Delfino imprendibile al Simulatore Ferrari!
di Marco D'Alessandro - Veloce al microfono nelle sue radiocronache, veloce in pista: sia in quella dei Kart riservata agli inviati per i Gran Premi (ve ne avevamo accennato qualche settimana fa), sia in quella virtuale. E parliamo proprio di ciò che è avvenuto lo scorso Mercoledì 20 Dicembre, in quel di Maranello, dove si è tenuta la tradizionale festa natalizia della Ferrari, conclusasi, tra l'altro, con il tradizionale cenone tra il presidente Montezemolo e i giornalisti, come sempre a base di tortellini in brodo.
Il "nostro" Giulio si è distinto, qualche ora prima, in una particolare sfida tra i giornalisti presenti (non solo italiani) all'interno della F10 (monoposto con cui Alonso sfiorò l'iride nel 2010) e guidata attraverso il simulatore costruito dalla AllInSports su licenza Ferrari. E' il simulatore B, usato dai giovani piloti del driver accademy.
Era la prima volta che dei giornalisti sono stati coinvolti in questa affascinante sfida: 5 giri consecutivi sulla virtuale pista di Fiorano, ma fedelmente riprodotta.
Difficile l'avvio, perchè ovviamente non è certo facile prendere subito confidenza con una così realistica riproduzione di guida nel "domare la belva", con il cambio vero da controllare attraverso un vero volante.
Ma al fuoriclasse che non t'aspetti, ecco che 5 giri possono bastare per fare segnare il miglior tempo della sessione: 1' 3'' e vittoria proprio per Giulio Delfino. Proprio la quinta e ultima tornata fa segnare il tempone che, pensate un pò, avvicina di 3 secondi il miglior crono di un certo Fernando Alonso.
Premio per i primi tre classificati, l'ulteriore emozione e soddisfazione di mettere le mani sul simulatore autentico e ufficiale con cui i piloti e collaudatori del Cavallino Rampante sono chiamati ai loro abituali test, tra cui Andrea Bertolini, tutor per l'occasione e "incredulo" dalla prestazione del radiocronista di Radiouno.
E per rendergli omaggio, vi mostriamo proprio le immagini del vincente quinto giro al simulatore che Giulio ci ha generosamente voluto concedere e che ringraziamo.
Per rendervi conto della sensibilità di guida, fate attenzione a come Giulio tiene il controllo del volante. Il giro comincia sul rettilineo in cui alla vostra destra vedrete i box (ai 20 secondi del video seguente) e termina poco prima che si senta un "eeeeeehhhh!" di stupore da parte di Carlo Vanzini (Sky) a sottolineare il gran tempo, sancito poi dalla voce di Luca Colajanni ("best lap of the season!"), direttore dell'ufficio stampa Ferrari e organizzatore di questa divertente "corsa".
Complimenti Giulio!
Stadi d'Italia: ORESTE GRANILLO di Reggio Calabria
Buon Natale
Da RaiBobo.it e dalla Redazione di Tuttoilcalcioblog gli auguri di un sereno Natale!
Le pubblicazioni ripartono quanto prima...
Quei favolosi anni 90 - Episodio 67
Nell'amarcord anni '90 di Tuttoilcalcioblog, questa settimana riflettori puntati sullo sci di fondo, sport di stagione, andando a rivivere la memorabile vittoria di Silvio Fauner nella 50Km Tecnica Libera ai campionati mondiali di Thunder Bay del 1995.
Riviviamo le ultimissime fasi di quella gara con la radiocronaca di uno dei volti piu noti dell'attuale RaiSport: Andrea Fusco, attuale conduttore delle serate Champions, nonche voce televisiva della ginnastica. Fu una radiocronca particolare, quella di Andrea Fusco, realizzata non dalla cabina radio ma direttamente dal traguardo; i piu' attenti ascoltatori potranno ascoltare in sottofondo, durante una concitata intervista a Fauner (in cui al nostro Fusco scappa un "non mi spingere BIP") , anche la voce di Carlo Gobbo, che curava le interviste televisive.
Con questo appuntamento anche "Quei favolosi anni 90" va in vacanza, cosi come per le "scalette del passato", sarà una vacanza un po piu lunga del solito; il prossimo appuntamento infatti è per venerdi 3 febbraio 2012. Da parte di chi scrive, l'augurio a tutti i nostri lettori, di un sereno Natale.
