sabato 23 gennaio 2010
08:55

Aspettando Sud Africa 2010: Messico 1986

Cari lettori, continuiamo il nostro viaggio nella storia dei Mondiali di calcio. Questa settimana rivisiteremo il torneo mondiale svoltosi in Messico dal 31 Maggio al 29 Giugno 1986. La nazione sudamericana fu la prima ad ospitare per due volte la manifestazione quando nel 1986 prese il posto della Colombia che non aveva garantito alla FIFA una completa organizzazione del torneo, anche a causa di problemi interni al governo.

Le squadre che parteciparono al Mondiale furono 24. La mascotte si chiamava Pique (un peperoncino con baffi e sombrero), mentre il pallone ufficiale prese il nome di "Adidas Azteca Mexico", il primo fatto con materiali sintetici.

Le città che ospitarono le partite furono: Città del Messico, Guadalajara, Irapuato, Leòn, Monterrey, Nezahualcoyoti, Puebla, Querétaro, Toluca.

Ed ecco le nazionali che presero parte alla fase finale: Algeria, Argentina, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Corea del Sud, Danimarca, Francia, Germania Ovest, Inghilterra, Iraq, Irlanda del Nord, Italia (campione in carica), Marocco, Messico (paese ospitante), Paraguay, Polonia, Portogallo, Scozia, Spagna, Ungheria, Urss ed Uruguay.

Le squadre partecipanti rimangono 24, come nell’edizione precedente, ma si cambia la formula. Infatti quella adottata in terra spagnola non era piaciuta, in particolare per i gironi del secondo turno dove era possibile (come accadde proprio alla Spagna) che una squadra fosse già matematicamente eliminata alla conclusione della sua prima gara, in modo tale da poter favorire nell'ultimo incontro l'avversario che era ancora in gioco per il passaggio del turno (cosa che però non successe, perché gli spagnoli bloccarono sullo zero a zero gli inglesi, eliminandoli cosi dal torneo mondiale). Inoltre si è spinto per un ritorno ad una più consistente fase ad eliminazione diretta, dopo che nelle ultime tre edizioni essa era rimasta confinata ad appena 8 partite totali (le semifinali dell’edizione 1982 e le sole finali delle tre edizioni). Per cui bisogna dare mano alla formula, stabilendo quante squadre far partecipare ai turni ad eliminazione diretta. Dapprima, e fin dalla conclusione di Spagna 1982, si era pensato a far disputare un primo turno con 4 gruppi da sei squadre l’uno e quello ad eliminazione diretta a partire dai quarti di finale, però dopo un po' tale idea fu scartata per l'insorgere di due seri ostacoli, il primo di tipo organizzativo, in quanto una tale struttura avrebbe comportato la disputa di ben 68 gare e con la necessità quindi che il torneo durasse più di un mese, quando invece c'era la volontà di concludere il tutto nel giro di 30 giorni; il secondo ostacolo fu puramente sportivo, ovvero con la composizione di gironi con ben 6 squadre e con soli due posti per il passaggio del turno, sarebbe stato inevitabile che una o più nazionali all'ultima se non addirittura alla penultima giornata fossero già matematicamente eliminate e quindi avrebbero poche motivazioni, favorendo quindi le loro ultime avversarie e di conseguenza danneggiando le altre nella corsa alla qualificazione al turno successivo. Pertanto alla fine si è scelto per mantenere 6 gruppi da quattro squadre l’uno e l’eliminazione diretta da far partire dagli ottavi. In altri termini, dal primo turno si qualificano 16 squadre su 24. Ovvero le prime due di ogni girone e le migliori quattro terze classificate.

Questa fu l'edizione che mise in luce la nuova stella del calcio: Diego Armando Maradona capace di trascinare da solo la sua nazionale argentina al secondo titolo mondiale, dopo quello del 1978. La partita più rappresentativa della manifestazione è proprio il quarto di finale che mette di fronte Argentina ed Inghilterra. È una partita particolare, visto anche il clima freddo che esiste fra i 2 paesi a causa della contesa di qualche anno addietro, ma mai dimenticata, sulle Isola Falkland, territorialmente vicine all'Argentina ma politicamente appartenenti agli inglesi. La partita terminerà 2-1 per la nazionale Albiceleste, e Diego si renderà protagonista nel bene e nel male. Segnerà il primo gol di mano (quando egli stesso dichiarerà ch'è stata "La Mano di Dio" a spingere il pallone in rete). Il gol del raddoppio invece resterà come uno dei più bei gol nella storia di questo sport: Maradona parte dalla zona intermedia fra la propria area di rigore e la linea di centrocampo, una corsa di 60 metri col pallone sempre incollato al piede, nella quale semina quattro avversari con accelerazioni e dribbling, prima di dribblare anche il portiere e infilare la palla nella porta avversaria con la punta del piede, mentre crolla per terra dopo un contatto sul ritorno d'un difensore inglese. È l'apoteosi; sugli spalti, persino gli stessi tifosi dei bianchi sono costretti a riconoscere i numeri di questo ragazzo ed applaudire.

Oltre a questo, il mondiale si segnala per altri nomi importanti: è il mondiale anche di nazioni come la Danimarca di Michael Laudrup, brillante protagonista della prima fase, con successi di spicco anche contro la Germania Ovest di Karl Heinz Rummenigge, futura finalista; di Emilio Butragueño, spagnolo; di Gary Lineker, inglese, capocannoniere della manifestazione; della Francia di Michel Platini, stoppata ancora in semifinale e ancora dalla Germania, come nell'82; del piccolo Belgio, che coglie un sorprendente quarto posto.

