l’avete seguito, vi augura buone vacanze e vi rimanda agli inizi
del mese di agosto, per presentarvi la nuova stagione. Un caro saluto.
Francesco Pinto
Palla in rete 3: Più eventi meno parole
Pubblicato
martedì 26 giugno 2012
da RaiBobo, rubrica:
Palla in rete
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di Massimo Raibobo Verona (raibobo@tuttoilcalcioblog.it)
Puntata n° 3 - Più eventi meno parole
Alla fine siamo in semifinale.
E ci arriviamo dopo una partita convincente. Ma io non sono qui a fare dissertazioni tattiche o commenti sulle scelte di Prandelli.
Quello che fa specie in queste occasioni, che capitano ogni due o quattro anni è vedere come il paese più litigioso al mondo riesca a unirsi (o tenti populisticamente di farlo) sotto un unico vessillo. C'è da esserne orgogliosi.
Come mia buona tradizione quando gli azzurri vanno ai calci di rigori in una competizione da dentro o fuori le immagini per me non hanno più senso. Anche domenica, come in ogni occasione di questo tipo, ho inforcato gli auricolari e seguito i momenti palpitanti dei penalty con l'ausilio di Radio 1 e le voci di Cucchi, Repice e Monaco.
Forse rispetto a illustri precedenti (Germania 2006 e Euro 2008) si è urlato leggermente di più ma l'emozione è sempre la stessa. E pensando che dalla prossima edizione le immagini potrebbero essere solo pay, consiglio ai lettori di prepararsi a prendere abitudine con la frequenza di Radio 1, sempre che non ci tolgano anche i diritti radiofonici.
Sì, perché questa settimana un altro pilastro della Tv pubblica italiana è caduta con la perdita dei diritti della Formula 1. Il mio parere sulla diatriba sport free - sport pay lo conoscete già, e da qualche punto di vista può essere un'occasione. Finchè la radio non sarà soggetta a queste balzane logiche di mercato si potrebbe rivalutarne il ruolo, in una visione all news - all events, con una descrizione degli eventi tanto dettagliata nei fatti quanto povera di quei commenti e di quei luminari stile Zazzaroni o Varriale.
Non me ne vogliano quest'ultimi, nulla di personale, ma forse il grande errore, il motivo delle critiche nella gestione dell' Euro-Rai è stata la volontà di continuare con lo schema delle chiacchere. Se le tv pay o la radio hanno sorpassato lo schema Rai Sport è stato grazie ai fatti, al minuzioso e da un certo punto di vista minimale racconto degli accadimenti.
Temo sia troppo tardi per recuperare, anche perchè ora mancano i soldi sui cui fondare una nuova politica di tv sportiva. Ai tele-radio ascoltatori free però il consiglio è di non demordere, perchè sono convinto come sempre che il periodo in cui la tanto bistrattata azienda televisiva di stato tornerà in auge non è poi così distante.
Hit Parade Euro 2012: Quarti di finale
di Alessandro Atti
Iniziamo questa puntata deidcata ai quarti di finale correggendo un errore relativo al terzo turno: sono 15 i gol raccontati da Enzo Del Vecchio e non 13.
Quindi momentaneamente è ancora lui il cronista capocannoniere. Entriamo ora nel dettaglio del 4° turno ricordando che quando la vittoria arriva ai supplementari vengono assegnati 2 punti e 1,5 se la vittoria arriva ai rigori ( anche se il segno è sempre X). Continua il tabù X per Giuseppe Bisantis mentre a Delvecchio manca giusto un X per completare il secondo giro di segni. Con Dotto continua il tabù del segno 2 mentre Cucchi torna a essere Mr. X.
Ecco la classifica
| punti | gol | Presenze | Media punti | Media gol | ||
| 1 | Bisantis | 18 | 16 | 6 | 3 | 2,67 |
| 2 | Del Vecchio | 15 | 16 | 5 | 3 | 3,2 |
| 3 | Scaramuzzino | 12 | 10 | 4 | 3 | 2,5 |
| 4 | Dotto | 11 | 15 | 5 | 2,2 | 3 |
| 5 | Delfino | 10 | 8 | 4 | 2,5 | 2 |
| 6 | Cucchi | 7,5 | 14 | 5 | 1,5 | 2,8 |
| 7 | Repice | 6,5 | 12 | 4 | 1,625 | 3 |
| 8 | Monaco | 6,5 | 12 | 4 | 1,625 | 3 |
I 6 calci di rigore raccontati da Cucchi, Repice e Monaco hanno alzato notevolmente la loro media gol e ricompattato il gruppo per quel che riguarda i gol raccontati/commentati. Questa graduatoria sarà influenzata anche dalla partenza del Tour de France che ci priverà probabilmente di uno tra Dotto e Scaramuzzino (come ha detto Cucchi entrambi seguiranno il tour dandosi il cambio a meta della kermesse).


