Il pagellone: Cin Cin Juve e Milan!!
Gentili lettori ben ritrovati, ritorna il pagellone per commentare il turno infrasettimanale valevole come recupero della prima giornata, 16esima effettiva, del campionato di Serie A. Solo 0-0 nel big match tra Udinese e Juventus con i torinesi in testa alla classifica assieme al Milan vittorioso a Cagliari. Volano Inter, Napoli e Roma, mezzo stop per la Lazio. Ora la sosta natalizia.
Partiamo dal clou della giornata, la sfida UDINESE (5,5)-JUVENTUS (5,5) terminata in parità con uno 0-0 assai scialbo, si direbbe che la montagna ha partorito il topolino, ci si aspettava molto di più da ambo le formazioni ma sia la buona organizzazione tattica e l'alta posta in palio hanno bloccato il match. Juve propositiva nella prima parte di gara, Udinese rinunciataria e bassa per ingabbiare i torinesi che hanno mostrato un'ottima solidità in campo, soprattutto difensiva senza farsi sorprendere dai rari tentativi di contropiede dell'Udinese che ha giocato meglio la seconda parte ma forse ha pensato troppo all'avversario snaturalizzandosi. Dicevamo della bella prova della difesa juventina al pari di quella friulana (la migliore del torneo), bene Pirlo, Marchisio il più pericoloso, Pepe un po' fuori dal coro, Matri (5) non l'ha mai vista mentre Quagliarella (6) ha fatto meglio del compagno in pochi minuti. Conte ha provato anche a modificare l'attacco ma non c'è stato nulla da fare, tanto gioco in mezzo al campo ma è mancato l'ultimo passaggio per andare a concludere in porta. L'Udinese ha rinunciato al suo gioco e alla sua velocità, Di Natale (5) inconcludente e deludente. Alla fine è un punto positivo per entrambe, l'Udinese chiude al terzo posto e imbattuta in casa, la Juventus chiude in testa alla classifica e imbattuta totalmente. Siamo sinceri, non avremo mai pensato che entrambe avrebbero mangiato il panettone con questi risultati.
Passiamo al MILAN (7) che ha battuto il CAGLIARI (4) per 2-0 nella più facile delle partite. Pronti via e subito 1-0, da quel momento non si è più giocato con un Cagliari troppo arrendevole e a rischio B se Cellino non comprerà una punta (perché non cercare un bel Pippo?), Milan troppo forte per i sardi e così la partita si è trasformata in una lenta agonia per i padroni di casa e in un torello di fine anno per la neo capolista che non vedeva l'ora di andare in vacanza. Come al solito Ibrahimovic (7) ha timbrato il cartellino offrendo l'unico spettacolo della serata. Se la Juve fa paura, beh il Milan non scherza.
Delusione per la LAZIO (5) che non è andata oltre lo 0-0 contro un ottimo CHIEVO (6,5) che avrebbe sicuramente meritato di sbancare l'Olimpico. Laziali salvati da super Bizzarri (8) che ha parato l'impossibile. Lazio improduttiva in tutti i reparti, Hernanes (4,5) inesistente, attacco mai in grado di mettere la palla in rete. Forse un piccolo calo fisico per una squadra che ultimamente ha giocato troppo ottenendo grandi soddisfazioni.
Eccoci alla bella INTER (7,5) che ha liquidato il LECCE (4) per 4-1 portando a 4 le vittorie consecutive che hanno consentito ai nerazzurri di scalare posizioni in classifica a dispetto delle previsioni iniziali. Questa volta la squadra ha giocato molto bene producendo un dominio all'avversario con 4 reti, 4 legni e altre occasioni sciupate, e pensare che il Lecce si era portato in vantaggio. Bravo Ranieri (7) che ha saputo ritrasmettere alla squadra le giuste motivazioni, ha saputo rischiare con la formazione iniziale e come gli capita spesso ha preso in pieno i cambi inserendo Cambiasso e Milito finiti in panchina per lo spento Faraoni e per un buon Forlan. Ottima prova di Alvarez (7,5) uomo gol e uomo assist, devastante Nagatomo (7,5) sulla fascia di sinistra e non solo peri i due assist, quando corre sembra che lo faccia a doppia velocità e non lo ferma nessuno. I nerazzurri possono sempre contare su un grande Julio Cesar e su Maicon in attesa di Sneijder che dovrebbe portare la squadra a fare il salto di qualità sognando la scalata alla vetta della classifica o quantomeno per la Champions League. Piccola annotazione per le troppe occasioni concesse all'avversario, situazioni viste anche nelle precedenti partite e che dovranno essere migliorate.