La vera delusione arriva proprio dagli azzurri campioni del Mondo in carica. Bearzot, ancora alla guida della nazionale, nonostante il mancato aggancio alla fase finale del campionato europeo di due anni prima, dimostra ancora eccessiva riconoscenza verso chi l'ha portato in cima al mondo e si presenta alla nuova avventura con una rosa fatta per metà dagli stessi protagonisti della vittoria nell'82; quattro di loro erano già presenti addirittura al mondiale del'78 (fra cui Paolo Rossi e Antonio Cabrini). e giungono in Messico quasi con una sorta di "viaggio premio" (Rossi e Tardelli addirittura non vedranno mai il campo). L'Italia si presenta quindi con giocatori svogliati: alcuni avanti con l'età, che non hanno né voglia né forza di affrontare una competizione così lunga ed estenuante, ed alcuni inesperti. Il tecnico poi compie alcune scelte discutibili, in primis nel ruolo del portiere, poi lasciando a casa giocatori come Sergio Brio, Roberto Pruzzo, capocannoniere del campionato appena trascorso, Lionello Manfredonia, Bruno Giordano e Pietro Paolo Virdis. La Nazionale si arrende agli ottavi di finale contro una Francia non eccellente (2-0), dopo un girone in sordina, con 2 pareggi contro Bulgaria e Argentina, ed una rocambolesca vittoria contro la Corea del Sud. È finito un ciclo: Bearzot lascia il timone, che verrà preso da Azeglio Vicini quattro mesi dopo.

Ecco tutti i risultati del torneo. Fase a gruppi:

Gruppo 1: Italia-Bulgaria 1-1, Argentina-Corea del Sud 3-1, Italia-Argentina 1-1, Bulgaria-Corea del Sud 1-1, Italia-Corea del Sud 3-2, Argentina-Bulgaria 2-0. Classifica: Argentina* 5; Italia* 4; Bulgaria* 2; Corea del Sud 1. (*qualificate agli ottavi) (Bulgaria -2 in differenza reti)

Gruppo 2: Messico-Belgio 2-1, Paraguay-Iraq 1-0, Messico-Paraguay 1-1, Belgio-Iraq 2-1, Paraguay-Belgio 2-2, Messico-Iraq 1-0. Classifica: Messico* 5; Paraguay* 4; Belgio* 3; Iraq 0. (* qualificate agli ottavi)

Gruppo 3: Francia-Canada 1-0, Urss-Ungheria 6-0, Francia-Urss 1-1, Ungheria-Canada 2-0, Francia-Ungheria 3-0, Urss-Canada 2-0. Classifica: Urss* e Francia* 5; Ungheria 2; Canada 0. (*qualificate agli ottavi: Russia prima per migliore differenza reti, Urss +8, Francia +4) (Ungheria -7 in differenza reti)

Gruppo 4: Brasile-Spagna 1-0, Irlanda del Nord-Algeria 1-1, Brasile-Algeria 1-0, Spagna-Irlanda del Nord 2-1, Brasile-Irlanda del Nord 3-0, Spagna-Algeria 3-0. Classifica: Brasile* 6; Spagna* 4; Irlanda del Nord ed Algeria 1. (*qualificate agli ottavi)

Gruppo 5: Germania Ovest-Uruguay 1-1, Scozia-Danimarca 0-1, Germania Ovest-Scozia 2-1, Uruguay-Danimarca 1-6, Germania Ovest-Danimarca 0-2, Uruguay-Scozia 0-0. Classifica: Danimarca* 6; Germania Ovest* 3; Uruguay* 2; Scozia 1. (*qualificate agli ottavi)

Gruppo 6: Marocco-Polonia 0-0, Portogallo-Inghilterra 1-0, Marocco-Inghilterra 0-0, Polonia-Portogallo 1-0, Inghilterra-Polonia 3-0, Marocco-Portogallo 3-1. Classifica: Marocco* 4; Inghilterra* e Polonia* 3; Portogallo 2.

Ottavi di finale: Messico-Bulgaria 2-0, Urss-Belgio 3-4 (d.t.s.), Brasile-Polonia 4-0, Argentina-Uruguay 1-0, Francia-Italia 2-0, Marocco-Germania Ovest 0-1, Inghilterra-Paraguay 3-0, Danimarca-Spagna 1-5.

Quarti di finale: Brasile-Francia 3-4 d.c.r. (1-1 d.t.s.), Messico-Germania Ovest 1-4 d.c.r. (0-0 d.t.s.), Argentina-Inghilterra 2-1, Belgio-Spagna 5-4 d.c.r. (1-1 d.t.s.).

Semifinali: Germania Ovest-Francia 2-0, Argentina-Belgio 2-0.

Finale 3° posto: Francia-Belgio 4-2 d.t.s.

Finale 1° posto: Argentina-Germania Ovest 3-2. Marcatori: 23° Brown (A), 55° Valdano (A), 74° Rummenigge (G), 80° Voller (G), 83° Burruchaga (A).

Capocannoniere del torneo: Gary Lineker (Inghilterra) con 6 reti.

Ecco la rosa dell'Argentina Campione del Mondo per la seconda volta: Pumpido, Batista, Brown, Burruchaga, Cuciuffo, Maradona, Valdano, Enrique, Giusti, Olarticoechea, Ruggeri. A disposizione: Islas, Zelada, Almiron, Bochini, Borghi, Passarella, Clausen, Garre, Pasculli, Tapia, Trobiani. Allenatore: Carlos Bilardo.

Anche per questa settimana è tutto. Appuntamento a Sabato prossimo con il mondiale di Italia '90.

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