giovedì 5 gennaio 2012

Amarcord Speciale 31: Un ricordo di Enzo Bearzot


di Marcello Franciò
Il primo numero del 2012 vuole ricordare una persona speciale del nostro calcio, scomparso appena un anno fa: Enzo Bearzot. All'indomani di un nuovo scandalo che infanga e deturpa il nostro calcio, la cristallinità di "un uomo vero" come Bearzot si fa sentire, eccome. Affido alla penna di mio padre, Domenico Franciò, il ricordo del commissario tecnico che ci fece vincere con la sua serietà e caparbietà il terzo titolo mondiale. Buona lettura e auguri di buon anno a tutti


Enzo Bearzot, un uomo vero

Sul commissario tecnico della nazionale Enzo Bearzot, scomparso un anno fa nella commozione generale, vorrei fare una rapida riflessione. Osservo anzitutto che la parola più usata, in quella circostanza, per definirne la personalità è stata quella – non certo consueta e non certo in linea con questi nostri tempi – di ‘galantuomo’. Galantuomo, cioè persona onesta, sincera, leale, di cui ci si può fidare e – nel caso – a cui ci si può tranquillamente affidare. Una persona ‘per bene’, detto con altra parola: e proprio con questa sarebbe tanto piaciuto a Bearzot essere ricordato. Da una interessante, e amorosa, biografia-intervista di Gigi Garanzini edita nel ’97 apprendiamo che Bearzot era convinto che il suo fosse un mestiere «atipico ed estremamente empirico», che compito fondamentale dell’allenatore fosse quello di costruire anzitutto il ‘gruppo’, ossia un insieme solidale ed affiatato: preziosa e insostituibile risorsa, di cui altri avrebbe fatto un uso sciagurato. Un sano empirismo dunque lo portava a diffidare del calcio tutto di testa, asservito all’esatta applicazione automatica, perfino ossessiva, di schemi e controschemi. La partita per lui doveva essere invece – ecco l’idea geniale – «come un pezzo di jazz», musica che vuole, come è noto, interpretazioni sempre nuove e rinnovate. Ciascuno suona, sì, il proprio strumento, ma su una base armonica comune e sui tempi di fondo dettati dal ‘regista’: il tutto a confluire nell’assolo, emozionante e risolutivo, del solista. Lo spartito, mai fisso, adattato, volta per volta, al tema musicale, ossia all’avversario di turno. Calcio perciò tutt’altro che difensivo, bilanciato com’era tra una solida intelaiatura collettiva e il vibrare creativo di estri e spunti individuali (il pensiero corre veloce, più che al trionfale ’82, al preparatorio e anch’esso indimenticabile ’78). Dell’uomo Bearzot, nutrito, fra l’altro, di cultura classica – Orazio era il suo autore preferito –, vengono subito in mente una ruvida ma efficace comunicativa, una non comune capacità di ascolto, un geloso sentimento della dignità personale. E se queste qualità umane sono chiaramente percepibili, o intuibili, quando si è nel pieno del vigore, tanto più, e maggior ragione, sono da apprezzare quando si passa nel cono d’ombra della quotidianità. Al clamore e al luccichio, spesso futile e spocchioso, dei palcoscenici televisivi, Bearzot preferì, con scelta radicale, la vita appartata degli affetti, familiari e amicali. In una società infarcita da melensi parolai, di urlatori insultanti e scalmanati, di esibizionisti sfrontati e privi di ogni grazia, Bearzot ha fornito un esempio di umanità discreta, dignitosa, forte: cioè, in ultima analisi, di autenticità. I grandi uomini hanno il potere, un po’ misterioso in verità, di una contagiosa irradiazione educativa. Cui soltanto un evento irreversibile come la morte può mettere il sigillo dell’esemplarità, consegnandola alla incondizionata stima e al rimpianto di tutti.
Domenico Franciò
domenicofrancio.blogspot.com

0 commenti:

TICB Tv

NOTA

Questo non è il sito ufficiale della trasmissione ma solo una comunità di appassionati.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Le informazioni contenute in questo blog, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. Gli autori di tuttoilcalcioblog.it si riservano pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso.
Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy e, in ogni caso, ritenuti inadatti ad insindacabile giudizio degli autori stessi.
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.
Gli autori del blog non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.