NAPOLI (10) impressionante contro il GENOA (1) letteralmente rullato dai partenopei che hanno riscattato la sconfitta di domenica. 6-1 che non lascia storie, tutti da promuovere con voti altissimi e finalmente la squadra ha dato un segnale importante anche in campionato mettendo la testa a posto e dimostrando il suo vero valore. Forse il miglior Napoli della stagione e al Genoa è andata anche bene viste le innumerevoli occasioni sprecate da Cavani e c. Per i tifosi azzurri è stato un bel cinepanettone.
Infine la travolgente ROMA (8) che liquidato il BOLOGNA (4) per 2-0. Il risultato sarebbe potuto essere come quello del S. Paolo e il Bologna ringrazia. E' stata la Roma più bella della stagione, la più vicina all'idea di L. Enrique (7,5) con tutti che attaccano e tutti che difendono, voti alti per tutti e classifica che invita a dare un senso importante alla stagione. E non dite che è una Roma italiana perché ieri si è visto molto di spagnolo, non dite che L.E. ha rispolverato la vecchia guardia perché i nuovi sono sempre più dei vecchi e Taddei e Totti giocano in ruoli diversi dal passato. E che Luis mangi pure il torrone.
MIGLIOR SQUADRA: NAPOLI
PEGGIOR SQUADRA: GENOA
SPECIAL ONE: BIZZARRI
SPECIAL FLOP: Tutto il Genoa
SPECIAL GOL: CATELLANI
A voi tutti l'augurio di un Buon Natale e di un sereno 2012
Davide Serusi
Tutto il calcio 2011-2012 n° 36
Tutto il calcio Serie A
Giornata 1 - Recupero
(Mercoledì 21/12 ore 20.45)
Conduce: Alfredo Provenzali
In studio: Paolo Zauli
CP Lazio - Chievo Verona Riccardo Cucchi
2 Inter - Lecce Emanuele Dotto
3 Napoli - Genoa Carlo Verna
4 Bologna - Roma Giovanni Scaramuzzino
5 Parma - Catania Tonino Raffa
6 Novara - Palermo Livio Forma
7 Atalanta - Cesena Antonio Monaco
Anticipi
Siena - Fiorentina (Martedì 20/12 ore 18.00)
Radiocronista: Giulio Delfino
Seconda voce: Antonello Brughini
Cagliari-Milan (Martedì 20/12 ore 20.45)
Radiocronista: Giuseppe Bisantis
Seconda voce: Andrea Coco
Udinese - Juventus (Mercoledì 21/12 ore 18.00)
Radiocronista: Francesco Repice
Seconda voce: Tarcisio Mazzeo
Serie A Tim 2011-12: rec. 1^ giornata
Le scalette del passato 73
La stagione 1996-97 si chiude con la delusione europea della Juventus che vede infrangersi in finale il sogno di conquistare la Champions League; nella finale di Monaco di Baviera, commentata da Riccardo Cucchi ed Ezio Luzzi, sono i tedeschi del Borussia a salire sul tetto d'europa vincendo per 3-1 con doppietta di Riedle e gol di Ricken inframezzati dal provvisorio 2-1 di Del Piero.
La Juventus si consola con lo scudetto, vinto con due soli punti di vantaggio sul Parma di Carlo Ancelotti; Juventus e Parma si sono guadagnate cosi la partecipazione alla prossima Champions League. In Coppa Uefa si sono qualificate Inter, Lazio, Udinese e Sampdoria mentre sono retrocesse in serie B Cagliari (dopo uno spareggio Piacenza), Perugia, Verona e Reggiana. Dal campionato cadetto sono state promosse nella massima serie il Brescia vincitore del torneo assieme ad Empoli, Lecce e Bari mentre sono retrocesse in terza serie Cosenza, Cesena , Palermo e Cremonese.
Il verdetto più sorprendete della stagione è venuto dalla Coppa Italia, vinta dalla matricola Vicenza allenata da Francesco Guidolin; i biancoazzurri si sono guadagnati cosi la partecipazione alla prossima Coppa delle Coppe.
Non brillante il finale di stagione della Nazionale, che ha partecipato ad un quadrangolare di alto livello in Francia assieme ai padroni di casa, al Brasile ed all'Inghilterra; un torneo con la formula del tutti contro tutti nel piu classico dei gironi all'italiana, che ha visto la vittoria finale dell'Inghilterra e con l'Italia che ha raccimolato 2 pareggi ed una sconfitta.
Per quanto riguarda la nostra cara vecchia radio, due sono gli eventi da segnalare in questo finale di stagione; l'esordio in "Tutto il calcio" di colui che tutt'ora è corrispondente apprezzatissimo da Palermo, ovvero ROBERTO GUELI, e la prima volta di una partita benefica in diretta. Ezio Luzzi, assieme a due icone di RadioUno quali Michele Mirabella ed Enrica Bonaccorti, ha seguito e commento "La partita del cuore" 1997.
radiocronista: RICCARDO CUCCHI
seconda voce: EZIO LUZZI
radiocronista: BRUNO GENTILI
tribuna stampa: CARLO VERNA
2 Piacenza - Perugia 2-1 BRUNO GENTILI
3 Milan - Cagliari 0-1 ANTONELLO ORLANDO
4 Roma - Udinese 0-3 GIULIO DELFINO
5 Verona - Parma 1-2 TONINO RAFFA
6 Juventus - Lazio 2-2 FEDERICO CALCAGNO
7 Napoli - Vicenza 1-0 CARLO VERNA
8 Sampdoria - Fiorentina 1-1 PAOLO PAGANINI
9 Reggiana - Atalanta 0-3 PIERPAOLO CATTOZZI
MERCOLEDI 4 GIUGNO 1997 QUADRANGOLARE DI FRANCIA (1a giornata)
Inghilterra - Italia (a Nantes) 2-0
radiocronista: RICCARDO CUCCHI
seconda voce: BRUNO GENTILI
tribuina stampa: EZIO LUZZI
radiocronista : EZIO LUZZI
bordo campo: MICHELE MIRABELLA
bordo campo: ENRICA BONACCORTI
2 Lecce - Torino 1-0 ENZO DEL VECCHIO
3 Foggia - Bari 1-1 CARLO VERNA
4 Castel di Sangro - Pescara 2-1 ANTONELLO ORLANDO
5 Ravenna - Genoa 1-1 FEDERICO CALCAGNO
6 Reggina - Brescia 1-1 TONINO RAFFA
7 Lucchese - Cremonese 4-2 FILIPPO CORSINI
8 Padova - Cosenza 1-1 GIANNI DECLEVA
9 Palermo - Chievo 3-1 ROBERTO GUELI
10 Venezia - Salernitana 1-1 MAURO CARAFA
radiocronista: RICCARDO CUCCHI
seconda voce: BRUNO GENTILI
radiocronista: RICCARDO CUCCHI
seconda voce: BRUNO GENTILI
tribuna stampa: EZIO LUZZI
DOMENICA 15 GIUGNO 1997 SERIE A (Spareggio salvezza) SERIE B (38a giornata) SERIE C (spareggi promozione)(in azzurro lo spareggio salvezza di serie A, in verde le partite di C)
3 Cesena - Lecce 0-3 BRUNO GENTILI
4 Genoa - Palermo 4-1 ANTONELLO ORLANDO
5 Cremonese - Empoli 0-1 TONINO RAFFA
Cosenza - Lucchese 1-1 STUDIO
Pescara - Padova 1-2 STUDIO
Torino - Ravenna 0-4 STUDIO
Brescia - Venezia 3-1 STUDIO
Salernitana - Reggina 1-3 STUDIO
Ed ora, come di consueto accade in questi casi, andiamo a vedere la classifica delle presenza dei nostri radiocronisti:
- RICCARDO CUCCHI 79 (1 volta in studio)
- BRUNO GENTILI 68
- EZIO LUZZI 60 (8 volte in studio)
- LIVIO FORMA 53
- GIULIO DELFINO 50 (29 volte in studio)
- ALFREDO PROVENZALI 47 (40 volte in studio)
- EMANULE DOTTO 46
- ANTONELLO ORLANDO 43 (1 volta in studio)
- TONINO RAFFA 43
- CARLO VERNA 34
- FEDERICO CALCAGNO 27
- ENZO DEL VECCHIO 26
- GIOVANNI STEFANI 18
- ANDREA COCO 16
- PAOLO PAGANINI 13
- ANTONIO MONACO 13
- SANTI TRIMBOLI 12
- MAURIZIO ISITA 8 (sempre in studio)
- FRANCESCO PANCANI 8
- ENNIO BELLUCCI 7
- GIANFRANCO MAZZONI 6
- STEFANO TURA 6
- MAURO CARAFA 6
- GIANFRANCO COPPOLA 5
- TARCISIO MAZZEO 5
- MICHELE PERAGINE 5
- LUCA SALERNO 5
- NANNI BESOSTRI 5
- GIANCARLO ROSSI 4 (1 volta in stusio)
- FILIPPO CORSINI 4 (1 volta in studio)
- GIOVANNI MARZINI 4
- PIERPAOLO CATTOZZI 3
- con 2 presenze: ALFREDO GONELLA, MARCELLO PARIS, GIANNI PIETROSANTI, MARCELLO FAVALE, RINO GIUSA, STEFANO EDEL
- con 1 presenza: TINO ZAVA, MONICA BUSETTO, GIANNI NIZZERO, NICOLETTA GRIFONI, MARCELLO LAZZERINI, FRANCO COSTA, PAOLO ZERBINI, ENRICA BONACCORTI, MICHELE MIRABELLA, GIANNI DECLEVA, ROBERTO GUELI.
E con la classifica delle presenza si chiude il 2011 di questa rubrica che vi da appuntamento, dopo una lunga sosta invernale, a giovedi 2 Febbraio 2012.
Un passo nella storia - Episodio 63
di Roberto Pelucchi
Il 1954 è un anno importante per la Rai: dopo un lunga sperimentazione, il 3 gennaio 1954 cominciano le trasmissioni televisive. Ma la radio è sempre la radio, è una passione che non passa. Ecco il palinsesto sportivo di domenica 20 giugno 1954, durante il Mondiale di calcio in Svizzera.
PROGRAMMA NAZIONALE
ORE 12.15 radiocronaca della Milano-Taranto motociclistica
ORE 16.30 Italia-Belgio per il Mondiale di calcio, radiocronista Nicolò Carosio (per la tv i telecronisti furono Vittorio Veltroni e Carlo Bacarelli)
ORE 18.45 resoconti sportivi
ORE 19.45 La giornata sportiva
ORE 23.15 trasmissione sul Mondiale di calcio di Eugenio Danese e Nando Martellini
SECONDO PROGRAMMA
ORE 11.45 Sala stampa sport
ORE 20 Radiosera. All'interno commenti e interviste sul Mondiale di calcio
ORE 22.45 Domenica Sport
Nel 1954 il Giro d'Italia fu seguito da Mario Ferretti, Nando Martellini e Sergio Zavoli. L'anno successivo si aggiunse alla squadra anche Adone Carapezzi.
PROGRAMMA NAZIONALE
ORE 11 servizio speciale
ORE 13 e 14 notizie nel Giornale Radio
ORE 17 circa radiocronaca dell'arrivo
ORE 18,45 ordine di arrivo
ORE 20,30 notizie in Radiosport
SECONDO PROGRAMMA
ORE 13,30 e 15 notizie nel Giornale Radio
ORE 18 ordine di arrivo
ORE 20: commenti e interviste
ORE 20,35 Senza freni (nei giorni 14 da Torino, 19 da Genova, 21 da Viareggio, 24 da Roma, 27 da Ancona, 1 giugno da Trieste, 3 da Trento, 5 da Milano).
Sala Stampa Sport era una trasmissione che Febo Conti propose a Giorgio Boriani e Roberto Bortoluzzi e andata in onda dagli studi di Milano. Nel programma Conti, al parrucchiere dello sport, faceva la barba alle maggiori firme del giornalismo sportivo. A questo proposito ecco il pezzo uscito sulla Repubblica nel 2004 a firma Massimo Pisa.
Era già un veterano, a suo modo, quel 3 gennaio del 1954 in cui il suo "L' orchestra delle 15" fu il quarto programma ad andare in onda sul canale unico, il primo da studio. Febo Conti, 77 anni appena compiuti, milanese di Bresso, in Rai dal 1945 (Radio Italia del Nord, la guerra non era ancora finita), era già un affermato attore e presentatore, anche giornalista nel Gazzettino Padano di sua invenzione.
Conti, ricorda dov'era cinquant' anni fa, alle tre del pomeriggio?
«Certo. Ero allo studio 3 di corso Sempione. Il primo programma in studio della Televisione Italiana, L'Orchestra delle 15. Regia di Eros Macchi, mi annunciò Fulvia Colombo, una delle prime signorine buonasera».
Sapevate che stavate per entrare nei libri di storia?
«Sapevamo che era un evento, ma non era certo la prima volta che andavo in televisione. Già nel 1947 il direttore dei programmi Rai, Sergio Pugliese, mi aveva spedito a Torino, dove si producevano le prime trasmissioni sperimentali e il primo programma itinerante, Telesquadra. Comunque sì, quel giorno fu una grande emozione». "Signore e signori, va ora in onda l'Orchestra delle 15"».
Poi?
«L' ospite in studio era il grande Henry Salvador. Suonò due pezzi, Dans mon île e Ma caban au Canada, insieme alla nostra orchestrina, un complessino messo su alla buona. Non c'erano molti mezzi, all'epoca».
Come andò?
«Bene, anche se ci dovemmo arrangiare. Era una televisione molto artigianale, non c'era esperienza soprattutto tra i tecnici. I rulli coi titoli li facevamo con la manovella, le telecamere erano su una torretta e non avevano zoom. Bisognava cambiare a mano gli obiettivi, a volte si perdeva tanto di quel tempo e l'inquadratura era sfocata. Lo Studio 3 poi era enorme. Ricordo gli altoparlanti, piazzati sul muro in alto a 30 metri da noi, e quando i cantanti dovevano andare in playback era facile andare fuori sincrono».
Televisione artigianale e anche molto teatrale, quella.
«Era esattamente la trasposizione del teatro davanti alle telecamere. Spesso andavano in onda rumori fuori scena, era buffo. E dovevamo fare tutto. Io diventai anche mimo, imitavo i mestieri comuni, bigliettaio, tranviere, quello che poi riprese Silvio Noto con Enzo Tortora in Campanile sera».
Da Milano di televisione se ne faceva tanta.
«Dalle commedie ai notiziari. Andavamo a trasmetterli in locali che ci aveva affittato Nicky Kini, uno stilista americano, proprio di fronte al centro di corso Sempione. Poi lo sport. Qui cominciarono Guido Oddo, Carlo Bacarelli con la boxe. E c'era il grande Nicolò Carosio».
Non ci voleva poi molto a diventare divi.
«Vero, ma dopo un po' . All'epoca io imitavo anche Larry Semon, da noi Ridolini. Prima in radio, a Sette giorni a Milano, poi su Carosello e in alcuni film. Gli assomigliavo, pure, piccoletti tutti e due. Mi accorsi di aver raggiunto una certa fama quando trasmisero un suo film, e la gente il giorno dopo fermava me per strada. "Eh, bravo Febo, t'ho visto ieri". Ma i veri divi erano altri. Gli attori, Pietro De Vico, Gino Bramieri, Antonella Steni, Elio Pandolfi. Poi Mike Bongiorno, che faceva Arrivi e partenze, soprattutto dopo che Aldo Passante comprò in America il format di Lascia o raddoppia?». Bongiorno ripete spesso che quella tv, quel linguaggio, contribuirono a unificare definitivamente l'Italia. «Mike (ride, ndr)! Guardi, conduco da 44 anni La costa dei barbari sulla Radio Svizzera, è una guida scherzosa alla lingua italiana. Gli ripeto sempre: dovresti ascoltarmi, impareresti qualche congiuntivo. Una volta fece la mia spalla in un Ridolini, aveva una battuta sul Papa. Riuscì a dire: "Il papa Paolo vi". Da morire».
Quanto guadagnavate?
«Poco. Si figuri che nel 1972, quando la Rai mi cacciò per alcune vendette interne, mi davano 140mila lire nette per trasmissione, che allora era Chissà chi lo sa. Potevamo permetterci la macchina, questo sì. Eravamo tutti amici, poca concorrenza, molta professionalità e l'aperitivo al bar Lo Tito. E la domenica, quando io conducevo in radio Sala stampa sport a mezzogiorno, andavo a pranzo in una trattoria in fondo a corso Sempione. Raggiungevo Gianni Brera, Leone Boccali, Nino Nutrizio. Altri tempi».
La rubrica torna dopo le feste natalizie. A tutti voi i miei auguri.
Campionato Primavera 2011-12: giro di boa
Serie D 2011-12: 17^ giornata, 19^g. gir. A, B e D
Santi Trimboli: "Le regole sataniche del calcio e i rischi per la Rai"
A proposito di un calcio spezzettato che ci tradisce in ogni campo e di un calcio che non c'è più: oggi preferiamo farvi leggere uno sfogo di un giornalista calabrese che è stato anche nella squadra di "Tutto il Calcio minuto per minuto", oltre che nella Rai televisiva (di cui l'articolo s'incentra): Santi Trimboli.
Ve lo vogliamo far leggere e vi invitiamo a farlo, tutto d'un fiato, perchè racchiude il pensiero ideale sul calcio di oggi e su quello che ci stanno togliendo.Tratto da "IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA" del 5 Dicembre 2011.
di SANTI TRIMBOLI - Amarcord di un calcio che non c'è più. Per i nostalgici come me che stentano a ritrovarsi fra le tante storie raccontate dalla mitica Olivetti 32 (la custodisco gelosamente!) e per quelli che sono venuti dopo di me. Perché se ne abbia memoria e perché non sia sepolto sotto la polvere del tempo un passato che è stato ed è patrimonio prezioso di intere generazioni. Intanto, la numerazione delle maglie: da uno a undici. Elementare. Poi gli “identificativi”, per così dire, dei vari ruoli: terzino, stopper, libero, ala, mezz'ala, centravanti. Elementare anche questo. Infine, le partite: tutte rigorosamente di domenica e tutte rigorosamente alla stessa ora. Elementare che più elementare non si può. Riflettori sul calcio di oggi, il calcio delle formule e delle alchimie, dei ritiri all'estero e dei procuratori voraci, dei general manager e dei Daspo, degli sponsor e dei biglietti on line, della tv negli spogliatoi e delle interviste in. zona mista. Il calcio delle telecronache a cinque, sei, sette voci e dei work-space improvvisati a bordo campo magari sull'erba sintetica; il calcio degli sceicchi e della clausola rescissoria, del bonus e delle plusvalenze, degli stewards e dei tornelli. E mi fermo qui. Intanto, la numerazione delle maglie: da uno a. cento (o, chissà, anche fino a mille?). L'anno di nascita, la data delle nozze, il battesimo del primogenito, il giorno del primo bacio, la cabala, la smorfia, il numero civico, il numero di denti sopravvissuti all'attacco della carie-killer e via così a cascata, in omaggio alla fantasia più sfrenata e improbabile. Dice: ma almeno prima i “numeri” riuscivano in qualche modo a farci orientare sulla collocazione per così dire geografica di ciascun giocatore in campo. Per esempio: il numero tre sapevi che giocava a sinistra, al di qua della linea di centrocampo; il numero sette si muoveva sulla destra, più o meno subito dopo la linea di centrocampo; il numero nove lo trovavi davanti a tutti, in posizione centrale. Obiettano: non vale più. Oggi parliamo di calcio totale. Vuol dire che tutti fanno o dovrebbero saper fare tutto. Le fasi. Hai sentito parlare di fasi? La fase difensiva e quella offensiva? Ecco, quella cosa lì. Vuol dire, tradotto urbi et orbi, che se fosse stato protagonista di questo tempo, di questo calcio, il grande Gigi Riva, ad esempio, oltre che starsene lì a fare gol, il suo pane quotidiano, si sarebbe dovuto occupare anche di presidiare la propria area di rigore, di proteggere anche lui la porta di Albertosi e quindi dare il via alla ripartenza (non più contropiede, per carità). E gli “identificativi” dei ruoli? Esterno basso e non terzino; centrale difensivo e non stopper; regista difensivo e non libero; esterno alto e non ala. Tutto stravolto, linguaggio compreso. Già, il linguaggio: un vero e proprio trionfo della fantasia estrema e dell'ermetismo linguistico più spregiudicato: sottomisura, veronica, diagonale, spizzata, tap-in, sovrapposizioni e via di questo passo. E infine le partite. “A duminica è du palluni”, sentivo ripetere un tempo ad ogni angolo di strada. Oggi non vale più. Ormai è la pay tv che comanda e gestisce il calcio. Anticipi, posticipi, gare a colazione e all'ora del tè: programma spalmato dal venerdì al lunedì successivo. Lo chiamano calcio-spezzatino. Buono per tutti gusti, soprattutto quelli dei cannibali della pubblicità e del business. Ed è così che la Rai, leggo, sta pensando seriamente di rinunciare al vecchio, glorioso, romantico Novantesimo minuto e, forse anche, all'effervescente e non meno leggendario Stadio sprint. Qualche domenica fa, alle 15, si sono disputate soltanto quattro partite di Serie A e, in larga parte, tutte di seconda fascia. Briciole, insomma, una inaccettabile mortificazione e una palese penalizzazione nei confronti della Rai che a questo punto non sarebbe più intenzionata a pagare alla Lega calcio i diritti in chiaro per il filetto in cambio dello spezzatino. E come dare torto alle teste pensanti (!) di Viale Mazzini. Addio calcio alla Tv di Stato, addio servizio pubblico? Il pericolo è reale. La minaccia mi turba e mi immalinconisce. Consentitemi la riflessione personale. Io ho lavorato per 25 anni alla Rai, sede regionale della Calabria, e pur non avendo vissuto un distacco morbido e indolore (ma questa è un'altra storia, peraltro ancora tutta da scrivere) alla Rai, la Rai che io ho conosciuto e che, ahimè, non c'è più mi sento ancora visceralmente legato. Legato in maniera indissolubile anche alla storia delle trasmissioni sportive della mia vecchia azienda. Perché, pur non essendo organicamente inquadrato nei ranghi di Rai Sport, ho avuto il privilegio, per meglio dire mi è stato concesso il privilegio, di raccontare le vicende sportive del Cosenza (erano gli anni 90) per la rubrica televisiva “A tutta B”, all'epoca condotta da Marco Civoli e Paolo Paganini (andava in onda il lunedì), e per la popolare trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto” condotta da Alfredo Provenzali. E non è tutto. Dapprima Ignazio Scardina, a seguire Iacopo Volpi, e infine Stefano Mattei, tutti e tre nell'ordine capiredattori centrali di Rai Sport calcio, mi hanno poi concesso l'onore di raccontare i dieci campionati della Reggina sul palcoscenico della Serie A. Naturalmente per tutte le rubriche domenicali inserite nei palinsesti della Rai. Per l'appunto “Novantesimo minuto”, “Stadio sprint”, la “Domenica sportiva”. Le lunghe attese negli angusti pullmini satellitari, frigoriferi d'inverno e fornaci d'estate, aspettando il momento del collegamento; i salti mortali per montare i servizi a tempo di record (per fortuna ho potuto lavorare con tecnici bravissimi); il ripasso più veloce della luce sotto le luci martellanti della telecamera; la durata dei servizi da rispettare draconianamente (magari due minuti per sei gol, due espulsioni, un rigore, due infortuni, incidenti dentro e fuori lo stadio); la linea da restituire con perfetto sincronismo (più o meno, si capisce) ora a Fabrizio Maffei, ora ad Enrico Varriale, ora a Franco Lauro, ora a Mario Mattioli. Un pezzo importante e indimenticabile della mia storia professionale. Pagine esaltanti e irripetibili, di quelle che fanno gonfiare il petto a qualsiasi cronista sportivo. Ecco perché la prospettiva che tutti questi appuntamenti televisivi possano essere cancellati con un colpo di spugna,assassinati dalle regole sataniche di un calcio che non mi appartiene,mi atterrisce,mi fa star male. Per la Rai sarebbe il colpo di grazia alla sua stessa essenza di servizio pubblico e alla sua immagine; una immagine peraltro seriamente compromessa in questi ultimi anni da inadeguatezze e pressappochismi, da logiche clientelari miopi e arroganti, da discriminazioni insopportabili e appetiti insaziabili, da scelte chiaramente asservite alla politica dominante e palesemente, a volte anche volgarmente, piegate al volere del suo dominus, Silvio Berlusconi, e della sua corte piaciona di nani e ballerine. Ma sarebbe anche, consentitemi un ultimo riferimento personale, come se si cancellasse anche un pezzo di me.
Link originale a http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/sport_commento_regole_sataniche_calcio_rischi_rai_santi_trimboli_5656.html
Ringrazio Fabio Stellato per la preziosa segnalazione
Serie Bwin 2011-12: 20^ giornata





















